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GUGLIERMINA, Giuseppe Francesco. Nacque a Borgosesia, nel Vercellese, il 28 ott. 1872 da Giovanni e Caterina Gianna.

Assai scarni sono i dati biografici disponibili. Il G. lavorò per dieci anni a Milano, quindi per cinquantasei anni come segretario generale della Manifattura lane a Borgosesia; figura di spicco dell’ italiano a cavallo tra Otto e Novecento compì tutte le sue ascensioni in compagnia del fratello minore Battista (così all’anagrafe, abitualmente Giovanni Battista: Borgosesia, 3 ag. 1874 17 maggio 1962) il quale per tutta la vita gestì un negozio di tipografia, cartoleria e fotografia nella città natale.

Il loro apprendistato alpinistico iniziò sulle cime della natia Valsesia dove, nel 1896, percorsero il primo nuovo itinerario raggiungendo la punta Grober, di 3497 m, attraverso la cresta sudest. Passarono quindi al vicino versante meridionale del monte Rosa, facendosi condurre dalla guida vallese M. Zurbriggen alla punta Giordani e al colle Vincent. Con N. Schiavi e il portatore N. Motta, nel 1898 tracciarono una nuova via al colle Sesia (4299 m); nello stesso anno, sempre sul monte Rosa e con lo Zurbriggen e C. Imseng, effettuarono la prima traversata da est a ovest del colletto posto tra il Corno Nero e il Ludwigshhe, a quota 4272 m, cui vollero dare il nome di colle Zurbriggen.

Consapevoli ormai delle loro capacità, a partire dal 1899 si dedicarono all’esplorazione metodica del settore meridionale del monte Bianco, concentrando la loro attenzione sul trittico di creste rocciose di quell’imponente versante: le creste del Brouillard, dell’Innominata, del Peutérey. Del Brouillard realizzarono il primo percorso integrale tra il 18 e il 20 luglio 1901, raggiungendo il netto risalto di quota 4470 m cui diedero il nome di picco Luigi Amedeo di Savoia, in onore del duca degli Abruzzi. Tra 1913 e 1914, quando facevano ormai cordata fissa con il valsesiano Francesco “Cichìn” Ravelli, si dedicarono alla lunga e articolata cresta del Peutérey; il 23 24 ag. 1914 scalarono, quindi, la parete sudovest della Brèche nord des Dames Anglaises per una nuova via, raggiungendo l’inviolata guglia rocciosa sovrastante il ghiacciaio di Freney a 3893 m, che dal Ravelli sarebbe stata chiamata punta Gugliermina. Nel 1921 effettuarono, infine, con Ravelli e il portatore L. Courtauld, G. Oliver e A. Aufdenblatten, proprio pochi giorni dopo un fallito tentativo della cordata Ravelli Gugliermina, durante il quale era stato comunque superato il tratto chiave. Nelle ascensioni normalmente il capocordata era Battista, ma una volta iniziato il sodalizio con Ravelli fu poi quasi sempre quest’ultimo, più giovane di una decina d’anni, a condurre la comitiva.

I fratelli Gugliermina formarono una delle più note e indissolubili cordate piemontesi di “senza guida”. Proverbiale rimase la meticolosità con cui preparavano le salite raccogliendo informazioni storiche, effettuando ricognizioni sul posto e studi fotografici. Anche durante le ascensioni più impegnative solevano muoversi con una pesante fotocamera al seguito, per fissare su lastra panorami inediti, scorci utili per le imprese successive. Condividevano la passione per la fotografia con Ravelli e il gusto della descrizione narrativa con un altro compagno abituale di salite, il novarese G. Lampugnani, con il quale redassero numerosi articoli su riviste del settore. Una collezione di tali resoconti, corredata di splendide immagini fotografiche, diede forma al volume Vette. Ricordi di esplorazioni e nuove ascensioni sulle Alpi, nei gruppi del monte Rosa, del e del monte Bianco dal 1896 al 1921 (Ivrea 1927; 2 ed. Torino 1940), firmato da entrambi insieme con Lampugnani, che divenne un classico della letteratura alpinistica tra le due guerre.

Il G., insieme con A. Bertolini, stese anche due brevi ma complete guide alpinistiche, Gruppo monte Bianco fra il colle del Miage, il col du Midi e il col de la Tour Ronde (Monza 1924) e Gruppo monte Rosa (ibid. 1925), e si dedicò alla ricostruzione storica della conquista e dell’esplorazione del monte Bianco, raccogliendo il materiale per il volume, postumo, Il monte Bianco esplorato 1760 1948 (Bologna 1973). Collaborò, inoltre, con l’Istituto geografico militare e il Touring Club italiano per la redazione di carte topografiche.

I Gugliermina sono considerati tra gli ultimi esponenti dell’ classico per le finalità esplorative che contraddistinsero la loro attività, improntata a una visione idealistica dell’ e connotata dall’ammirazione per la grandiosità dell’ambiente naturale quale emerge dai resoconti e dalle fotografie. Era loro sconosciuta l’ossessione per la progressione veloce della cordata, tipica dell’ sportivo, ed erano, infatti, famosi per i numerosi bivacchi, a quota elevata e con il solo conforto di qualche coperta.

Il fitto epistolario con Ravelli oggi riordinato e conservato presso il fondo manoscritti della Biblioteca nazionale del Club alpino italiano (CAI) di Torino ne restituisce tuttavia un’immagine più articolata e meno ingenua: erano molto attenti a non far conoscere i loro programmi, anche solo di allenamento, mentre continue erano le richieste di informazioni per scoprire i movimenti delle cordate di punta dell’epoca; minuziosa era poi la preparazione del materiale per le salite, dai rifornimenti ai materiali tecnici più aggiornati.

Tralasciando le salite sul , nell’Oberland bernese e sulle cime della Valsesia, in trent’anni di attività, condensata nelle sue ferie estive, effettuarono numerose, importanti prime ascensioni: nel gruppo del monte Bianco la prima ascensione e traversata da est a ovest del col Emile Rey (26 ag. 1899), la prima traversata del colle dell’Aiguille Verte (25 26 luglio 1901), una nuova via sulla parete ovest dell’Aiguille Verte (26 31 luglio 1901) e la prima ascensione per il canale sudest al col Maudit (26 luglio 1921). Nel gruppo del monte Rosa realizzarono una via nuova alla punta Parrot per il crestone sudest (18 luglio 1906) e la prima salita al Lyskamm orientale per la costola sudovest (8 ag. 1919). Infine la prima traversata completa da nord a sud dei gemelli della Valtournenche (2 4 sett. 1906) e la cresta est del Fletschhorn (19 20 luglio 1900).

Battista,
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nel 1904, fu tra i fondatori del Club alpino accademico italiano, e ottantenne, nel 1954, volle festeggiare i quarantacinque anni della via nuova alla punta Giordani sul monte Rosa con un altro primo itinerario, da sud alla stessa cima, accompagnato da Ravelli. Entrambi i fratelli furono membri onorari del CAI, dell’Alpine Club inglese e del Groupe haute montagne del Club alpin franais dalla sua fondazione. Al loro nome è dedicata una capanna posta sul versante valsesiano del monte Rosa, a 3212 m, di cui propugnarono, nel 1902, la costruzione.

Il G. si spense a Genova Pegli il 2 maggio 1960.

Fonti e Bibl.: Torino, Biblioteca naz. del Club alpino italiano, Fondo manoscritti, Epistolario Ravelli; necr. in Riv. del Club alpino italiano, 1960, p. 244; 1962, p. 175; Alpine Journal, LXVII (1962), 304, pp. 202 s. (per il G.); LXVIII (1963), 306, pp. 167 170 (per Battista); G. Bertoglio, G. Gugliermina soci onorari del CAI, in Riv. del Club alpino italiano, 1954, pp. 161 s.; Id., Les frères Gugliermina, in Les alpinistes célèbres, Paris 1956, pp. 158 s.; I. Affentranger A. Balliano, Picchi colli e ghiacciai, Torino 1961, pp. 270 s.; M. Mila, Cento anni di italiano, in 1863 1963 I cento anni del Club alpino italiano, Milano 1964, pp. 42 s.; A. Biancardi, Venticinque alpinisti scrittori, Torino 1989, pp. 67 70; G. Buscaini, Monte Rosa e Mischabel, Milano 1991, pp. 61, 114, 396, 409 s.; Id., Monte Bianco, I, Milano 1994, pp. Motti E. Camanni, La storia dell’, I, Torino 1994, pp. 224 226; Il laboratorio dell’. F. Ravelli e la fotografia di montagna (catal. della mostra), a cura di G. Garimoldi A. Ravelli, Torino 2001, pp. 31 33; La montagna. Grande Enciclopedia illustrata, V, Novara 1976, pp. 80 s.; Catalogo Bolaffi dei grandi alpinisti piemontesi e valdostani, Torino 2002, p. 52.(ted. Matterhorn) Massiccio delle Alpi Pennine tra l’alta Valtournenche (Piemonte) e l’alta Mattertal (Vallese). La sua caratteristica cima piramidale, dai lineamenti arditi, culmina a 4478 m e sovrasta il centro italiano di Breuil Cervinia () e quello elvetico di Zermatt.

Ascensioni di montagne si tentarono in ogni epoca, ma sporadicamente. L’ in senso stretto si fa iniziare alla fine del 18 sec. quando ad affrontare le rocce e i ghiacciai non furono più soltanto .
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Per la collezione autunno/inverno 2011, tra i tanti modelli proposti, il comun denominatore del nuovo capospalla è sempre lo stesso: unire praticità, funzionalità e stile. Come per tutti i capi del guardaroba maschile previsto per la fredda stagione 2011 (ve ne abbiamo parlato qui), la palette di colori spazia dai tipici colori autunnali, come il cachi e il verde militare, alle nuance del grigio, passando per le diverse gradazioni dei blu. Tutti colori facilmente abbinabili e che possono essere utilizzati ad ogni ora della giornata.

Per un uomo che si sente libero, che si diverte, che ha un cool quanto sobria, un casual attento ai dettagli e alla funzionalità, partiamo dalle proposte uomo di Blauer USA: modelli che confermano la forte identità del marchio, da sempre legato all dei policemen.

I piumini Blauer sono sempre più leggeri e sempre più caldi, per conferire il massimo confort e una piacevole leggerezza, pur mantenendo il giusto calore. Per i capospalla della collezione maschile materiali tecnici e di alta qualità come il nylon e il micronylon abbinati però a tessuti più tradizionali come le lane e cotoni che creano contrasti di pesantezza e texture. Anche in questo caso, nella linea di giubbotti maschile si modificano leggermente le lunghezze, a discapito del classico bomber si prediligono infatti le lunghezze caban o giacca. Gli interni, in thermor, in piuma o pelliccia, sono staccabili e sono sempre estremamente curati nelle rifiniture e costruiti in modo tale da garantire quell’ performance l’ormai noto motto del marchio: contro tutte le avversità e per ogni evenienza.

Molto belle le proposte di Peuterey per l l si mescola ad un urban style davvero raffinato. Anche in questo caso le parole d sono comodità e stile, per un abbigliamento maschile all della versatilità ad alto impatto. Perfetti da indossare di giorno, magari per andare in ufficio, sopra il vestito elegante, ma anche per recarsi a cena fuori.

Come piumino lungo, troviamo molto interessante anche il trench coat in doppio petto di nylon imbottito firmato Burberry (nell che apre l classico bomber, perfetto per il look sportivo che vede scarpe da ginnastica stringate, felpa e jeans, è adatto infatti solo al tempo libero. I nuovi modelli invece, evitano il fastidio dei frequenti cambi e sono adatti alle passeggiate all aperta quanto alla serata in dolce compagnia. Un bel vantaggio, non trovate?

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AOSTA Un morto e tre feriti non gravi oggi sul Monte Bianco a causa di una valanga staccatasi a poca distanza dalla veta delle Alpi. E il bilancio potrebbe aggravarsi ancora perché altri quattro alpinisti, due francesi e due spagnoli, risultano dispersi nel massiccio.L’incidente più grave si è verificato nel pomeriggio sul versante francese, a valle del Mont Blanc du Tacul, a 3.700 metri di quota, dove un enorme seracco si è staccato provocando una valanga con un fronte di 400 metri che ha travolto alcuni escursionisti.La massa di neve e ghiaccio si è abbattuta sull’itinerario di ritorno della via ‘normalè che porta dal rifugio des Cosmiques alla vetta. Un itinerario molto frequentato in questo periodo dagli amanti dell’ alta montagna. Il bilancio è di un morto e di quattro feriti.A dare l’allarme sono stati altri alpinisti presenti nella zona, che hanno assistito alla scena e hanno chiamato il Soccorso alpino valdostano. Allarme poi inoltrato, per competenza territoriale,
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al Peloton d’Haute Montagne di Chamonix. Sul posto sono intervenuti una cinquantina di uomini che hanno recuperato i feriti e il corpo della vittima trasportandoli a valle con l’elicottero.Poche, inoltre, sono le speranze di trovare ancora in vita altri quattro alpinisti dispersi sul versante italiano del Monte Bianco. Si tratta di due francesi e due spagnoli di cui non si hanno più notizie da parecchi giorni: i primi hanno contatto per l’ultima volta i parenti giovedì scorso dal bivacco Eccles (3.850 metri), raggiunto dopo essere passati dal rifugio Borelli; gli iberici, invece, sono saliti la scorsa settimana dal rifugio Monzino ed erano diretti alla cresta integrale del Peuterey, una delle vie più difficili dell’arco alpino.
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“Nonno Gibo” vive e lotta insieme a noi. Sul filo del rasoio. Ad un passo dal licenziamento. Aggrappato alla sua creatura anche quando i play out erano uno spettro vicino. “Eppure” diceva a tutti noi che lo guardavamo come se fosse un extraterrestre “sono convinto che la squadra non abbia rivali in questa categoria”. Ma dai, gli rispondevamo, stavolta Gibo ti sei sbagliato. Troppi anni fuori dal “giro” che conta, quell un po cos genuina, la parlata veneta che tradisce un amore per il Verona. “Ha sbagliato tutto, non ne ha azzeccata una”. Ma soprattutto: “Come fa a comprare uno come Ferrari?”

Ammetto in questo caso il mio conflitto d che potrebbe alterare il mio giudizio. Io stravedevo per il Gibellini giocatore. Persino pi di Nico “bomber” Penzo. Mi piaceva la sua intelligenza tattica, il suo altruismo. Quando entrava lui si accendeva la luce in tutta la squadra. Non ha mai raccolto, il Gibo giocatore, ci che avrebbe meritato. E il Verona lo sacrific frettolosamente. Cos come ritenni altamente ingiusto il suo licenziamento da parte di Pastorello che gli imped di raccogliere i frutti di quanto aveva costruito (Eh gi perch la squadra di Ficcadenti, l costruita in gran parte proprio “Nonno Gibo” Chiusa la parentesi.

Poi d il Verona tornato a volare. Ed allora lecito chiedersi: ma “nonno Gibo” ha davvero sbagliato tutto? O forse il suo stato un “difetto” di comunicazione, un problema a spiegare che cosa aveva fatto per il Verona?

L (primordiale e madornale, sebbene in buona fede) stato assecondare Giannini nel voler cambiare il modulo tattico. Questo a mio avviso il suo peccato originale. Da qui partita una serie di problemi che hanno inghiottito il Verona in una spirale negativa. Ma l parte e pi recente del campionato, ci porta a credere che molte delle scelte, anche le pi criticate e sbeffeggiate di Gibellini, non siano state cos sbagliate. Ora che il Verona ha un ora che tutto gira, Ferrari, Abbate, Scaglia, Le Noci hanno una loro dignit di giocatori (e che giocatori!). Particolare non trascurabile: in mezzo ad un mondo di terribili “opportunisti”, Gibo un “onesto”. Potr anche sbagliare, ma giusto per essere chiari, non gli rester mai attaccato un euro, neanche per sbaglio. Anzi i conti si fanno alla fine e spero che Gibo abbia ragione. These are natural indications of getting older but they probably are making you appear older than you would like to. You can remove eye bags in a number of ways and you can even stop them from occurring if you understand their causes. The amount of the skin protein collagen which the body makes diminishes as a person get older. Collagen is the natural body skin protein which helps to hold the skin layers supple, elastic and young looking. Aging also causes the skin layers to get thinner in texture as it stretches and the connective tissue web that support it will become weaker. These factors can all contribute to causing bags under the eyes. People receive their genetic makeup from their parents and genes have a key role in determining the healthiness of skin and the way it ages. If a persons parents were prone to puffy eye bags then the individual will likely acquire them as well. Does that mean that it is not possible to remove eye bags? No, it doesn Many of the factors that are linked to the formation of bags under the eyes can be controlled or changed by people and they can eliminate puffy eye bags which have already appeared using a number of holistic techniques. If you want to get rid of eye bags then you should stop smoking. Excessive salt will cause your body to retain water and if the fluid gathers around your eyes then puffy eye bags are the result. Regular physical activity stimulates the circulatory system and that increases blood flow to help your body remove toxins and drain surplus fluids and fat lumps from puffy eye bags under the eyes. Cool objects placed on the eyes can effectively remove puffy eye bags on a momentary basis. Green tea bags are particularly effective because they have an ingredient with anti inflammatory qualities that helps to reduce swelling.

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ALTOPASCIO. Quasi duemila giacconi invernali griffati ma taroccati pronti per essere immessi sul mercato. La Finanza ha bloccato un carico dalla Cina e portato in una ditta a Terrafino. E l’imprenditore, anche lui di origine cinese, che aveva ordinato i giacconi falsi è stato denunciato. Sarebbe stato il primo ordine, quello intercettato dalla guardia di finanza, ancora da distribuire sul mercato e sono in corso indagini per capire a quale canale di vendita questi capi erano destinati. Secondo quanto ricostruito dalla tenenza di Castelfiorentino, un giaccone del valore di 400 500 euro, sarebbe stato acquistato dalla Cina per 25 30 euro per poi essere rivenduto a 100 euro. L’imprenditore titolare della ditta di import export ha importato 1.808 giacconi falsi, del modello Artic e Nectar della Geospirit, dalla Cina ad un prezzo complessivo di 54.000 euro. Questi giacconi, una volta venduti sul mercato italiano, gli avrebbero consentito un incasso di circa 180.000 euro. L’operazione ripropone il tema della concorrenza sleale da parte di imprenditori hanno spiegato gli investigatori che operano con prodotti contraffatti con danni per le imprese italiane (e toscane), i cui modelli rappresentano prodotti di punta nel mondo della moda. Le fiamme gialle, dopo aver pedinato, per alcuni giorni, un cinese con numerosi precedenti (per reati nel settore del commercio di prodotti falsi e per l’impiego di personale non in regola con il permesso di soggiorno) sono arrivati alla società di Empoli dove erano stati immagazzinati i giacconi falsi poco dopo il loro arrivo dalla Cina. Il cinese gestisce una società di import di prodotti di abbigliamento dalla Cina e in due magazzini, di circa 1.200 metri quadrati, sono stati rinvenuti giacconi che, sebbene non riportassero alcun marchio della griffe italiana ha spiegato la guardia di finanza erano perfettamente identici ai modelli Artic e Nectar, brevettati dalla G spa,
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con sede in Altopascio, proprietaria del marchio Geospirit. La G ha diversi marchi di prestigio, come Peuterey, che firma capi di abbigliamento prestigiosi, di qualità e di tendenza. E che opera a stretto contatto con un’azienda, la D che promuove i marchi Dekker e Kejo. Una scelta vincente, almeno a giudicare dalla crescita costante delle aziende, che oggi contano circa 200 dipendenti (buona parte dei quali è impegnata nei settori della ricerca e del marketing) con un fatturato che si aggira intorno ai 130 milioni di euro. Il merito è delle idee, del coraggio, della lungimiranza di un gruppo di imprenditori che ha puntato prima sulla qualità del prodotto (i giacconi da neve GeoSpirit) resistendo e anzi affermandosi nel momento in cui c’è stato il boom della grande distribuzione organizzata anche nel campo dell’articolo sportivo. E che poi ha privilegiato un progetto a sostegno dei suoi prodotti, arrivando a quattro marchi e a sette collezioni, invidiate e copiate. nei laboratori di via Biagioni che nascono i capi diffusi sul mercato non solo con il marchio di partenza, appunto GeoSpirit, ma anche con Peuterey, Kejo e Dekker, l’ultimo nato. Giacconi, maglieria, pantaloni, piumini.
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FIUMICINO Nuovo colpo nella lotta alla contraffazione messo a segno dalla Guardia di Finanza del Gruppo di Fiumicino: sequestrati oltre trentamila giacconi riportanti falsi marchi delle pi note case del settore dell’abbigliamento, tra cui “Moncler”, “Blauer”, “Woolrich” e “Peuterey”, per un valore complessivo pari a 4 milioni di euro. Le indagini hanno permesso di stabilire che il traffico di materiale contraffatto, proveniente dalla Cina con transito anche dalla Grecia, era gestito da un individuo di nazionalit cinese, titolare di alcune societ operanti nel quartiere Esquilino di Roma. Grazie al monitoraggio delle spedizioni in arrivo presso l’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino e dirette ad aziende della Capitale, stato possibile individuare un deposito clandestino allocato in un capannone industriale, sito nella periferia nord est di Roma,
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all’interno del quale

stato trovato gran parte del materiale illegale. Il blitz scattato nella notte in occasione dell’arrivo della merce illecita, occultata con un carico di copertura all’interno di un container proveniente dalla Grecia. I militari hanno

intercettato e pedinato un autoarticolato che li ha condotti fino al deposito destinato allo stoccaggio. cittadino cinese di 28 anni, proprietario del cospicuo carico, stato sorpreso in flagranza di reato mentre effettuava il trasbordo della merce dal TIR al magazzino ed stato tratto in arresto dalle Fiamme Gialle. I reati contestati sono l’importazione e commercializzazione di materiale contraffatto, ricettazione ed istigazione alla corruzione, avendo lo stesso offerto, reiteratamente, somme di denaro ai militari operanti affinch omettessero di procedere al sequestro. L’operazione, coordinata dal Comando Provinciale di Roma, s’inquadra nell’intensificazione dell’azione di contrasto alle attivit economiche illegali nella Capitale a seguito degli specifici impegni assunti con il “Patto per Roma sicura”,
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in materia di prevenzione e repressione del fenomeno della vendita di prodotti contraffatti.

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“Siamo consapevoli dell’esistenza di siti che vendono prodotti falsi. Alcuni, riproducendo l’immagine del marchio, risultano particolarmente ingannevoli per il consumatore. Il nostro brand profondamente danneggiato da questa situazione ed nostra priorit difendere e tutelare l’immagine del marchio e i nostri consumatori. Per questa ragione abbiamo attivato ogni azione possibile contro la vendita di prodotti falsi”. Inizia cos il post pubblicato dal marchio di abbigliamento Stone Island, che su Facebook ha avvisato gli utenti dell’esistanza di un sito fraudolento che vende false giacche e capi del brand con sconti fino al 90%.

In realt come ricorda la polizia di stato tramite la propria pagina Facebook ‘Una vita da social’ non si tratta di capi originali ma di merce contraffatta. “Dal gennaio 2015 a giugno 2016 siamo riusciti ad abbattere quasi 58.000 aste online, 45 siti e oltre 2.700 pagine social che vendevano e promuovevano prodotti falsi” prosegue Stone Island nel post,
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invitando chi ha gi acquistato un capo falso o effettuato il pagamento senza ricevere l’ordine a “rivolgersi alle autorit competenti locali (in Italia, alla Polizia Postale)” oppure “contattare la propria banca, per bloccare, se possibile, il pagamento sulla base di sospetto sito fraudolento”. Il codice e il QR code sono indicati sull’etichetta cucita all del capo”.
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Savannah: parka con pelliccia ecologica sul cappuccio e scalda mani staccabili in fondo alla manica, è disponibile in tre diversi colori, nero, bianco e blu. realizzato in tessuto water repellent, è traspirante e contiene l’imbottitura in morbida e calda piuma.

Janice: pratico bomber con quattro tasche e ghette scalda mani staccabili, è realizzato in tessuto water repellent e traspirante. imbottito con morbida piuma e possiede un cappuccio richiudibile. Disponibile in rosso, bianco panna e nero.

Edith: parka realizzato in “piuma diretta”, una tecnica che consiste nell’ iniettare la piuma direttamente sotto al tessuto principale senza l’utilizzo del sacco piuma, aumentando il confort del giubbotto che risulta soffice, traspirante e leggero benchè ciò non diminuisca il grado di protezione dal freddo.

Daisy: field

Tiffany: parka corto con pelliccia ecologica sul cappuccio e scalda mani staccabili a fondo manica, è realizzato in tessuto water repellent e traspirante; possiede ampie tasche con zip gommata sui fianchi e l’imbottitura in morbida piuma.

Lene: parka con cappuccio staccabile realizzato in “piuma diretta”. Possiede la chiusura con zip e bottoni e tasche nascoste sui fianchi.
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“Croiseur” è una giacca sportiva, dalle linee che ricordano i cappotti. Di mezza lunghezza, questo modello è costituito di cotone blu ed è fornito di cappuccio. dotato di due grandi tasche frontali con chiusura a feltro e di una fibbia ad altezza petto. “Meslet” è un modello prettamente sportivo e il suo scopo è l’impermeabilità. Questa giacca corta e blu presenta degli originali profili bianchi e rossi che la mettono al passo con le tendenze. Il cappuccio garantisce la totale impermeabilità. “Char” è una mantella verde oliva in cotone. Dotata di cappuccio, i risvolti, le cuciture e i bottoni ricordano le giacche in jeans, rendendola dunque adatta ad uno stile grintoso.”Bealir” è una giacca dalle linee semplici ma allo stesso tempo originali. Costituita di nylon beige, è dotata di un laccio da stringere in vita, elemento che ne mette in risalto la femminilità. Il cappuccio è la caratteristica più innovativa: presenta un’alta chiusura formata da due coppie di bottoni affiancate. “Corbiere” è un trench costituito di materiale impermeabile. Colorato del tipico beige, presenta una linea sfiancata, grazie alla cintura elastica regolabile, e accattivante. Il taschino asimmetrico, il cappuccio e la chiusura laterale sono gli elementi più significativi del modello, che lo rendono unico nel mondo dei trench.
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Sono l’alternativa più calda al cappotto quando il freddo non demorde. Lunghi o alla cinta, con cappuccio bordato in pelliccia o double face. Il piumino è un capospalla versatile che non può mancare nel guardaroba della stagione fredda. Quelli ispirati ai parka eschimesi si portano anche con l’abito da lavoro. Come il carcoat di Peuterey, in nylon ripstop superleggero 20 denari con cappuccio bordato pelliccia, zip centrale a scomparsa e ampie tasche laterali. Oppure quello di Roy Roger’s in tessto Tweed sui toni del grigio, da infilare anche sopra al giubbino di jeans. Nonostante il suo volume la leggerezza è sorprendente. Ha imbottitura in piume, tasconi laterali e tasche diagonali sul petto e guanti e passamontagna sul cappuccio in pile staccabili. Il capo di Moncler invece fa parte dell’equipaggiamento fornito a Michele Pontrandolfo, il primo esploratore italiano in spedizione in solitaria del Polo Sud che con il progetto Antarctica 2015 proverà a raggiungere la destinazione in meno di tre meni in un percorso di 4 mila chilometri tra ghiaccio e neve,
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con un dislivello di 3.800 metri. I capi pensati per la spedizione, ispirati alla collezione Moncler Grenoble Autunno Inverno 2015 16, hanno massima funzionalità tecnica e sono studiati appositamente per affrontare le condizioni climatiche più rigide. super leggera, ma garantisce protezione dalle intemperie invernali la giacca corta in tessuto opaco 20 denari di Moorer, idrorepellente, con imbottitura in piuma d’oca a iniezione diretta e bordo interno in lana. Da indossa anche la sera, con blazer blu ton sur ton e stringate classiche. Così come il piumino New Moschino di Aspesi di un giallo acceso: la sua vestibilità slim lo rende adatto anche sopra ai completi sartoriali. Infine per biker e motociclisti ecco il parka Macmillan di Canada Goose con imbottitura in piume d’anatra che garantisce calore fino a 20C.
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