la signora Peuterey vuole una moda a misura di tutti

Come una profetessa peuterey roma del nuovo lusso, Francesca Lusini, patron del gruppo toscano Peuterey, invoca un cambiamento nel segno del realismo che metta il fashion design al servizio delle persone, non il contrario. Lancia in resta, ha dato il titolo di telling a una sorta di manifesto che propugna uno stile di abbigliamento nella forma pi utile e democratica. Giacche, cappotti, piumini mettono in primo piano chi li indossa. “Ci impegniamo a creare abiti con un e senza tempo proclama la manager . Peuterey vicina a quanti vivono e lavorano e non sono interessati a esibirsi”.

E con queste idee che Francesca Lusini, dal 2011 presidente del gruppo che riunisce i marchi Peuterey, Aiguille Noire, Geospirit e Post Card, porta il suo brand in tutto il mondo. L che prende il nome da una cresta del Monte Bianco, ha il quartier generale ad Altopascio, in provincia di Lucca, produce un milione di capi all conta 500 dipendenti e nel 2015 ha chiuso i bilanci con un fatturato di 70 milioni di euro. “La saggezza e la rilassatezza della campagna toscana riprodotte all delle citt spiega la presidente : questo giacche peuterey che la nostra impresa vuole rappresentare. N anti fashion n in controtendenza ma una cosa diversa, fuori dalla moda, per esprimere come siamo fatti noi in modo molto contemporaneo, perch la gente anche un po delle cose vuote”.

Lusini, 43 anni, mamma di un bimbo, si laureata in Giurisprudenza a Pisa nel 1996. Durante gli studi collabora come giornalista freelance con il quotidiano La Nazione, poi lavora come assistente di Diritto privato all ma punta a fare l e per questo dopo qualche tempo apre uno studio specializzato in diritto commerciale e industriale. Nel gruppo familiare nato nel 2000 con il marchio Geospirit di abbigliamento per lo sci, da tre soci con una grande esperienza nel settore dei capispalla, ci mette piede per occuparsi prima che della moda, di affari legali e societari. “Era un momento di forte crescita racconta la manager dovevamo costruire e strutturare una prima linea di manager e nel 2009 mi stata affidata la delega di responsabile delle risorse umane”. Tempo due anni, la svolta decisiva: Francesca diventa presidente del gruppo, mentre suo fratello Giovanni dalla sede di Milano cura la comunicazione.

Nella fabbrica di Altopascio si disegnano e si creano i prototipi, in Italia e presso una consociata in Bulgaria nasce la produzione. L toscana si alimenta di tradizione e di tecnologia. “Acquistiamo materiali tutti italiani puntualizza l eccetto per alcuni tessuti tecnici coreani e giapponesi, superleggeri in nylon con un forte know how che adoperiamo per i piumini. Fibre e trame originali, spesso create per noi in esclusiva, sulle quali abbiamo dei brevetti”. Per guidare l stile stato chiamato di recente Federico Curradi fiorentino, “un abbastanza artistica e una rara sensibilit per il colore”, direttore creativo di lungo corso che ha lavorato in Iceberg, Ermanno Scervino e Cavalli.

La maglieria con top e t shirt e top in prima linea ma il punto di forza di Peuterey l invernale. Giacche e piumini bordati da colli e cappucci di pelliccia. Materia scivolosa in tempi di politicamente corretto. “Siamo davvero attenti a questo tema ci tiene a chiarire Francesca . Le dico la verit il mio sogno sarebbe di arrivare a bandire le pellicce, ma oggi il business non lo permette. Controlliamo certi standard di allevamento, c trattamento e trattamento. E stiamo anche registrando un cambio di mentalit Ora iniziamo a utilizzare anche pellicce fake, ecologiche, perch ne fanno davvero di belle. I grandi distributori come la Rinascente ce le chiedono e noi gliele forniamo, ma il mercato in generale pi orientato verso quelle vere”.

Innovare e non fermarsi mai il suo imperativo. Il mercato di Peuterey italiano per il 72 per cento, il resto nel mondo. L gi da un po l primario: “Siamo in tutta Europa (in particolare in Germania, Francia e Svizzera), Cina, Giappone, Corea e Stati Uniti. Dobbiamo focalizzarci in questi paesi e rafforzare la presenza. Ci stiamo concentrando su programmi interessanti che vanno anche un po al di l della moda”. recente la collaborazione con il film il thriller di Ron Howard che per il brand Peuterey stata una speciale occasione di visibilit perch l mondiale si tenuta a Firenze. peuterey outlet online A questo si legato il destino di una giacca che stata chiamata Felicity, dal nome dell protagonista Felicity Jones, che ora viene venduta negli store diretti: tre in Italia, due in Germania, uno in Belgio ad Anversa, otto in Cina.

Segno zodiacale Ariete, “sono una grandissima testarda”, riconosce Francesca, “il che un bene e un male, tanta determinazione fino a raggiungere il risultato. Ottimista per natura, tendo sempre a non lamentarmi, a vedere sempre la bottiglia mezza piena”. Da grande amante dell qual per averci viaggiato con suo marito non da turista mordi e fuggi prima che nascesse il loro bambino, dice che “in quei contesti ci si rende conto che sentirsi insoddisfatti fuori luogo e di come il poco pu essere tanto”.

E lei cosa ha portato nel business? “Sicuramente una cultura e una struttura pi manageriale, pi adeguata a quelle che stavano diventando le dimensioni aziendali. In quanto donna, non amo parlare di parit ma di opportunit e di meritocrazia. Quindi in un che aveva un nettamente maschile, anche culturalmente, ho applicato il principio che chi bravo va avanti, a prescindere dal genere”.

a buon punto il progetto di portare un asilo nido in fabbrica, per poter dare un aiuto alle mamme e ai pap gi attuato il criterio di flessibilit per genitori di bambini da zero a sei anni. peuterey roma “Il nostro un mondo di glamour sospeso tra leggerezza e ironia sottolinea Lusini e io mi muovo senza prendere troppo sul serio il contorno. Quello che non considero un gioco la responsabilit verso le centinaia di famiglie che vivono con l

In via di sviluppo le vendite on line. La societ toscana ha un sito gestito da un partner esterno dedicato a Europa e Stati uniti. La Cina un discorso a parte. ” stata un grande bacino di utenza per i brand del fashion ragiona Francesca Lusini , si parla di crisi del luxury, ma il nostro un brand premium rivolto alla classe emergente. Vado e vengo da laggi dal 2011 e verifico ogni volta di pi quanto il consumatore cinese sia tra i pi ricettivi, affamato di informazioni e di cultura che assorbe attraverso un uso esasperato dal web e dai social. L commerce come viene utilizzato in Cina, con quella velocit di reazione, apprendimento e cambiamento, non ha uguali in Europa”.