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Intanto che i carciofi cuociono, in un padella riscaldate l spicchio d aggiungete i pomodorini gialli, aggiustate di sale e lasciate cuocere per 5 minuti.Una volta che i pomodori sono pronti, passateli al setaccio lasciandone 12 interi da aggiungere al piatto.Se la crema ottenuta dovesse risultare troppo liquida lasciatela addensare per qualche minuto sul fuoco.In un mortaio unite le nocciole e il pane a mascuotto, pestate grossolanamente e tenete da parte.Quando anche i carciofi saranno cotti passeteli nel mixer fino ad ottenere una crema liscia, eventualmente aggiungete un filo d evo, aggiustate di sale e pepe dopodiché unite la crema alla ricotta ed amalgamate bene i due ingredienti.Una volta pronta, riempite una sac a poche in modo che sia tutto pronto per impiattare.Cuocete i paccheri in abbondante acqua salata, a fiamma moderata per evitare che la pasta si spacchi.Intanto che la pasta cuoce, asciugate i carciofi tenuti da parte, infarinateli e friggeteli in olio caldo, scolate su carta assorbente e salate.Tagliate anche i bocconcini a cubetti e tenete da parte.Prima di scolare la pasta, disponete nel centro dei piatti un po di crema di pomodori, scolate i paccheri, mettetene sei per ogni piatto in posizione verticale adagiandoli sulla crema di pomodorini, riempite la pasta con la mousse di carciofi, adagiate sui paccheri la mozzarella tagliata a cubetti, un po di croccante di nocciole e mascuotto, adagiate sul fianco dei paccheri i pomodorini tenuti da parte, i carciofi fritti e le foglie di prezzemolo fresco irrorate conun filo d evo fresco e qualche goccio di altra crema di pomodori, in modo da insaporire anche la pasta e servite subito.Consiglio di impiattare il tutto sotto una lampada ad infrarossi riscaldante per alimenti per evitare che il piatto si raffreddi. Sul web ci sono soluzioni casalinghe a prezzi modici
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outlet giubbotti peuterey Per festeggiare le donne

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Per l’8 marzo, la festa della Donna, il cui simbolo è il fiore della mimosa, anche sulla tavola la torta mimosa è diventato ormai un classico per questa giornata1 pizzico di sale125 ml di panna fresca250 ml di panna frescaper il pan di spagna montate a lungo uova e zucchero con un pizzico di sale fino ad ottenere un composto spumoso. Incorporate delicatamente la farina setacciata con una spatola con movimenti dal basso verso l’alto. Tortiera 20 cm imburrata ed infarinata, forno caldo 180 C per circa 25′ (prova stecchino). Sfornate e lasciate raffreddare.Per la crema: riscaldate il latte sul fuoco con la bacca di vaniglia senza i semi, in una terrina mescolate tuorli e zucchero, unite anche i semi e la farina. Versate a filo il latte mescolando e riporatate sul fuoco, fino ad addensare, circa 5′ dal bollore.Versate in una ciotola di vetro, coprite con pellicola a contatto e freddate subito.Montate tutta la panna ed incorporatene 1/3 alla crema ormai fredda, delicatamente.Componiamo il dolce: con un coppapasta ritagliate 4 tortine dal pan di spagna, a cui avrete tagliato bordi e parte superiore più scura, bagnate con il succo d’ananas e formate uno strato di crema chantilly.Distribuite l’ananas in piccoli pezzi e la panna montata con una piccola spatola in modo da formare una cupoletta. Grattugiate sopra il pan di spagna avanzato, in briciole molto fini, e pareggiate con le mani.
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peuterey outlet milano Pantano a Centocelle

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A margine della cerimonia in ricordo dei dipendenti caduti durante i bombardamenti del 43 al deposito Atac, l’assessore ai Trasporti e alla Mobilità di Roma, Guido Improta, ha confermato che la commissione Trasporti della Camera dei deputati ha approvato un emendamento che indica per il 15 dicembre sia l’avvio del pre esercizio della tratta Pantano Centocelle della linea C della metropolitana, che il termine per la presentazione del progetto definitivo della tratta Colosseo Piazza Venezia, ‘salvando’ quindi quel finanziamento degli oltre 370 milioni di euro, previsti dal decreto del ‘fare, per la tratta Colosseo Piazza Venezia della Metro C, inizialmente vincolati all’avvio dell’esercizio sulla tratta Pantano Centocelle entro ottobre.

13 luglio 2013 Metro C apertura Da Pantano a Centocelle slitta a giugno 2014

Oggi è ancora il giallo cantiere della Metro C ad addensare qualche nube sulla nuova giunta comunale, e il lavoro del neo assessore alla mobilità Guido Improta, costretto ad annunciare il rinvio dell’entrata in esercizio della tratta Centocelle Pantano a giugno 2014.

“Pensiamo che le attività di pre esercizio della tratta Centocelle Pantano della linea C della metropolitana possano essere attivate entro la fine dell’anno per arrivare a un entrata in esercizio entro giugno 2014”.

Un traguardo fissato dalla precedente giunta del Sindaco Alemanno a luglio 2013, impossibile da raggiungere già da allora senza nomine Atac della commissione per le operazioni di collaudo e pre esercizio,
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con norme antincendio cambiate che richiedono nuovi interventi sulla infrastruttura, e la talpa che avrebbe dovuto scavare le gallerie, ferma dall’ottobre del 2011 a San Giovanni.

Uno stop causato dalla soprintendenza dei beni archeologici, che non ha autorizzato l’uscita per analizzare il materiale sovrastante, e ora apre la discussione sui due anni necessari alle analisi, insieme alla preoccupazione del Sindaco Marino, presente al sopralluogo nel cantiere di via Taranto, per il costo e i tempi richiesti per smontare la talpa sotto della stazione San Giovanni, e rimontarla a via Sannio per la tratta successiva.

“E’ evidente che questo ritarderà molto l’avvio dell’esercizio della metropolitana e sarà oggetto di ulteriori confronti in giunta perché dovremo comprendere come meglio investire i soldi dei cittadini cercando di affinare il progetto in modo che non ci siano troppi ritardi”.

Con i tempi ufficiali tutti quanti saltati, Impronta, è quindi dovuto correre ai ripari per non perdere il finanziamento degli oltre 370 milioni di euro, previsti dal decreto del ‘fare per la Metro C,
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e vincolati dall’entrata in esercizio della linea entro fine anno.

giubbotto peuterey uomo prezzo Pietro Roccasalva

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Andiamo per ordine. Il giorno dell’inaugurazione chi passava da via Ventura non poteva non notare il braccio meccanico che sollevava i visitatori più audaci fino alla terrazza della galleria. Una volta raggiunta la prima “stazione” di questa mostra, negli spazi ufficiali della galleria Zero, sulla parete accanto all’ingresso un’illustrazione rimandava alla precedente personale di Pietro Roccasalva in Via Farini. Sempre nel giorno della vernice, sul pianerottolo della scala che conduce allo spazio, una ragazza, in abiti da cerimoniera, se ne stava con i piedi infilati in un catino rovesciato e senza fondo. In quella bizzarra collocazione, la performer distribuiva fogli A4 con un testo “Stampa Della Scomunica” di sapore carmelobeniano.

Dopo la lettura del testo si prende fiato e si continua il percorso che riporta in basso, compiendo così una parabola discendente che si conclude con l’ultimo incontro nello scantinato del palazzo che ospita la galleria.

In una piccola stanza debolmente illuminata si trova una piattaforma rettangolare, alta pochi centimetri, sulla cui superficie neutra sono disposti come in una composizione minimale due oggetti. Come se quel percorso si fosse spezzato (niente più braccio meccanico, niente più performer), lasciando il visitatore alle prese con il non facile compito di rimetterne insieme i frammenti.

Si prova così a seguire alcune piste. Una cromatica ad esempio, il rosso vivo è un colore che sembra ritmare la mostra: il cesto di vimini dell’elevatore, la civetta nel disegno in galleria, e le due parti del catino. Oppure il ritrovare topoes lessicali di Roccasalva come i termini “giocondità”.

Ed ancora: la figurazione dettagliata e la pittura attenta che descrive nel piano ipogeo un volto consumato. Oltre ovviamente ai rimandi temporali, che stabiliscono ossessivamente dei richiami tra le varie opere e tra le mostre di Roccasalva. La fisima di Zervan, citata nel testo, è appunto un’ossessione verso il tempo.

L’insieme di questi elementi e la loro intermittenza compositiva, fanno di Roccasalva un autore certamente insolito nel panorama contemporaneo, che ha guardato certamente a Gino De Dominicis più che ad artisti della sua generazione, applicando un’impronta personalissima a tutto ciò che mette in mostra.

Vale la pena quindi di abbandonarsi al fascino del singolo momento, nell’attesa di trovare una breccia nell’apparente astrazione delle cose, aspettando che il meccanismo s’inneschi per partecipare ad un mondo parallelo descritto dall’artista e che vanta le pretese di invertire le coordinate spaziali e temporali. Di contro, esiste anche la possibilità di non penetrare l’apparente ermetismo del discorso, con la sensazione di assistere in punta di piedi ad una riflessione alla quale non si è stati invitati.
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Pasticcio di polenta spinaci e tofu A volte mi sento un spinta dal desiderio di fare qualcosa di nuovo compatibile con le intolleranze varie e sfidando il contenuto della dispensa.

Così oggi ho aperto il frigo e ho passato in rassegna il contenuto. Ho trovato mezza mattonella di polenta gialla, una busta di spinaci freschi, due panetti di tofu.

salsa di sojaLessate gli spinaci, scolateli e conditeli con olio, sale e , così che si insaporiscano.

Aggiungeteci un po di salsa di soja, abbondante, pepe macinato fresco, aggiungete sale se serve e un po di panna di soja per rendere il tutto cremoso.

Preparate una besciamella con olio di mais,
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amido di mais, latte di riso o soja, fate addensare, aggiungete , sale e noce moscata.

In una teglia con carta forno, disponete sul fondo delle fettine di polenta, fate uno strato con gli spinaci, poi stendete tutta la crema di tofu, ancora spinaci,
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ricoprite con le fette di polenta rimanenti.

peuterey blu poutin canadese alla Voivod

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Oggi, dal profondo Sud ci spostiamo al grande Nord per testare il piatto nazionale canadese. Anche perchè la cucina canadese non è che vanti propriamente una quantità di ricette autoctone e questa è sicuramente la più conosciuta. Semplice e decadente allo stesso tempo, il Poutin è stato creato nel Quebec, quindi non può essere gustato che in compagnia della feroce colonna sonora dei Voivod. Consta solo di tre ingredienti, due dei quali possono essere cambiati a seconda della “nazionalità” che si vuole dare al piatto. Ne riparliamo dopo la ricetta per i soliti quattro commensali. 25 gr. di farina 35 gr. di burro 60 cl. di brodo di pollo o tacchino 1200 gr. di patate da friggere 1 lt. di olio di arachidi (va usato tutto!
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) 400 gr. Gli italiani, ad esempio, le ricoprono di mozzarella e ragù alla bolognese, mentre fuori dal Quebec si usano formaggio grattuggiato e salsa di brodo di manzo. Variazioni si trovano dovunque, fino ad arrivare alla Svezia con patatine,
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mozzarella e salsa di pesce.

giubbotti donna woolrich Per realizzare il nuovo aereo P1xx

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La Piaggio Aero Industries, il prossimo anno, assumer cento nuovi dipendenti, di cui il 90 per cento nel solo stabilimento di Finale Ligure, con l’incarico di progettare il nuovo velivolo P1XX. E’ quanto stato annunciato gioved scorso, dai vertici aziendali, ai lavoratori ed ai rappresentanti della RSU durante l’incontro tradizionale per lo scambio di auguri per le prossime feste natalizie, avvenuto nello stabilimento di Finale Ligure. una novit che in assoluta controtendenza in un mercato internazionale dove la crisi economica dilaga e le nuove assunzioni sono diventate di rara frequenza.

Ma il potenziamento dell’organico non l’unica novit annunciata dall’azienda che, per il 2009, conta di raggruppare tutta la direzione tecnica ed i fornitori, circa 350 persone, nella nostra provincia, probabilmente all’interno del Campus universitario di Legino. Sono infatti in corso le trattative per arrivare a breve ad un accordo. Un modo per unire le forze e concentrarle nella progettazione del P1XX che rappresenta uno dei progetti pi importanti nel futuro dell’azienda aeronautica che ha il primato di essere l’unica azienda al mondo attiva, sia nella produzione di velivoli, che nel settore dei motori aeronautici. Infatti Piaggio Aero Industries attualmente produce parti ed effettua operazioni di manutenzione e revisione su motori turboshaft, turbojet e turboprop, sotto licenza Rolls Royce e Honeywell ma ha siglato anche accordi quadro con altri primari costruttori di parti e di equipaggiamenti tra i quali Pratt Whitney, Pratt Whitney Canada e Microturbo, tra i maggiori costruttori di motori aeronautici civili e militari.

E sembra anche che, entro la fine di dicembre, l’azienda pensi di poter essere nelle condizioni di chiudere la partita con un nuovo partner immobiliare che subentri alla Gefim nella Piaggio Service. stato un incontro molto positivo che ci ha fatto ben sperare nel prossimo futuro ha detto Paola Boetto rappresentante nella RSU della Cgil Fiom E pare che l’azienda abbia fiducia anche nella positiva risoluzione del ricorso al TAR, presentato da Legambiente contro il progetto urbanistico previsto nelle aree Piaggio, il cui accoglimento della sospensiva farebbe addensare molte nubi sul progetto di trasferimento dell’azienda a Villanova d’Albenga La discussione del ricorso gi stata fissata per met gennaio e contro Legambiente si costituiranno in giudizio il comune di Finale Ligure ed i sindacati.

La Piaggio Aero conta comunque di arrivare al trasferimento dello stabilimento finalese a Villanova d’Albenga nel 2010. Intanto continua la produzione di P166, il velivolo utility leggero sviluppato da Piaggio negli anni ’60 e del nuovo P180 Avanti II, prodotto di punta dell’azienda, identificato come il pi moderno e veloce velivolo d’affari, disponibile sul mercato. Quest’anno Piaggio Aero ha consegnato oltre 160 esemplari di P180 Avanti II e dal 1998 il portafoglio ordini della compagnia cresciuto esponenzialmente raggiungendo gli oltre 100 velivoli commissionati e un valore di oltre 500 milioni.
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piumini peuterey Google crea Area120 il suo incubatore di start

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Sunday Pichai, amministratore delegato di Google, ha un piano per fermare l’esodo dei propri dipendenti che abbandonano Mountain View per creare la propria azienda: un incubatore di startup fatto in “casa”. A riportare la notizia è il sito americano specializzato in storie tecnologiche “The Information”. Secondo le fonti citate dal giornale online, la nuova divisione si chiamerà “Area 120” e sarà supervisionata da due dei dirigenti più anziani di Google: Don Harrison e Bradley Horowitz.

Ma come funzionerà “Area 120”? In primo luogo, i team che vogliono farne parte devono presentare un business plan, una volta entrati avranno la possibilità di lavorare al loro progetto a tempo pieno per un paio di mesi. Infine, potranno ottenere dei finanziamenti da Google per lanciare la propria idea e creare una nuova compagnia.

Il nome della divisione riprende uno dei concetti più noti all’interno dei programmi Google: il “20% time project” e cioè tempo libero puro per lavorare allo sviluppo di idee proprie. La politica di Larry Page e Sergey Brin è sempre stata quella di “incoraggiare i dipendenti a spendere il 20% del loro tempo a lavorare su idee che secondo loro possano portare dei benefici a Google”.

Nella lettera pubblica che anticipò l’IPO del 2004 i due fondatori scrivevano che questa policy consente “loro di essere più creativi e innovativi”. “Molti dei nostri più significativi progressi hanno successo in questo modo” scrivevano sempre nel 2004. A questo famoso 20% si deve la nascita di Google News, Gmail e Adsense.

Da quel momento però deve essere cambiato qualcosa vista la decisione di creare Area120. Secondo Business Insider che ha commentato la notizia, la nuova divisione punta a incoraggiare ancora di più lo spirito imprenditoriale dei dipendenti di Mountain View cerando di tutelarlo e mantenerlo all’interno di Google.

Ennesimo colpo di scena nella saga che vede protagonisti Qualcomm e Broadcom. In una mossa piuttosto insolita, il presidente americano Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo con cui ha bloccato l’acquisizione del produttore americano di microprocessori da parte dell’azienda rivale con sede a Singapore (ma intenzionata a trasferire il suo domicilio in Usa). L’Opa ostile lanciata da Broadcom e rifiutata da Qualcomm in più occasioni avrebbe ridisegnato la prossima generazione delle tecnologie mobile, in primis la rete 5G.

Samsung Electronics ha presentato oggi la nuova linea di TV QLED 2018 nel corso dell’evento First Look New York 2018, all’American Stock Exchange Building di Manhattan. I nuovi televisori Samsung introducono quattro importanti novità: il Direct Full Array (DFA), che permette di avere un contrasto ottimale ed è presente solo su alcuni modelli; l’Ambient Mode, che permette di usare lo schermo anche quando non si guarda la tv; One Invisible Connection, un solo cavo che alimenta la televisione e infine un miglioramento generale delle funzioni di smart tv. “Con la nostra linea di TV 2018 stiamo ridefinendo il concetto stesso di televisore.

La Russia avrà anche interferito nelle elezioni presidenziali americane del 2016 e magari continuerà a farlo in altre occasioni ma non ci sono prove che Donald Trump o persone a lui associate si siano macchiati di collusione con Mosca. E’ questa la conclusione a cui sono giunti i repubblicani parte della commissione Intelligence della Camera, e che è destinata a sollevare le critiche dell’opposizione democratica. Non solo perché intendono chiudere cos” l’inchiesta ma anche perché quei repubblicani sono convinti che le azioni del Cremlino non siano state pensate per favorire il miliardario di New York nella sfida contro la democratica Hillary Clinton nella corsa verso la Casa Bianca, tesi opposta a quella sostenuta dall’intelligence Usa.
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piumini peuterey Ricetta Zuppa di gallinella

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500 g di filetti di gallinella tagliati a tocchetti una cipolla 3 dl di brodo di pesce 10 g di farina 3 cm di radice di zenzero uno spicchio d’aglio 200 g di polpa di pomodoro a cubetti 2 3 rametti di prezzemolo 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva peperoncino in polvere sale 1) Pelate la cipolla e tagliatela a fettine sottili; sbucciate lo zenzero (se regolare, con un pelapatate, altrimenticon un coltellino affilato) e grattugiatelo con una grattugia a fori medi; sbucciate e tritate l’aglio. 2) Versate l’olio in una casseruola, scaldatelo, unite lo zenzero,
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la cipolla e l’aglio e lasciateli soffriggere su fiamma media per un minuto, mescolando. Aggiungete il pesce e fatelo insaporire nel condimento, poi toglietelo e tenetelo in caldo. 3) Unite la farina, stemperatela nel soffritto, poi aggiungete il brodo e il pomodoro: fate addensare il sugo, regolatedi sale, rimettete il pesce nella casseruola e cuocete a fiamma bassa per circa 20 minuti. Completate con un pizzico dipeperoncino e il prezzemolo tritato e servite.
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piumini peuterey quante ipocrisie da chi si indigna

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Ve la servo brutale, subito: sapete che cosa vi/ci dà fastidio dell’eventualità, non provata, che le piume delle oche spiumate brutalmente viste nell’inchiesta di Report finiscano nei piumini Moncler? Che quei piumini costino così tanto, siano dunque così inaccessibili e garantiscano un margine di guadagno così alto al signor Remo Ruffini e ai suoi azionisti.

IL PROBLEMA IL PREZZO. Se fossero inserite nei piumini di Zara o di qualunque altra azienda fast fashion, cioè dal prezzo abbordabile, delle oche torturate non vi importerebbe un fico. Così come non vi importa un fico di comprare in quantità gonne e magliette cucite in tuguri alla periferia di Hanoi e pagate una miseria a mamme che stentano a nutrire le loro famiglie e che spesso lo fanno da mutilate, perché nessuno ricostruisce loro gli arti se rimangono incastrate in una tagliatrice.

NESSUNO PENSA AI MORTI DEL RANA PLAZA. Siete mai andati a vedere che cosa succede in una fabbrica dell’India dell’Est o avete solo visitato i palazzi dei maharajah nel Rajasthan? Ah ecco. E qualcuno di voi ha smesso di comprare, per esempio, da Mango (una delle poche aziende ad ammettere il coinvolgimento, peraltro, e poi a controllare meglio i subfornitori, mentre Benetton negò l’evidenza delle foto scattate sulle macerie) dopo il crollo del Rana Plaza in Bangladesh, nel quale morirono quasi 400 operai? Certo che no. Eppure il fast fashion delocalizza la produzione in luoghi sconosciuti, compra cotone coltivato in pianure dove si muore di pesticidi e copia la moda vista sulle passerelle del lusso, sottraendo magari fatturato, creatività e opportunità di lavoro ai tanti che la moda vorrebbero farla, e magari in Italia.

NON VOGLIAMO VEDERE GLI ULTIMI DEL MONDO. Vi credete (anzi ci crediamo, tutti noi del mondo cosiddetto evoluto e mi ci metto anche io) tanto furbi e nel giusto di pagare poco per cambiarsi tutti i giorni, senza mai pensare che qualcosa pagato pochissimo da voi è costato tantissimo a qualcun altro. Non vogliamo vedere gli ultimi del mondo, i marginali, chi non ha voce per difendersi perché deve innanzitutto sopravvivere mentre cuce i nostri cappotti (gentili signori lettori: sappiate che può capitare di entrare in sottotetti col soffitto a un metro e sessanta dove la temperatura supera i 40 gradi per vedere adolescenti che ricamano le nostre camicie).

MENO ATTENTI SUL CIBO. Ma siamo tutti pronti a frignare sulle povere oche brutalmente spiumate, magari dopo averne inghiottita una trasformata in prosciutto e aver mangiato un pollo allevato in batteria col becco tagliato oppure bistecche di vitelli tanto buoni per far crescere i bambini (credete che tutta l’adrenalina scaricata per la paura dalle bestie condotte al macello e perfettamente consce di andare incontro alla morte non si scarichi nelle carni, insieme con gli antibiotici di cui imbottiscono gli animali perché non si ammalino? Ah ecco).

IL POLLO NON GLAMOUR E METTE IN IMBARAZZO. Ma lì le grandi inchieste non arrivano, nessuno tocca gli allevamenti di polli,
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perché il pollo non è glamour, non fa notizia, ci mette tutti anzi in imbarazzo visto che ne mangiamo in quantità a poco prezzo, e gli interessi che vi ruotano attorno sono infiniti, toccano i gangli vitali dell’economia e al tempo stesso le basi della nostra alimentazione. Capirete che sono argomenti ben più potenti di quelli che si possono agitare mettendo alla gogna Moncler. In più, ci fa rabbia, a tanti un’invidia folle, che il signor Ruffini abbia avuto tanto successo recuperando alla grande un’azienda decotta (francese, fra l’altro: non siamo quelli che frignano mane e sera anche perché la Francia compra tutte le nostre aziende migliori?).

I NEGOZI IN CENTRO COSTANO. En passant ci dà fastidio l’eventualità di passare per fessi pagando 100 quel che vale 40, come se non sapessimo tutti che il lusso che tanto ci fa gola e di cui vorremmo godere applica coefficienti minimi del 2,5 nel ricarico a causa dei costi di distribuzione, di marketing e di comunicazione.

Quanto credete che costi mantenere i negozi delle vie del centro dove ci piace entrare e sentirci gratificati come re e regine? Oppure, e al contrario, non vi piace, non ci piace più tutto questo? Non vogliamo più i morti del Rana Plaza, non ci importa niente dei negozi di lusso, non ci interessa più comprare una gonna a 20 euro per tirarci su il morale ma vogliamo solo prodotti di eccellenza fatti sotto casa che durino una vita? Possiamo sempre tornare ai tempi in cui l’abito di una dama tessuto a Venezia 60 centimetri al giorno, a mano, costava esattamente come armare una nave. Vedremo se potremo permettercelo.

Neve a Roma, fatti vostri non vanno in onda: ecco quando il comitato sgrid i presentatori

Caos Rai a Roma a causa della nevicata che ha colpito la Capitale. mancato arrivo di pubblico, tecnici, ospiti e conduttori oggi I Fatti Vostri non va in onda. Ci vediamo domani ha scritto il presentatore Giancarlo Magalli sui social. E in assenza della trasmissione riviviamo uno dei momenti di massima tensione vissuti in questa stagione nel celebre programma di Rai 2. Laura Forgia venne ripresa in diretta dal Comitato per un errore. La presentatrice si sciolse poi in un pianto passato alla storia.

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Caos Rai a Roma a causa della nevicata che ha colpito la Capitale. mancato arrivo di pubblico, tecnici, ospiti e conduttori oggi I Fatti Vostri non va in onda. Ci vediamo domani ha scritto il presentatore Giancarlo Magalli sui social. E in assenza della trasmissione riviviamo uno dei momenti di massima tensione vissuti in questa stagione nel celebre programma di Rai 2. Laura Forgia venne ripresa in diretta dal Comitato per un errore. La presentatrice si sciolse poi in un pianto passato alla storia.
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