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Sono l’alternativa più calda al cappotto quando il freddo non demorde. Lunghi o alla cinta, con cappuccio bordato in pelliccia o double face. Il piumino è un capospalla versatile che non può mancare nel guardaroba della stagione fredda. Quelli ispirati ai parka eschimesi si portano anche con l’abito da lavoro. Come il carcoat di Peuterey, in nylon ripstop superleggero 20 denari con cappuccio bordato pelliccia, zip centrale a scomparsa e ampie tasche laterali. Oppure quello di Roy Roger’s in tessto Tweed sui toni del grigio, da infilare anche sopra al giubbino di jeans. Nonostante il suo volume la leggerezza è sorprendente. Ha imbottitura in piume, tasconi laterali e tasche diagonali sul petto e guanti e passamontagna sul cappuccio in pile staccabili. Il capo di Moncler invece fa parte dell’equipaggiamento fornito a Michele Pontrandolfo, il primo esploratore italiano in spedizione in solitaria del Polo Sud che con il progetto Antarctica 2015 proverà a raggiungere la destinazione in meno di tre meni in un percorso di 4 mila chilometri tra ghiaccio e neve, con un dislivello di 3.800 metri. I capi pensati per la spedizione, ispirati alla collezione Moncler Grenoble Autunno Inverno 2015 16, hanno massima funzionalità tecnica e sono studiati appositamente per affrontare le condizioni climatiche più rigide. super leggera, ma garantisce protezione dalle intemperie invernali la giacca corta in tessuto opaco 20 denari di Moorer, idrorepellente, con imbottitura in piuma d’oca a iniezione diretta e bordo interno in lana. Da indossa anche la sera, con blazer blu ton sur ton e stringate classiche. Così come il piumino New Moschino di Aspesi di un giallo acceso: la sua vestibilità slim lo rende adatto anche sopra ai completi sartoriali. Infine per biker e motociclisti ecco il parka Macmillan di Canada Goose con imbottitura in piume d’anatra che garantisce calore fino a 20C.
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peuterey giacca gli Anni 70 secondo Fay

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La collezione primavera estate della griffe N guarda alla fotografia per creare un look che punta ad armonizzare i contrasti. Negli accessori, N punta sulla preziosit sandali decorati con frange e pon pon, da indossare con i calzettoni di cotone, e tiare di strass. una tendenza vagamente anni Settanta, ma non hippie spiega il duo creativo alla guida del brand, Tommaso

Aquilano e Roberto

Rimondi e noi siamo molto legati a quel decennio, in cui la moda era pi libera: oggi abbiamo voluto riproporlo in chiave contemporanea Anche la field jacket Victoria, capo icona di Fay, rivisitata in paisley. In passerella sfilano poi cappottini in cotone denim, bluse in voile di cotone, minigonne con ricami in camoscio. Come accessori, Fay propone stivaletti ricamati, sandali maschili traforati, borse in tela abbinata a pelli come bufalo, cervo o camoscio.

Il brand toscano Peuterey sceglie la Fashion Week milanese per presentare Talitha: spolverino verde militare in nylon traspirante dotato di grandi tasche. Ma se Talitha il capo passepartout che spicca di pi l collezione all della praticit e della multifunzionalit L il deserto di Sonora, tra California e Messico, da cui Peuterey ha tratto le tinte per i suoi montgomery tecnici con tasche a scomparsa, per le giacchine leggere cerate e per le sahariane in suede pensate per affrontare le mezze stagioni. Cos il brand resta fedele al suo Dna che mescola tradizione e innovazione. Peuterey ha scelto di presentare la collezione in una cornice d allestita dal giovane artista Edoardo Tresoldi nei giardini della casa Degli Atellani, nel cuore di Milano: un portico in rete elettrosaldata che fa da cornice alla sfilata.
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taglie peuterey Feste e sport per tutte le età

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sempre lei la grande protagonista dell’estate. Courmayeur festeggia la sua montagna con una ricca serie di appuntamenti. Uno dei più sentiti è la Festa di San Pantaleone, che dal 25 al 27 luglio porta in paese una ventata di allegria, musica, gastronomia e folklore: il clou della manifestazione è lo Street Party, particolarmente apprezzato dai giovani.

Molto attesi gli incontri di Passione Verticale: aneddoti e avventure raccontate dai più brillanti interpreti della montagna, oltre a una serie di film sul tema. Il 31 luglio le guide alpine Edmond Joyeusaz e Federico Colli illustrano la loro impresa in Himalaya; il 2 agosto spazio al grande Pierre Mazeaud, amico di Bonatti, mentre il 9 sono attesi Arnaud Petit e Stéphanie Bodet. Il 17 è la volta di alcuni grandi nomi dell’alpinismo al femminile, tra cui spiccano Angelika Rainer e Anna Torretta. Dal 21 al 23 agosto è invece di scena il Festival delle Nuove Vie con scrittori, giornalisti, imprenditori e alpinisti, come Alan Friedman, Stefano Benni, Antonio Monda, Ardito Desio, Agostino da Polenza e Mirella Tenderini, Simone Moro, Domenico Quirico, Marco Albino Ferrari e vari altri.

Per tutta l’estate al Museo Alpino Duca degli Abruzzi si può visitare la mostra Bivacchi e rifugi delle Alpi, mentre dal 19 luglio al 25 agosto La Maison de Judith, nel cuore della Val Ferret, propone una mostra di arte contemporanea dedicata al Mont Blanc. Per quanto riguarda la gastronomia, il Matsòn (ovvero la merenda) dà il nome alla fiera enogastronomica del 6 settembre che trasforma il centro storico in un colorato mercato con i prodotti a km 0 della Valdigne.

E veniamo ai piccoli: dal 14 luglio al 24 agosto la Mini Mont Blanc Mania coinvolge ogni giorno bambini dai 6 ai 12 anni con artigianato, musica, sport in Val Ferret tra mountain bike trekking e golf, passeggiate guidate, giochi e cinema. E per i più piccoli dai 3 ai 6 anni ecco Jamboree: ogni mercoledì pomeriggio, fino al 20 agosto, attività con animatori (tel. 0165.841612).

Scarponi ai piedi è ora di scoprire la Val Ferret, la Val Veny e l’area di Chécrouit lungo 300 km di sentieri. Pura emozione in Val Ferret al rifugio Bertone con vista sulll’Aiguille Noire du Peuterey, il Bianco, il Dente del Gigante, le Grandes Jorasses, il Mont Dolent, e il ghiacciaio della Brenva. Attraverso la balconata sul Monte Bianco si può raggiungere a 2025 m il panoramico rifugio Bonatti o il rifugio Elena (2061 m) affacciato sul millenario ghiacciaio di Pré de Bar.

In Val Veny, nei dintorni del bivacco Hess, si trovano ancora strutture militari del primo novecento come la Casermetta gestita dalla Fondazione Montagna sicura, che organizza laboratori e seminari sul paesaggio alpino. Imperdibili il trekking a La Visaille fino alla morena del ghiacciaio del Miage con laghetti color turchese e al santuario Notre Dame de la Guérison, dove si offrivano ex voto dopo i tentativi di risalita del Monte Bianco. Per i più esperti numerosi i sentieri attrezzati come il Mont de la Brenva, le vie ferrate al bivacco Borelli e quella del Bicentenario al Mont Chétif. L’area di Checrouit è un altopiano panoramico dove i ristoranti offrono soste golose. Non solo: a Plan Chécrouit si trova la piscina alpina riscaldata più alta d’Europa (1.700 m) e gli amanti del trekking possono esplorare l’Alta Via n.
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peuterey piumini Hogan e Moncler contraffatti

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Quattro gruppi criminali a carattere transnazionale, specializzati nella contraffazione e nel traffico di prodotti falsi di note griffe, sono stati smantellati dalle fiamme gialle: 35 gli arresti, numerose le perquisizioni e sequestrati beni per oltre 3 milioni di euro. A portare a termine l’operazione “Compagnia delle Indie”, pi di 130 militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Napoli che hanno eseguito 35 ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, emesse dal gip del tribunale di Napoli.

Le perquisizioni sono state effettuate in Campania, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Toscana, Veneto e Abruzzo. Contestualmente sono stati sequestrati su tutto il territorio nazionale beni mobili, immobili e conti correnti intestati agli indagati per un valore di oltre 3 milioni di euro.

Il blitz, coordinato dalla Procura partenopea,
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ha smantellato quattro sodalizi criminali a carattere transnazionale (43 le persone indagate complessivamente), rispettivamente guidati da un indiano, un cinese e da due napoletani.

Le organizzazioni commissionavano la produzione di capi di abbigliamento e accessori a industrie in Cina o nell’hinterland campano e del Casertano in particolare. Le merci contraffatte, provenienti dall’estero partivano occultate con carichi di copertura e venivano sdoganate nei porti del Nord Europa da dove venivano trasportate in vari paesi dell’unione europea, tra cui l’italia.

Nell’ambito delle investigazioni stato possibile sequestrare oltre un milione e 400mila capi di abbigliamento, occhiali, articoli di pelletteria e accessori di pregevole fattura delle pi famose griffe (Moncler, Peuterey, Woolrich, Hogan e Blazer) nonch 18 locali adibiti a opifici clandestini e a depositi di merci, 43 tra macchinari industriali e banchi da lavoro e dieci automezzi.

Le indagini sono iniziate nel 2009 da una pregressa attivit investigativa sul fenomeno della contraffazione di noti marchi. I quattro gruppi, autonomi tra loro per la produzione e i canali di rifornimento e distribuzione della merce contraffatta, di fatto erano caratterizzati da una sorta di patto di mutua assistenza che induceva

i singoli a prestarsi reciproco aiuto per reperire materie prime o prodotti finiti o per collaborare in operazioni illecite.

I metodi di comunicazione tra i vari membri dei gruppi erano molto riservati, con incontri svolti presso i porti e gli aeroporti nazionali oppure in altri luoghi pubblici per eludere i controlli delle forze dell’ordine. A seconda della tipologia di merce contraffatta richiesta,
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venivano utilizzati termini convenzionali con codici cifrati.

woolrich donna corto Giacche Monclair

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“Croiseur” è una giacca sportiva, dalle linee che ricordano i cappotti. Di mezza lunghezza, questo modello è costituito di cotone blu ed è fornito di cappuccio. dotato di due grandi tasche frontali con chiusura a feltro e di una fibbia ad altezza petto. “Meslet” è un modello prettamente sportivo e il suo scopo è l’impermeabilità. Questa giacca corta e blu presenta degli originali profili bianchi e rossi che la mettono al passo con le tendenze. Il cappuccio garantisce la totale impermeabilità. “Char” è una mantella verde oliva in cotone. Dotata di cappuccio, i risvolti, le cuciture e i bottoni ricordano le giacche in jeans, rendendola dunque adatta ad uno stile grintoso.”Bealir” è una giacca dalle linee semplici ma allo stesso tempo originali. Costituita di nylon beige, è dotata di un laccio da stringere in vita, elemento che ne mette in risalto la femminilità. Il cappuccio è la caratteristica più innovativa: presenta un’alta chiusura formata da due coppie di bottoni affiancate. “Corbiere” è un trench costituito di materiale impermeabile. Colorato del tipico beige, presenta una linea sfiancata, grazie alla cintura elastica regolabile, e accattivante. Il taschino asimmetrico, il cappuccio e la chiusura laterale sono gli elementi più significativi del modello, che lo rendono unico nel mondo dei trench.
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piumino refrigiwear il lusso del piumino

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E arrivato il momento di coprirsi. Un mito intramontabile di stagione il piumino, un capospalla perfetto per il dailywear in quanto, data la sua versatilit si adatta facilmente a ogni outfit e situazione.

Quando si vuole puntare in alto, il brand italiano Duvetica propone giacche e piumini offrendo un prodotto d che riesce ad abbinare l qualit ad un design dalla forte caratterizzazione moda.

Un nome un programma quello del marchio che intende raccontare un nuovo modo di intendere il lusso: con il termine francese Duvet infatti, allude al pregiato fiocco/piumino prodotto in Francia e utilizzato per tutti i capi mentre, con Etica, intende identificare la determinatezza della societ nella ricerca di un modus operandi etico.

A far sognare le pi freddolose che intendono avvolgersi in un morbido abbraccio, sono soluzioni accattivanti che assecondano ogni esigenza presentandosi in differenti lunghezze e lavorazioni dallo stile glam, adatte tanto ad outfit sporty chic quanto a situazioni pi eleganti.

Ecco allora che un classico dell invernale si veste di nuovo. A dimostrarlo sono modelli come Febedue, un gilet in nylon effetto metallico full zip con cappuccio disponibile in varie colorazioni che spaziano dall al grigio passando per il blu e altre tonalit in linea con i trend della stagione Autunno/Inverno 2016 2017. C poi il piumino Thiadue un modello corto in nylon effetto metallico full zip con cappuccio.

Eleganza e praticit contraddistinguono invece la nuova collezione di Marina Yatching. Per tutte coloro che amano sfoggiare mise raffinate tanto in citt quanto in montagna, a offrire un tocco di classe al guardaroba invernale sono i capi dalle connotazioni sporty chic che caratterizzano i modelli della collezione Autunno/Inverno 2016 2017. Il brand ha infatti teso una mano a tutte coloro che amano vivere la stagione invernale sulla neve, senza per rinunciare alla loro femminilit puntando sull fascino del black binomio vincente in quanto mette d ogni donna: il brand, infatti, tiene conto delle differenti esigenze e propone nella sua collezione uno nessuno e centomila modelli. Si va dal piumino bianco col cappuccio di pelliccia e cintura nera a contrasto a quello nero con zip e coulisse in vita. C chi ama il lungo ma anche la versione pi corta molto cool, nera col cappuccio o panna a collo alto e righe nere al fondo.
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peuterey uomo gli eventi di Woolrich

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Torna per il quinto anno consecutivo ad allietare il centro di Milano, la Vogue Fashion’s Night Out, un evento che, nell’edizione 2013, sarà ancora più speciale: il 17 settembre, la notte dello shopping firmata Vogue, illuminerà il capoluogo lombardo dando il via alla Fashion Week milanese. In questa occasione presenterà la nuova sciarpa Limited Edition VFNO, ton sur ton nelle diverse varianti di grigio, con un effetto alternato, crea un moto di geometrie avvolgenti. Il woolrichselfportraits contest va live in occasione delle VFNO : verrà infatti allestito all’interno dei WP Stores di Milano il set fotografico utilizzato per la campagna Woolrich, scattata dai grandi artisti Broomberg Chanarin. Nei WP Stores i clienti potranno selezionare un outfit assistiti da una nota fashion blogger: una volta indossato il look potranno realizzare l’autoscatto che darà la possibilità di vincere l’outfit scelto.

Guess celebra le proprie origini di marchio denim, ifans del marchio americano avranno l’opportunità di scoprire il blu denim declinato in stili nuovi e classici, giacche, camicie e una gamma completa di top, capispalla e accessori da abbinarvi. Potranno inoltre partecipare all’evento speciale “Denim is Key”: chiunque farà un salto nei punti vendita GUESS che aderiscono all’iniziativa riceverà la propria chiave; il fortunato che riuscirà ad aprire la Denim box situata nel negozio avrà in regalo una Gift card a scelta del valore di 170. Ai partecipanti sarà inoltre offerto un buono sconto del 10% su ogni acquisto effettuato la settimana successiva alle celebrazioni per la Fashion Night’s Out.

Anche quest’anno Salmoiraghi Viganò apre le porte del suo flagship store di San Babila a Milano per la Vogue Fashion’s Night Out. Protagonista di questa edizione sarà il modello Unique Edition for Salmoiraghi Viganò, realizzato da Italia Independent per lo store di San Babila, che potrà essere vinto attraverso il contest “IndependentNight”. Per partecipare al concorso, a partire dalle ore 19.00, i visitatori dello store dovranno indossare gli occhiali Italia Independent preferiti,
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scattare una foto al proprio outfit e condividerla su Instagram con l’hashtag ufficiale del contest IndependentNight. Una giuria selezionerà le dieci foto che mostrano lo stile più glamour e l’abbinamento più ricercato, decretando così i dieci fortunati vincitori della Unique Edition. Ma il divertimento non finisce qui: ad animare lo store, che è tra i negozi di ottica più grandi e innovativi al mondo, un DJ Set il cui Special Guest sarà la deejay siberiana Anfisa Letyago.

Peuterey è protagonista della Vogue Fashion Night Out con il flagship store di Milano in via Spiga 6 proponendo un esclusivo ombrello in edizione limitata di 200 pezzi personalizzato con alcune key words Fashion Night Out.

Serapianvi invita presso la sua boutique di via Spiga, 42 per vivere una serata all’insegna dello shopping e del divertimento. Per l’occasione lo storico brand di pelletteria milanese propone un accessorio funzionale per contraddistinguere il proprio bagaglio e partire con stile. Un luggage tag, disponibile in diversi colori, realizzato in vitello evolution e dettagli in acciaio da poter personalizzare con le proprie iniziali, in oro e argento, e dare un tocco di colore a borse e valigie.

Boggi Milano invita nel negozio di piazza San Babila gli atleti della pallanuoto italiana Maurizio Felugo, Stefano Tempesti, Matteo Aicardi e Valentino Gallo che saranno a disposizione per scattare foto e firmare autografi o il prodotto evento. In esclusiva per questa serata verrà venduto il cappellino “Boggi Milano 1939” ad un prezzo speciale.

Per la Vogue Fashion’s Night Out di Milano, la boutique Loriblu di via Manzoni 19 si animerà con un cocktail esclusivo, durante il quale sarà possibile scoprire le nuove collezioni Autunno/Inverno 2013/2014. Per l’occasione, quattro prestigiose calzature in raso rosso tempestate di pietre preziose Swarovski Elements si potranno acquistare all’eccezionale prezzo “one night only” di 100 euro. Si tratta di tre sandali, di cui due con plateau e di una ballerina. Entrambe le t shirt sono in cotone, modello classico maschile per Blauer uomo, per Blauer donna un fit più aderente e una scollatura più accentuata, entrambe proposte in colore grigio con una grafica accattivante, legata al DNA americano del brand, che rappresenta una macchina della polizia americana personalizzata Blauer che viaggia su una strada di New York. L’atmosfera della serata sarà riscaldata dalla musica della dj Madame Betty accompagnata dal sound accattivante del sassofonista Luca Arturo Belloni.
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Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.

Il 30 Salone del Libro abbatte i recinti delle case editrici. Il reticolo di stand cui siamo abituati fin dal 1988 il prossimo maggio si dissolverà. Al suo posto, un unico grande open space intervallato da leggii, tanti leggii foderati di tessuto fono assorbente. Un tappeto di libri con zero barriere intervallato da due piazze iconiche, quella dei librai e l’arena dei dibattiti, che stanno costruendo i laboratori di scenografia del Teatro Regio. Tutto questo nascerà nel padiglione 3, che sarà il cuore del nuovo Salone. Ad anticiparlo è Matteo Robiglio del Dipartimento di Design del Politecnico di Torino: lui è l’architetto incaricato dalla Fondazione di rivoluzionare un arredo che ormai aveva trent’anni e li dimostrava. Ha presente gli spazi degli Apple store? spiega l’architetto bene, nel nuovo Salone i librai e i piccoli editori faranno parte di un unico grande mare magnum, in cui sarà bello smarrirsi: ma attenzione, si abbatteranno le vecchie scatoline degli stand, ma ogni editore sarà ben riconoscibile grazie a speciali totem.

Aggiunge: Osservato dall’alto il padiglione 3 sembrerà ricorderà un grande mercato di pagine e colori da sfogliare: a terra un manto di morbida moquette colorata in decine di tinte diverse servirà a delimitare e contraddistinguere gli stand.

A parole tutta questa seduzione è ancora difficile da immaginare, ma Robiglio spiega che fra pochi giorni, il 21 febbraio, verranno diffusi i rendering in grado di spiegare alla perfezione l’effetto che farà. Continua: Le altre due parole d’ordine della nostra “mission” sono state: meno rumore e basta luce accecante e impersonale dei neon, per questo abbiamo pensato di foderare il più possibile pavimenti e tavoli e, appunto leggii, con materiale in grado di assorbire il rumore, l’altra novità riguarda il sistema di illuminazione, la luce fredda da fabbrica cederà il posto a quella morbida che a tratti diventerà penombra. E sulle pareti del Salone scorrerà la lettura 2.0: i tweet, i post e le immagini via Instagram che riguardano l’evento.

Nel padiglione 1, invece, spiega ancora Robiglio, ci saranno gli stand istituzionali: Comune, Regione e ministeri. Nel padiglione 2 troveranno posto le grandi case editrici, e lì gli stand tradizionali sopravviveranno. Confermato al padiglione 5 il Bookstock Village dedicato ai piccoli lettori (il più grande spazio educational d’Italia), dove si possono incontrare gli autori più amati, gli illustratori di libri, personaggi del mondo scientifico e conoscere tutti i mestieri legati al libro e partecipare a decine di laboratori) e al fondo di questo spazio l’area dedicata all’International Book Forum. Confermato l’utilizzo delle tradizionali sale dalla gialla alla blu per organizzare gli incontri con gli autori anche se parecchi dibattiti si terranno nella nuova area del padiglione 3.

Intanto sono già partiti i bandi per que sto restyling. Il primo avviso riguarda la fornitura a noleggio, montaggio e smontaggio degli stand preallestiti del Padiglione 3 e dell’Incubatore, degli arredi della Piazza delle Librerie, della segnaletica e delle moquette per il Salone 2017. Il restyling degli stand e dell’intero Padiglione 3 è stato studiato dal Dipartimento di Design del Politecnico di Torino coordinato dal professor Matteo Robiglio. Uno studio che permetterà di offrire agli espositori stand base rinnovati, sostenibili come costi e materiali e accurati dal punto di vista dell’ergonomia e dell’illuminotecnica.

Se alzi un muro pensa a cosa lasci fuori diceva Italo Calvino. Quel monito, inciso su un mattone, campeggiava ieri sulla libreria di Massimo Bray, futuro presidente del Salone Internazionale del Libro, in collegamento Skype con l’aula magna della Cavallerizza di Torino. Una coincidenza fino a un certo punto, ha confidato poi l’ex ministro della Cultura. Perché ieri nella Conferenza a medio termine di Salto30 è stato svelato il tema della trentesima edizione (o dell’orgoglio ritrovato, dopo il doloroso strappo con Milano) che si terrà al Lingotto dal 18 al 22 maggio.

Il filo conduttore sarà Oltre il confine. Una scelta che ben si adatta ai tempi dell’America di Trump che alza i muri, e della Brexit che minaccia l’unità europea. Tanto è vero che i Confini sono anche il tema di Libri come, la festa della lettura curata da Marino Sinibaldi che si terrà a Roma dal 16 al 19 marzo. Ma al Salone di Torino quel titolo servirà anche per andare oltre le frontiere culturali, quelle che separano letteratura, arte, graphic novel e cibo, per citare solo alcuni esempi. E che il prossimo Salone del Libro creato dalla triade Nicola Lagioia, Massimo Bray e Mario Montalcini (presidente fino a fine marzo, quando diventerà il vice di Bray) riunisce invece sotto lo stesso tetto. Nel manifesto disegnato dalla matita geniale di Gipi si vede un grande libro aperto a scavalcare un muro sormontato dal filo spinato, sul cui dorso sta una ragazza che spinge lo sguardo in avanti.

Dire che il Salone del Libro ha voltato pagina è tanto banale quanto vero. Negli ultimi mesi è cambiato tutto, ai timori si è sostituito un incontenibile entusiasmo e all’horror vacui degli editori che se ne vanno l’horror pleni di un tutto esaurito, come ha fatto notare Lagioia: A tre mesi dall’evento, hanno già aderito oltre trecentodieci editori: il 96% degli espositori del passato ha confermato la propria presenza. Il nuovo problema, dunque, è la sovrabbondanza, e ieri sui social network curati dalla Scuola Holden come tutto lo storytelling della conferenza di ieri, scandita da gustose slide rimbalzava l’idea che ormai sia out non venirci a Torino, preferendo il rivale milanese Tempo di Libri.

Questo entusiasmo si legge nel comportamento degli sponsor (ieri Valmora ha comprato una pagina dei quotidiani per spiegare che i libri sono di tutti, ma il Salone è di Torino) ai quali di recente si è aggiunta Reale Mutua. Poi nei partner, a cominciare dall’Università di Torino per finire con l’Unione Industriale e passando dalla Children’s Book Fair di Bologna. E così, di fronte ai sorrisi della sindaca Chiara Appendino e del presidente della Regione Sergio Chiamparino, i vertici del Salone hanno fornito un antipasto di quanto accadrà al trentesimo Salone. Tornerà l’International Book Forum che ha già centrotrenta iscritti e quest’anno si apre al mondo dell’audiovisivo.

Una novità sarà invece il Superfestival che raccoglie diciassette kermesse culturali italiane, per arrivare a GasTrOnomica, l’area dedicata ai libri sul cibo realizzata insieme con Slow Food. La Toscana sarà la Regione ospite, e il tema Oltre il confine sarà declinato in diverse sezioni: dal ritorno delle Anime arabe nel nome di Giulio Regeni, a Another Side of America, con tanto di libreria a Stelle e Strisce al Lingotto. Si parlerà di frontiere, flussi migratori, popoli in fuga da guerre e carestie. La sezione We have one another, invece, dedicherà una riflessione alla condizione femminile. Nuove anche le Letture ad alta voce curate da Giuseppe Culicchia.

Gli anniversari sono tanti e il Salone li ricorderà tutti: i cento anni della Rivoluzione d’Ottobre, i cinquanta dalla scomparsa di don Milani e di Totò, i trenta della diversa presenza di Primo Levi. Al Lingotto, poi, arriveranno i Romanzi impossibili (cioè quei romanzi fuori formato, anti canonici, eretici, che forse però stanno aprendo nuove strade per la letteratura), la Libreria diffusa realizzata da librai, bibliotecari e consulenti editoriali, la nuova sezione M Music Books dedicata all’editoria musicale e alla discografia.

Dopo le 20, il Salone si sposterà in tutta la città con il cartellone di eventi Off. Preceduti, tra pochi giorni, dalla nuova Grande PrimaveraTorinese. Si comincia il 9 marzo con il Premio Pulitzer Philip Schultz. A seguire, nell’ordine: la Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo), il maestro americano della short story Charles D’Ambrosio (29 marzo), il disegnatore Igort (4 aprile), la serata dedicata a Matera, Capitale Europea della Cultura (18 aprile), il Nobel Svetlana Aleksievic (28 aprile), la poetessa del rock Patti Smith (6 maggio all’Auditorium Rai) e l’autore culto americano Ben Lerner (12 maggio). Diceva bene l’ultima slide dello storytelling: sarà un SalTo col botto.

Dal19 al 23 aprile 2017 a Milano è in programma l’attesa prima edizione di Tempo di libri, la nuova fiera dell’editoria, voluta dall’Associazione Italiana Editori, che la organizza insieme a Fiera Milano (è nata appositamente La Fabbrica del Libro), con l’appoggio del Comune.

Come si legge nella presentazione ufficiale, Tempo di libri si pone come una manifestazione all’insegna “dell’apertura e dell’inclusività”. E ancora: “Sarà una grande festa, il cui carattere innovativo partirà dal rapporto tra editori, autori e lettori”. Gli editori sottolinea il comunicato sono stati coinvolti direttamente nella definizione del programma: “non come soggetti esterni, ma come veri e propri consulenti; gli autori hanno risposto con curiosità ed entusiasmo all’invito a partecipare a incontri che escono dalla routine della presentazione di un libro; i lettori, infine, saranno i veri protagonisti della Fiera. Attraverso lo strumento dell’alfabeto (una griglia su cui sono suddivisi tutti gli appuntamenti della manifestazione) ognuno potrà costruire e scoprire il suo personale Tempo di Libri,
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rispondendo alla seduzione del nome di un autore, di una storia, di un grande tema, di un’atmosfera o semplicemente scegliendo la sua lettera preferita”.

Nei padiglioni della fiera (l’1, riservato al MIRC, il 2 e il 4) in programma 720 appuntamenti, ospitati da 17 sale adibite agli incontri più un auditorium da 1000 posti, per un totale di 35mila metri quadrati di spazi e oltre 400 espositori tra case editrici, riviste, associazioni, biblioteche, librerie, enti pubblici e start up. Tempo di Libri, infatti, spiegano gli organizzatori, “si rivolgerà davvero a tutti”: dall’appassionato che acquista decine di libri all’anno al lettore occasionale, da chi è rimasto fedele alla carta (per i bibliofili più appassionati l’appuntamento è allo stand di libri antichi curato dall’Aldus Club) a chi si è innamorato degli ebook, a chi preferisce servirsi di entrambi i formati. A questo proposito, si legge che “anche la dialettica tra analogico e digitale si rivelerà in realtà superata, in un programma che darà spazio a letture al buio e ad alta voce, audiolibri e fumetti, commistioni con il cinema e con la musica, con il web e con i videogiochi”.

L’IMMAGINE DELLA FIERA AFFIDATA A MAGOZ

L’identità visiva della Fiera “riassume l’idea della trasversalità, del viaggio attraverso simboli e mondi di storie: è stata infatti affidata all’illustratore concettuale Magoz, nato a Barcellona ma ‘nomade’ sia per i tanti Paesi nei quali ha vissuto e che gli sono di ispirazione, sia nei significati che di volta in volta sceglie di trasmettere, filtrati dalla sua matita minimalista e, al tempo stesso, poetica”. Alla sua prima esperienza di illustrazione per una fiera, si è concentrato si spiega nella nota sull’oggetto concetto del libro, dispiegando tutto ciò che può diventare: una finestra sui sentimenti, una porta sul mondo, un luogo accogliente dove sognare e molto altro.

Tempo di Libri offrirà anche una finestra sull’attività e i contenuti di alcuni festival del nostro Paese, che potranno affacciarsi sui disegni culturali e progettuali di altre iniziative affini e presentarsi al pubblico organizzando propri incontri. Si racconteranno in Fiera, a questo proposito, il Festival Isola delle Storie di Gavoi, il Festival della Mente di Sarzana, pordenonelegge, le Lezioni di Storia, il festival per ragazzi Mare di libri, Letterature Festival Internazionale di Roma, scrittorincittà, Leggermente, Libero di Scrivere e Festival degli Scrittori Premio Von Rezzori.

IL COINVOLGIMENTO DI SCUOLE, MASTER E UNIVERSITA’

Attenzione, naturalmente, per bambini e ragazzi. La sezione dedicata alle scuole prevede un programma di incontri e laboratori: dai bambini in età prescolare (grazie all’alleanza con Nati per Leggere) agli allievi delle scuole primarie e secondarie. Con la bussola dell’alfabeto, dotati di una mappa con un percorso ideale per le scuole, ragazze e ragazzi si confronteranno con ospiti italiani e internazionali. Anche grazie alla partnership tra la Fiera e Lucca Comics Games non mancherà un focus sugli illustratori, sul fantasy e sui fumetti. Tempo di Libri è anche per chi studia all’università, attraverso le collaborazioni con gli atenei milanesi, lombardi e di tutta Italia e con i Master in Editoria.

Lo stesso approccio sarà rivolto alla filiera dell’editoria, con un programma professionale che conterà su più di sessanta appuntamenti, spaziando dal mestiere di traduttore all’analisi dei mercati, dal focus sull’internazionalizzazione agli approfondimenti sulle nuove frontiere dell’innovazione (spesso affrontate a braccetto con la più trasversale delle sezioni della Fiera, quella dedicata al mondo digitale). E poiché rivolgersi a tutti i lettori significa ragionare su tutte le forme di lettura, il programma professionale proporrà anche un convegno per presentare lo studio realizzato da Pepe Research, ideato e progettato da AIE su indicazione del Gruppo Innovazione, su come si legge nel 2017: dalla carta all’ebook, dai fumetti ai graphic novel, dall’audiolibro alle app, dai tradizionali gruppi di lettura alle moderne comunità online. E fotograferà a tutto tondo, grazie all’Istat, l’identikit del non lettore italiano e di chi è diventato non lettore in questi anni.

LO SPAZIO PER LO SCAMBIO DI DIRITTI

Le polemiche, le mediazioni, i muri, sono ormai alle spalle. La Fiera dell’Editoria Italiana ‘Tempo di Libri’ ha messo in moto una macchina gigantesca ed è pronta a partire. Con 2000 autori e oltre 550 espositori, che si sono aggiunti fino all’ultimo, il 19 aprile si apre la prima edizione della Fiera milanese, che si concluderà il 23 aprile. All’inaugurazione ci sarà il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, che nel 2016 fece un tentativo di mediazione cercando di lanciare un’intesa tra Torino e Milano. A dare il via alla nuova fiera saranno i presidenti Roberto Rettani, di Fiera Milano, Federico Motta, dell’Associazione Italiana Editori, Renata Gorgani, de La Fabbrica del Libro, Roberto Maroni, della Regione Lombardia e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Lo sdoppiamento dei Saloni è ormai una realtà e sia a Fiera Milano Rho che al Lingotto, dove dal 18 al 22 maggio si svolgerà la trentesima edizione del Salone del Libro, tutto procede alla grande. A placare le acque forse anche l’arrivo alla guida di due scrittori giovani, coetanei e amici: Chiara Valerio, responsabile del programma generale della Fiera milanese, e il premio Strega, Nicola Lagioia, direttore editoriale del Salone torinese.

Tra i 552 espositori presenti a Milano non ci sono alcuni degli editori indipendenti che avevano dato vita all’Associazione Amici del Salone e anche altre case editrici, ma molti degli assenti anche se non hanno uno stand in fiera partecipano alla prima edizione di ‘Tempo di libri’ e del suo ‘Fuori tempo’ in città che sfodera oltre 100 appuntamenti. E’ così per Adelphi che tra i suoi eventi ne ha uno speciale con la scrittrice Fleur Jaeggy all’Istituto svizzero. Anche Sellerio non ci sarà, ma verrà a Milano Marco Malvaldi e neppure La Nuova Frontiera, ma non mancherà alla fiera Diego Osorno. E così L’Orma editore, ma ci sarà Tommaso Pincio, e Nottetempo, ma ci sono Ida Amlesù, Barbara Alberti, Ginevra Lamberti. Mancano Marcos y Marcos ma c’è Paolo Nori, Archinto ma c’è Ranieri Polese.

Non ci sono proprio Minimum Fax, Sur, Iperborea, Voland, 66thand2nd ed e/o, ma tutti per motivazioni diverse. A restare sulle proprie posizioni di partenza è l’editore di e/o Sandro Ferri: “Noi andiamo a Torino dove siamo sempre stati bene. Non abbiamo mai capito e continuiamo a non capire la necessità di fare un’altra fiera nello stesso periodo dell’anno a 50 minuti di distanza. Mi sembra un’idea assurda, un ennesimo episodio di accentramento nelle mani di grossi gruppi. Non è una questione economica, le fiere si fanno per promozione, anche se Torino quest’anno ha fatto progressi, ha ridotto i costi”. E’ invece legata anche alle spese “che sono sempre impegnative” l’assenza di 66thand2nd, come spiega l’editrice Isabella Ferretti. “La mia speranza dice la Ferretti è che la finiamo di farci domande su chi va da una parte o dall’altra, sulle presenze alle due fiere. Il problema non è quello di riempire spazi so che a Torino ci sarà una grande partecipazione di editori di diverse dimensioni ma affrontare a livello più alto il problema della lettura”.
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Quello del 2012 è un autunno che porta la firma del Qatar. Si aspetta il primo colpo da parte degli investitori arabi, ma ormai è chiaro che il mirino degli uomini dell’emiro di Hamad bin Khalifa Al Thani è puntato sul lusso made in Italy.

Nella lista delle possibili prede, via via che si sono moltiplicate le indiscrezioni, sono finite tutte le griffe più note, e non solo quelle dichiaratamente alla ricerca di un cavaliere bianco. Ora, mentre la cavalleria araba è alle porte, è probabile che il dossier si possa arricchire. Sul campo c’è una lista di aziende in cui i private equity cercano di uscire. Secondo Pambianco Strategie di Impresa, ci sono circa una ventina di realtà italiane che operano nella moda e nel design in cui sono presenti i fondi, e in diversi casi sono dentro da 3 5 anni (quindi alla ricerca di una way out).

Inoltre, tra i potenziali target potrebbero esserci le società che stanno inseguendo la Borsa, per le quali è presumibile una certa propensione all’allargamento della base azionaria. In questo ambito ci sono quelle che fanno parte del progetto Elite di Borsa Italiana (Harmont Light Force, Peuterey, Pianoforte Holding, Braccialini, Zeis Excelsa e Miniconf). Ma anche le cosiddette “quotabili”, ovvero quelle aziende che, secondo l’annuale ricerca condotta da Pambianco che sarà diffusa la prossima settimana, possiedono le caratteristiche per essere quotate nell’arco di 3/5 anni.

L’autunno caldo del Qatar ha avuto un antefatto in estate. Il primo “scossone” è stato a luglio, quando l’emiro, con l’acquisizione di Valentino Fashion Group, fece un costoso regalo estivo da oltre 700 milioni di euro alla sua seconda moglie, fan della griffe. Poi, qualche mese dopo, sono iniziati i segnali che l’appetito di brand di lusso non si era placato. Mentre la prima sarebbe alla ricerca di risorse per finanziare l’espansione internazionale, la seconda, ancora a gestione familiare, è tra le società spesso indicate come potenziali prede.

Qatar Holding LLC (Qh), nel frattempo, ha firmato con il Fondo Strategico Italiano Spa (Fsi), la holding controllata dalla italiana Cassa depositi e prestiti, un accordo per la costituzione di una joint venture chiamata IQ Made in Italy Venture. Un’alleanza per cui si parla di una potenza di fuoco da due miliardi di euro, da investire in tutti i settori che rappresentano l’eccellenza italiana, dalla moda al design, dal food al lifestyle.

Inoltre, la corazzata araba, che è già proprietaria dei magazzini Harrod’s ed è primo azionista di Tiffanycon un avamposto anche in Lvmh, si è detta pronta a stanziare fin da subito un miliardo di euro per investimenti in Sardegna, a partire dalla Costa Smeralda: il piano prevede l’ ammodernamento degli alberghi storici della zona, ma anche la costruzione di quattro hotel nuovi di zecca per un totale di 400mila metri cubi. Come dire, l’avanzata araba è ormai partita. Ed è totale.

L completo si può leggere qui.

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