piumini donna peuterey giubbotti e piumini che stanno bene anche sul vestito

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Per la collezione autunno/inverno 2011, tra i tanti modelli proposti, il comun denominatore del nuovo capospalla è sempre lo stesso: unire praticità, funzionalità e stile. Come per tutti i capi del guardaroba maschile previsto per la fredda stagione 2011 (ve ne abbiamo parlato qui), la palette di colori spazia dai tipici colori autunnali, come il cachi e il verde militare, alle nuance del grigio, passando per le diverse gradazioni dei blu. Tutti colori facilmente abbinabili e che possono essere utilizzati ad ogni ora della giornata.

Per un uomo che si sente libero, che si diverte, che ha un cool quanto sobria, un casual attento ai dettagli e alla funzionalità, partiamo dalle proposte uomo di Blauer USA: modelli che confermano la forte identità del marchio, da sempre legato all dei policemen.

I piumini Blauer sono sempre più leggeri e sempre più caldi, per conferire il massimo confort e una piacevole leggerezza, pur mantenendo il giusto calore. Per i capospalla della collezione maschile materiali tecnici e di alta qualità come il nylon e il micronylon abbinati però a tessuti più tradizionali come le lane e cotoni che creano contrasti di pesantezza e texture. Anche in questo caso, nella linea di giubbotti maschile si modificano leggermente le lunghezze, a discapito del classico bomber si prediligono infatti le lunghezze caban o giacca. Gli interni, in thermor, in piuma o pelliccia, sono staccabili e sono sempre estremamente curati nelle rifiniture e costruiti in modo tale da garantire quell’ performance l’ormai noto motto del marchio: contro tutte le avversità e per ogni evenienza.

Molto belle le proposte di Peuterey per l l si mescola ad un urban style davvero raffinato. Anche in questo caso le parole d sono comodità e stile, per un abbigliamento maschile all della versatilità ad alto impatto. Perfetti da indossare di giorno, magari per andare in ufficio, sopra il vestito elegante, ma anche per recarsi a cena fuori.

Come piumino lungo, troviamo molto interessante anche il trench coat in doppio petto di nylon imbottito firmato Burberry (nell che apre l classico bomber, perfetto per il look sportivo che vede scarpe da ginnastica stringate, felpa e jeans, è adatto infatti solo al tempo libero. I nuovi modelli invece, evitano il fastidio dei frequenti cambi e sono adatti alle passeggiate all aperta quanto alla serata in dolce compagnia. Un bel vantaggio, non trovate?

E se amate i piumini smanicati, date un l nuovo articolo: Il gilet di piumino conquista la moda maschile: abbinamenti e consigli di stile
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rivenditore peuterey Il quotidiano con le notizie di Treviso e Provincia

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Treviso Circa 500 capi di abbigliamento contraffatti sono stati sequestrati dalla Guardia di Fiannza di Treviso, che sta continuando la lotta per tutelare il in Italy finanzieri della Sezione Mobile dipendente dal Nucleo di Polizia Tributaria hanno proceduto, in due distinte attivit al sequestro di capi recanti i pi pregiati marchi in circolazione: Belstaff, Napapijri, Peuterey, Moncler, Diesel, Armani Jeans, Fred Perry, Ralph Lauren, Lacoste, D G, Desquared, Burberry, 9.2. tutti falsi.

Sequestrati anche 41 orologi dei pi noti e costosi modelli, quali Rolex, Panerai, Vacheron Constantin, Mont Blanc.

Gli abiti di finta marca sono stati trovati a Caselle d le Fiamme Gialle li hanno scovati controllando un furgone guidato da un cittadino di origini marocchine che stava trasportando la merce contraffatta per venderla a porta sia a suoi connazionali che a vari acquirenti italiani. Gli orologi sono stati invece trovati in possesso di un cittadino di origine senegalese domiciliato a Breda di Piave.

I due sono stati denunciati a piede libero.

Nonostante dal luglio scorso siano state inasprite le pene per chi pone in essere gli illeciti penali di contraffazione, addirittura la confisca dei mezzi e dei luoghi utilizzati per il trasporto e il deposito della merce, il fenomeno sempre pi diffuso . La Guardia di Finanza sempre pi presente sul territorio per contrastarlo con specifiche indagini.

I finanzieri sottolineano che i contraffattori o a chi immette nel mercato merce contraffatta, oltre a provocare un danno economico per le imprese che operano nel rispetto delle regole di mercato forniscono ai consumatori finali un prodotto privo delle adeguate garanzie, poich i prodotti contraffatti sono fabbricati senza tenere in conto le norme poste a tutela del consumatore finale e degli di qualit >
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peuterey hurricane i modelli da scegliere

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Piumini per l 2015, i modelli da scegliere. Il freddo si fa sentire e il vostro guardaroba ha bisogno di rinnovarsi? Ecco i migliori piumini da uomo per la stagione invernale 2015 tra colori accessi e stoffe fantasia, modelli molto sportivi ed altri più eleganti perfetti per outfit più ricercati. Nella gallery abbiamo selezionato tantissimi piumini da uomo dei brand più in voga per affrontare le temperature più rigide con giacche calde e trendy.

Oltre ad essere una valida alternativa ai cappotti da uomo, i piumini sono da sempre tra i capispalla più amati dagli uomini di tutte le età. Sono caldi, comodi, impermeabili e spesso impreziositi da dettagli in pelliccia, disegni, trame e cappucci che li rendono dei capi mai banali e perfetti per ogni occasione.

Se infatti siete alla ricerca di un piumino maschile sportivo, da indossare sopra ad un maglione invernale e ad un paio di jeans, potete scegliere i modelli di piumini Colmar, decisamente alla moda con un taglio semplice e lineare, non troppo voluminosi e dotati di comodi cappucci. La loro particolarità sta sicuramente nella palette di colori in cui sono declinati: cromie brillanti e cangianti che lasciano spazio a tonalità accese come verde acqua, turchese,
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rosso e arancione.

Tra le giacche imbottite sportive ci sono anche i bellissimi piumini K Way in tinta unita ma caratterizzati da impunture a zig zag, a quadri o a rombi, dotati di zip e cappuccio, con un stile semplice e pulito sono ideali per tutti i giorni e per un look da uomo giovanile casual.

Se invece puntate all sono perfetti i modelli di piumini da uomo in fantasia: piumini Moncler con pattern check verde, piumini Iceberg con pattern sui toni del grigio o piumini Etro con stampe tono su tono, sono solo alcuni modelli originali per dare un tocco di personalità in più al vostro outfit.

Chi vuole stare ben al caldo senza rinunciare all invece, può optare per le giacche di piumino in perfetto stile blazer con tanto di rever e bottoni. Questo tipo di piumino è molto indicato per gli uomini che amano un look formale anche a basse temperature.

I modelli più belli che vi segnaliamo in gallery sono quelli di Kiomi, Dolce e Gabbana ed Etro, perfetti per un outfit ricercato anche per l maturo.

Infine, per i più classici e freddolosi, ci sono dei bellissimi modelli di piumino lungo da uomo, come quelli proposti da Peuterey con pelliccia e cintura in vita, i piumini lunghi da uomo Canali e i modelli Bogner.

Le idee sono tante e la grande varietà di capi è in grado di accontentare tutti i gusti e le esigenze. Non vi resta che sfogliare la nostra gallery e scegliere il piumino da uomo fall/winter 2015 perfetto per il vostro stile.
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Il Folletto è la rivista in lingua italiana dell’Istituto svizzero Media e Ragazzi, e si affianca a Buch e a Parole che escono rispettivamente in lingua tedesca e in lingua francese.

Il Folletto è spedito gratuitamente ai membri di MeR TIGRI, ma in Svizzera lo si può anche comperare in libreria al prezzo di Fr. 8. oppure abbonandosi alla rivista attraverso il seguente formulario, iscrizione valida anche dall Folletto è l’unica rivista della Svizzera italiana ad occuparsi di letteratura per l’infanzia, esce due volte l’anno e parla di libri, di autori, di illustratori, e si rivolge a tutti gli interessati (insegnanti, bibliotecari, genitori, educatori) per aiutarli nella scelta delle letture da consigliare a ragazzi di tutte le età.

Il Folletto è uno speciale osservatorio dei fenomeni che hanno interessato il mondo del libro per bambini e ragazzi, un aggiornamento necessario per seguire le tendenze del settore.

Il Folletto contiene notizie di manifestazioni, progetti e iniziative e propone spunti di riflessione e di orientamento critico su argomenti concernenti la crescita, lo sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino, in relazione con l’ambiente che lo circonda, suggerendo approcci diversi. Giovannini 6a 6710 Biasca.
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GUGLIERMINA, Giuseppe Francesco. Nacque a Borgosesia, nel Vercellese, il 28 ott. 1872 da Giovanni e Caterina Gianna.

Assai scarni sono i dati biografici disponibili. Il G. lavorò per dieci anni a Milano, quindi per cinquantasei anni come segretario generale della Manifattura lane a Borgosesia; figura di spicco dell’ italiano a cavallo tra Otto e Novecento compì tutte le sue ascensioni in compagnia del fratello minore Battista (così all’anagrafe, abitualmente Giovanni Battista: Borgosesia, 3 ag. 1874 17 maggio 1962) il quale per tutta la vita gestì un negozio di tipografia, cartoleria e fotografia nella città natale.

Il loro apprendistato alpinistico iniziò sulle cime della natia Valsesia dove, nel 1896, percorsero il primo nuovo itinerario raggiungendo la punta Grober, di 3497 m, attraverso la cresta sudest. Passarono quindi al vicino versante meridionale del monte Rosa, facendosi condurre dalla guida vallese M. Zurbriggen alla punta Giordani e al colle Vincent. Con N. Schiavi e il portatore N. Motta, nel 1898 tracciarono una nuova via al colle Sesia (4299 m); nello stesso anno, sempre sul monte Rosa e con lo Zurbriggen e C. Imseng, effettuarono la prima traversata da est a ovest del colletto posto tra il Corno Nero e il Ludwigshhe, a quota 4272 m, cui vollero dare il nome di colle Zurbriggen.

Consapevoli ormai delle loro capacità, a partire dal 1899 si dedicarono all’esplorazione metodica del settore meridionale del monte Bianco, concentrando la loro attenzione sul trittico di creste rocciose di quell’imponente versante: le creste del Brouillard, dell’Innominata, del Peutérey. Del Brouillard realizzarono il primo percorso integrale tra il 18 e il 20 luglio 1901, raggiungendo il netto risalto di quota 4470 m cui diedero il nome di picco Luigi Amedeo di Savoia, in onore del duca degli Abruzzi. Tra 1913 e 1914, quando facevano ormai cordata fissa con il valsesiano Francesco “Cichìn” Ravelli, si dedicarono alla lunga e articolata cresta del Peutérey; il 23 24 ag. 1914 scalarono, quindi, la parete sudovest della Brèche nord des Dames Anglaises per una nuova via, raggiungendo l’inviolata guglia rocciosa sovrastante il ghiacciaio di Freney a 3893 m, che dal Ravelli sarebbe stata chiamata punta Gugliermina. Nel 1921 effettuarono, infine, con Ravelli e il portatore L. Courtauld, G. Oliver e A. Aufdenblatten, proprio pochi giorni dopo un fallito tentativo della cordata Ravelli Gugliermina, durante il quale era stato comunque superato il tratto chiave. Nelle ascensioni normalmente il capocordata era Battista, ma una volta iniziato il sodalizio con Ravelli fu poi quasi sempre quest’ultimo, più giovane di una decina d’anni, a condurre la comitiva.

I fratelli Gugliermina formarono una delle più note e indissolubili cordate piemontesi di “senza guida”. Proverbiale rimase la meticolosità con cui preparavano le salite raccogliendo informazioni storiche, effettuando ricognizioni sul posto e studi fotografici. Anche durante le ascensioni più impegnative solevano muoversi con una pesante fotocamera al seguito, per fissare su lastra panorami inediti, scorci utili per le imprese successive. Condividevano la passione per la fotografia con Ravelli e il gusto della descrizione narrativa con un altro compagno abituale di salite, il novarese G. Lampugnani, con il quale redassero numerosi articoli su riviste del settore. Una collezione di tali resoconti, corredata di splendide immagini fotografiche, diede forma al volume Vette. Ricordi di esplorazioni e nuove ascensioni sulle Alpi, nei gruppi del monte Rosa, del e del monte Bianco dal 1896 al 1921 (Ivrea 1927; 2 ed. Torino 1940), firmato da entrambi insieme con Lampugnani, che divenne un classico della letteratura alpinistica tra le due guerre.

Il G., insieme con A. Bertolini, stese anche due brevi ma complete guide alpinistiche, Gruppo monte Bianco fra il colle del Miage, il col du Midi e il col de la Tour Ronde (Monza 1924) e Gruppo monte Rosa (ibid. 1925), e si dedicò alla ricostruzione storica della conquista e dell’esplorazione del monte Bianco, raccogliendo il materiale per il volume, postumo, Il monte Bianco esplorato 1760 1948 (Bologna 1973). Collaborò, inoltre, con l’Istituto geografico militare e il Touring Club italiano per la redazione di carte topografiche.

I Gugliermina sono considerati tra gli ultimi esponenti dell’ classico per le finalità esplorative che contraddistinsero la loro attività, improntata a una visione idealistica dell’ e connotata dall’ammirazione per la grandiosità dell’ambiente naturale quale emerge dai resoconti e dalle fotografie. Era loro sconosciuta l’ossessione per la progressione veloce della cordata, tipica dell’ sportivo, ed erano, infatti, famosi per i numerosi bivacchi, a quota elevata e con il solo conforto di qualche coperta.

Il fitto epistolario con Ravelli oggi riordinato e conservato presso il fondo manoscritti della Biblioteca nazionale del Club alpino italiano (CAI) di Torino ne restituisce tuttavia un’immagine più articolata e meno ingenua: erano molto attenti a non far conoscere i loro programmi, anche solo di allenamento, mentre continue erano le richieste di informazioni per scoprire i movimenti delle cordate di punta dell’epoca; minuziosa era poi la preparazione del materiale per le salite, dai rifornimenti ai materiali tecnici più aggiornati.

Tralasciando le salite sul , nell’Oberland bernese e sulle cime della Valsesia, in trent’anni di attività, condensata nelle sue ferie estive, effettuarono numerose, importanti prime ascensioni: nel gruppo del monte Bianco la prima ascensione e traversata da est a ovest del col Emile Rey (26 ag. 1899), la prima traversata del colle dell’Aiguille Verte (25 26 luglio 1901), una nuova via sulla parete ovest dell’Aiguille Verte (26 31 luglio 1901) e la prima ascensione per il canale sudest al col Maudit (26 luglio 1921). Nel gruppo del monte Rosa realizzarono una via nuova alla punta Parrot per il crestone sudest (18 luglio 1906) e la prima salita al Lyskamm orientale per la costola sudovest (8 ag. 1919). Infine la prima traversata completa da nord a sud dei gemelli della Valtournenche (2 4 sett. 1906) e la cresta est del Fletschhorn (19 20 luglio 1900).

Battista,
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nel 1904, fu tra i fondatori del Club alpino accademico italiano, e ottantenne, nel 1954, volle festeggiare i quarantacinque anni della via nuova alla punta Giordani sul monte Rosa con un altro primo itinerario, da sud alla stessa cima, accompagnato da Ravelli. Entrambi i fratelli furono membri onorari del CAI, dell’Alpine Club inglese e del Groupe haute montagne del Club alpin franais dalla sua fondazione. Al loro nome è dedicata una capanna posta sul versante valsesiano del monte Rosa, a 3212 m, di cui propugnarono, nel 1902, la costruzione.

Il G. si spense a Genova Pegli il 2 maggio 1960.

Fonti e Bibl.: Torino, Biblioteca naz. del Club alpino italiano, Fondo manoscritti, Epistolario Ravelli; necr. in Riv. del Club alpino italiano, 1960, p. 244; 1962, p. 175; Alpine Journal, LXVII (1962), 304, pp. 202 s. (per il G.); LXVIII (1963), 306, pp. 167 170 (per Battista); G. Bertoglio, G. Gugliermina soci onorari del CAI, in Riv. del Club alpino italiano, 1954, pp. 161 s.; Id., Les frères Gugliermina, in Les alpinistes célèbres, Paris 1956, pp. 158 s.; I. Affentranger A. Balliano, Picchi colli e ghiacciai, Torino 1961, pp. 270 s.; M. Mila, Cento anni di italiano, in 1863 1963 I cento anni del Club alpino italiano, Milano 1964, pp. 42 s.; A. Biancardi, Venticinque alpinisti scrittori, Torino 1989, pp. 67 70; G. Buscaini, Monte Rosa e Mischabel, Milano 1991, pp. 61, 114, 396, 409 s.; Id., Monte Bianco, I, Milano 1994, pp. Motti E. Camanni, La storia dell’, I, Torino 1994, pp. 224 226; Il laboratorio dell’. F. Ravelli e la fotografia di montagna (catal. della mostra), a cura di G. Garimoldi A. Ravelli, Torino 2001, pp. 31 33; La montagna. Grande Enciclopedia illustrata, V, Novara 1976, pp. 80 s.; Catalogo Bolaffi dei grandi alpinisti piemontesi e valdostani, Torino 2002, p. 52.(ted. Matterhorn) Massiccio delle Alpi Pennine tra l’alta Valtournenche (Piemonte) e l’alta Mattertal (Vallese). La sua caratteristica cima piramidale, dai lineamenti arditi, culmina a 4478 m e sovrasta il centro italiano di Breuil Cervinia () e quello elvetico di Zermatt.

Ascensioni di montagne si tentarono in ogni epoca, ma sporadicamente. L’ in senso stretto si fa iniziare alla fine del 18 sec. quando ad affrontare le rocce e i ghiacciai non furono più soltanto .
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peuterey outlet bologna il racconto di una giornata all’outlet di Barberino del Mugello

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BARBERINO DEL MUGELLO. Il primo assalto lo hanno subito le toilette. Lo rivelano le donne delle pulizie. Quando siamo arrivate c’era gente che aveva passata la notte all’addiaccio e cercava almeno un bagno. Il secondo assalto alle 9 ai bar, come il Ca’Puccino, per rifocillarsi. Il terzo assalto con fila dalle 9 alla boutique di Peuterey (poi spiegheremo il perchè). Questo il bollettino di guerra dell’outlet di Barberino del Mugello il primo mattino del primo giorno dei saldi, ovvero il 3 gennaio.

Un bollettino alle 13 già vittorioso. Abbiamo il 7% in più di visitatori dello scorso anno annuncia Maria Chiara Bellomo, bella signora montecatinese. E’ la centre manager di Barberino, costruito dai Fratini, quelli della Rifle e oggi in mano al fondo McArthurGlen. Tanta gente, ma troppa senza o con pochi pacchi. Basta vedere la media degli scontrini spiega Aldo Della Valle, area manager di Massimo Rebecchi molto più bassa del passato. I saldi un tempo volevano dire comprare tre maglie, una giacca, un impermiabile. Oggi ci si limita ad una maglietta.

Rebecchi è un marchio toscano, fondato dall’omonimo stilista viareggino. Ma avere un negozio in un outlet rende sempre? Fondamentalmente sì conclude Della Valle. Ma torniamo a Peuterey, dove ci si picchia per recuperare un giubbotto e dove avete almeno 30 persone davanti nella coda per le casse. Il motivo di questo amore per il marchio toscano (nato a Carrara oggi con sede ad Altopascio) fa scoprire che praticare i saldi è anche un lavoro o perlomeno un impegno. Perchè c’è la coda? Perchè spiega Tania, signora che arriva da Pisa è la prima boutique outlet di Peuterey, aperta solo un mese fa. Quindi è la prima volta che fa i saldi. Insomma bisogna informarci, come ci conferma un signore che esce raggiante. Lo sapevo da mesi di questa apertura. Sono contento: ho risparmiato 500 euro. Un altro cliente conferma che i saldi sono un’attività seria (per l’acquirente). Vengo da Sassuolo, sono stato qui tre giorni fa quando c’era poca gente. Ho scelto delle cose e stamani sono tornato per comprarle a saldo. Nessuno ormai acquista per stretta necessità. Chi viene ha almeno 10 giacche in guardaroba, tre cappotti, qualche decina di paia di scarpe. Per molti, ma non è una novità, lo shopping è solo un effetto placebo, una consolazione rispetto alle tristezze della vita o del momento. Ma, conferma una commessa: Una felicità che dura giusto quella mezz’ora che segue lo scontrino. Signora Bellomo, gli outlet al posto dello psicologo e del Prozac? La manager si mette a ridere.

Al centro informazioni le telefonate sono disperate. Si vuole sapere se i saldi iniziano effettivamente oggi, se quel negozio è aperto, se c’è ancora spazio nei parcheggi. Alle 11 sono esauriti. Con varie conseguenze. Che le auto sono ovunque, dai cordoli alle vie di fuga. E con un famiglia che si presenta alle informazioni per chiamare i carabinieri. Sono una mamma e due adolescenti. Ci hanno malmenati per il posto auto. Abbiamo preso il numero di targa e ora facciamo denuncia ai carabinieri. Brutta cosa, ma la gente è tanta, un violento capita. Nei sabato normali si viaggia sui 15 mila visitatori. Il record fu di 35 mila visitatori, ma era estate e la sera cantava Gloria Gaynor. I will survive aggratis valeva ampiamente il viaggio e un po’ di patema per i parcheggi. I posti auto sono 2500, ma non bastano. Anche perchè l’outlet ha visto aumentare in poco più di un anno le boutique. Quelle nuove sono 40 per un totale di 130.

A Barberino non soffrono crisi di visitatori, neppure stranieri. In altre realtà spiega ancora Bellomo hanno visto un calo di russi vista la crisi e partendo dall’Ucraina. Noi per fortuna no: il 40% degli stranieri è russo. Gli orientali quelli veri con gli occhi a mandorla li trovate tutti o quasi al negozio di Prada. Dove non si fanno saldi, solo special prices. I cinesi di Prato sono invece ovunque. Ad occhio e croce sono i visitatori più giovani e anche entusiasti. Tanti emiliani e tantissimi toscani. La coda più lunga (dopo Peuterey, naturaliter) la trovate da Ralph Lauren. Motivo banale: il simbolo del giocatore di Polo ha fama mondiale ma qui fanno mega sconti, fino al 60%.

Primo giorno di saldi: viaggio nell’outlet di Barberino del Mugello C chi ha dormito in camper o all Tanta gente (più 7%) ma scontrini in media più bassi. Chance finale per il commercio dopo un Natale grigio (Video di Cesare Bonifazi Martinozzi)

I francesi della Lacoste, invece, per le classiche chemise non vanno oltre il 20 30%. I saldi da outlet, in realtà non dovrebbero funzionare come in un negozio normale. Alcuni marchi lo fanno capire benissimo. Vedi Pollini: uno scarponcino ha l’etichetta col prezzo retail (370 euro), outlet (222 euro) e il saldo sull’outlet (40% di sconto) con prezzo finale, per capirci quello che si pagava ieri, di 133 euro. Da Peuterey il sistema è più semplice: un giaccone da 449 euro è venduto a 204. Io finora ho speso 800 euro, ma non ho un budget prefissato spiega uno studente (sedicente studente, è chiaro) pisano in una pausa degli acquisti. Altri non hanno budget, nel senso che non compreranno niente. Siamo venuti a fare una passeggiata racconta una coppia di Pontedera ma non abbiamo idea di niente. Forse nel pomeriggio andremo ai Gigli, magari perchè lì c’è anche caldo. Non ci manca la fantasia di comprare, mancano i soldi.

Eppure Barberino è outlet popolare, nel senso che prevale la moda casual, per un pubblico medio. La divisa dei 30 40enni (l’età più presente) è jeans, giubbotto e ciuccia di lana ben calata. Qualche signora elegante si presenta da Cavalli, qualcuno scruta i vestiti dei Brook Brothers. Ma pochi. La caccia all’affare si fa da Diffusione Tessile. Ci sono cappotti di Max Mara a cui tolgono il marchio e dimezzano il prezzo spiega Irene da 1000 a 500 euro. Questo è un vero affare perchè è roba di qualità. E qui qualcuno alza il velo su un mistero mai chiarito. Secondo qualche cliente (e molti commercianti delle città vicine) nei giorni dei saldi si rovesciano dei negozi prodotti fatti apposta per i saldi, di qualità diversa dalle normali linee della grandi marche. Vero o non vero, questa sarebbe una violazione della legge toscana che prevede per i saldi solo la vendita di fine stagione. Un dato accertato basta vedere le etichette è il proliferare del made in China (o in Vietnam, cambia poco) fra le camicie più amate dai veltroniani o le scarpe simbolo del Sessantotto. E allora perchè correre come pazzi fin dall’alba. Non li capisco proprio sussura sfinita una giovane commessa. E sono solo le 13 del primo giorno di saldi.
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giacche peuterey outlet i modelli e i colori di tendenza dell’inverno 2014

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I fashionisti li odiano (troppo poco chic?) e i designer dei marchi haute de gamme li hanno sempre largamente evitati, tutti gli altri li hanno sempre indossati fregandosene tranquillamente di tutto questo e anche amandoli, anche solo per il fatto che sono la cosa più calda che si possa indossare quando fuori ci sono n gradi (eccetto una pelliccia, d’accordo). Ma è il momento di una rivoluzione: i piumini che siano di vera piuma d’oca oppure di materiale sintetico sono i protagonisti dell’inverno 2014 anche sulle passerelle, che li hanno eletti a veri e propri must have di stagione, rivoluzionandone tagli e forme per farli diventare oggetti couture. Il nostro vademecum di modelli, colori e tagli per scegliere quello perfetto.

Creatività. Sì perché bisogna staccarsi dall’idea che il piumino sia un capo da relegare alle piste da sci: dato che è semplicemente un materiale, basta trattarlo come tale. Qualche esempio? Raf Simons, che nella collezione Dior lo ha usato non solo per capospalla strutturati ma anche per gonne e vestitini. Alexander Wang per Balenciaga, che ha realizzato un cappotto dalla spalle arrotondate e dai revers ampi, splendidamente moderno e sofisticato, ovviamente imbottito. O, scendendo dalla passerella, Max Co. che ha reinventato il chiodo di pelle declinandolo, per l’appunto, in versione duvet.

Under. Per chi proprio non riesce ad abbandonare il cappotto o ha bisogno di un’avvicinamento graduale, la soluzione c’è e si chiama stratificazione. Insomma, come dicevano le nostre mamme, vestiamoci a strati. “Nascondendo” sotto al panno di lana il duvet che però spunta dalle maniche e dal collo e che dobbiamo ringraziare per il tepore che ci regala (vedi tra le altre le proposte di Marina Yatching, di Fendi e di Fay). C’è chi invece va controtendenza e invece che mettere il piumino sotto il cappotto fa il contrario: Chanel per esempio, che riscalda il completino giacca e pantaloni con un micro bolero trapuntato che cattura l’occhio, altro che nascondersi. Oppure Max Mara, che decora il suo iconico cappotto cammello con un gilet imbottito di piuma d’oca, super chic.

Stampati. Insomma, facciamoci notare! E oltre alla classica tinta unita, usiamo anche stampe vivaci, dai pois di Goose Feel (neonato brand made in Italy di altissima qualità che si compra solo online) alla fantasia iconica di Pucci fino alle maxi print del total look di Yohji Yamamoto, con cui è impossibile passare inosservati. Nonché avere freddo: garantito.
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peuterey le cuir Il giaccone invernale diventa Cool La collezione Museum

catalogo peuterey Il giaccone invernale diventa Cool La collezione Museum

Un collezione di giacconi invernali da uomo e da donna ispirata all’utilità e alla resistenza, senza però tralasciare il design come spesso accade nella produzione di capi performanti. Questi sono i prodottiMuseum, creati all del massimo comfort possibile e della qualità dei materiali e della confezione.

Tre i temi proposti, ciascuno con le proprie peculiarità e destinazioni d’uso:

ANTARCTICA,ispirata a un’ambientazione artica caratterizzata da capi funzionali, caldi e adatti ad uno spirito sportivo da utilizzare, però, tutti i giorni.

FIUMI E FORESTE,
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che rappresenta la passione per la natura e la vita all’aperto. La linea si ispira all’autentica cultura nord americana con un look moderno.

GROUND FIELD, che trae le sue origini dalla ricerca e lo studio delle uniformi militari e civili. Questi capi hanno uno stile urbano comodo e versatile.

Tutti i capi Museum hanno poi delle caratteristiche termiche esemplificate con delle etichette interne, che specificano il coefficiente di piuma utilizzato nel capo o la grammatura dell’ovatta. In questo modo è subito chiaro per il cliente qual è il grado di calore capace di trattenere ciascun capo, potendo così scegliere quello più adatto all previsto. I tre livelli di protezione proposti sono:

LIGHT ZONE, nata per l’utilizzo in climi temperati, con un coefficiente di piuma che va da 50 a 100 gr al mq e un peso ovatta da 45 a 100gr al mq.

INTERMEDIATE ZONE, consigliata per un clima freddo, con un coefficiente della piuma che va da 100 a 150gr al mq e l’ovatta da 100 a 200gr al mq.

HEAVY ZONE è invece indicata per climi molto freddi. Il suo coefficiente della piuma va da 150 a 220gr al mq e l’ovatta da 200 a 250gr al mq.
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peuterey paradigma gli appuntamenti di novembre a Milano

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“Negozi Amici dell’Aria” è il progetto di Genitori Antismog lanciato lo scorso marzo a Milano, per creare una rete di punti commerciali più sensibili al problema dell’inquinamento e consapevoli del rapporto positivo che può esserci tra mobilità sostenibile (piedi+bici+servizi pubblici) e affari.

Un’alleanza, quella tra la più combattiva associazione antismog milanese e i negozi che la sostengono, che sembra essere un progetto positivo e riuscito per sensibilizzare maggiormente i cittadini sul problema dell’inquinamento atmosferico di Milano.

Nelle ultime settimane altri importanti negozi attività milanesi, spesso già legati al tema della sostenibilità ambientale, sono diventati “Negozi Amici dell’Aria”.

Ecco gli ultimi arrivati:

Un posto a Milano in Cascina Cuccagna

Cucina, bar e foresteria

Via privata Cuccagna, 2Il Forno di via della Commenda

Panificio e catering

Via della Commenda, 21Libreria nel cuore di Sarpi

via Alfredo Albertini, 6

Via Signorelli, 13Specialità in piante officinali

via Paolo Sarpi, 63

Mamma Natura

La prima boutique on line di prodotti naturali e biologici sfusi e alla spina

Via Carnia,
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Ed ecco due importanti appuntamenti previsti a novembre:

Sabato 12 novembre 2016, ore 16:30

La libreria Libellula, in collaborazione con Genitori Antismog, aspetta i cittadini per passare un pomeriggio dedicato alla mobilità dolce e a quanto sia bello vivere in una città meno trafficata e più accogliente.

Bambini e adulti, assieme ad alcuni membri dell’associazione, racconteranno e disegneranno la Milano delle biciclette, delle camminate e dei mezzi pubblici, anche con uno sguardo verso le città più sostenibili del mondo.

Letture a tema con brani scelti da voi, oltre al bellissimo Pico pecora di Piumini.

Portate dunque un libro e se venite in bici, a piedi, in tram, in autobus,
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