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Da ormai quasi un mese è al lavoro il comitato che selezionerà una cinquina di candidati a dirigere molti dei principali enti di ricerca italiani da sottoporre al ministro, che poi, sulla scorta delle indicazioni ricevute, provvederà a nominare i nuovi presidenti. Lo sapevate? Ecco, appunto.

Il comitato è composto di cinque scienziati di fama, tutti degni della massima stima. Sono:

Francesco Salamini (coordinatore del comitato), già professore di botanica e fisiologia presso la Facoltà di agraria dell’Università di Piacenza e direttore del Dipartimento di miglioramento genetico e fisiologia delle piante della Max Planck Gesellschaft zur Frderung der Wissenschaften di Colonia dal 1985 al 2002;

Gaetano Lombardi, del Dipartimento di endocrinologia ed oncologia molecolare e clinica dell’Università “Federico II” di Napoli;

Angelo Spena, direttore del Laboratorio di fisica tecnica ambientale all’Università di Roma Tor Vergata;

Pasquale Pistorio, ingegnere elettrotecnico, ex presidente di STMicroelectronics e membro del direttivo di Confindustria;

Fabiola Gianotti, fisica subnucleare e portavoce dell’esperimento ATLAS al Large Hadron Collider del CERN.

La cinquina è stata nominata dal ministro Gelmini il 2 maggio e si è messa subito al lavoro. Tanto che il 20 maggio sul sito del MIUR veniva pubblicato l’avviso di chiamata pubblica per le candidature alla guida dei seguenti enti:

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE :selezione per la nomina del Presidente (art. 6 dello Statuto) e di due componenti del CdA (art. 7 dello Statuto);

AGENZIA SPAZIALE ITALIANA: selezione per la nomina del Presidente (art. 6 dello Statuto)

e di un componente del CdA (art. 7 dello Statuto);

ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE: selezione per la nomina di due componenti del Consiglio Direttivo (art. 12 dello Statuto) uno dei quali andrà a far parte della Giunta Esecutiva (art. 14 comma 3 dello statuto);

ISTITUTO NAZIONALE DI ASTROFISICA: selezione per la nomina del Presidente (art. 5 dello Statuto) e di due componenti del CdA (art. 6 dello Statuto);

ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA: selezione per la nomina del Presidente (art. 5 dello Statuto) e di due componenti del CdA (art. 6 dello Statuto);

ISTITUTO NAZIONALE DI OCEANOGRAFIA E DI GEOFISICA SPERIMENTALE : selezione per la nomina del Presidente (art. 6 dello Statuto) e di un componente del CdA (art. 7 dello Statuto);

STAZIONE ZOOLOGICA “ANTON DOHRN”: selezione per la nomina del Presidente (art. 6 dello Statuto) e di un componente del CdA (art. 7 dello Statuto).

ISTITUTO NAZIONALE DI RICERCA METROLOGICA: selezione per la nomina del Presidente (art. 5 dello Statuto) e di un componente del CdA (art. 6 dello Statuto);

CONSORZIO PER L’AREA DI RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA DI TRIESTE: selezione per la nomina del Presidente (art. 6 dello Statuto) e di un componente del CdA (art. 7 dello Statuto);

ISTITUTO NAZIONALE DI ALTA MATEMATICA: selezione per la nomina di un componente del CdA (art. 5 dello Statuto);

MUSEO STORICO DELLA FISICA E CENTRO DI STUDI E RICERCHE “ENRICO FERMI”: selezione per la nomina del Presidente (art. 7 dello Statuto) e di un componente del CdA (art. 8 dello Statuto);

ISTITUTO ITALIANO DI STUDI GERMANICI: selezione per la nomina del Presidente (art. 4 dello Statuto) e di un componente del CdA (art. 5 dello Statuto).

Sono dodici, in tutto. E vale la pena apprezzare il passo avanti che il ministro fa segnare rispetto alla consolidata tradizione della politica italiana di selezionare i vertici degli enti di ricerca sulla base di uno spoil system che negli anni è riuscito a far assurgere agli onori delle cronache anche personaggi di rara mediocrità.

Ma come al solito in Italia le rivoluzioni sono a metà, e questa non è da meno.

Mi chiedo per esempio perché del comitato di selezione non faccia parte nessuno scienziato straniero, non credo che nessuno avrebbe gridato allo scandalo e forse la presenza di qualcuno al di fuori del mondo accademico italiano sarebbe stata un’ulteriore garanzia di indipendenza.

Mi chiedo anche perché i membri del comitato siano soltanto cinque. Sono pochi, e nemmeno lontanamente coprono tutte le aree disciplinari degli enti di ricerca vigilati dal MIUR. Per non parlare dell’Istituto italiano di studi germanici, per il quale forse sarebbe stato opportuno un comitato a sé, data la peculiarità della disciplina. (Mi si obietterà che non è importante che i membri del comitato siano esperti delle singole discipline, ma che abbiano dimestichezza con i metodi di valutazione. Ed è vero, naturalmente, anche se forse una minima infarinatura non guasterebbe.)

E mi chiedo, infine, perché siano stati concessi solo 20 giorni di tempo per presentare le candidature.

Ma il punto che più mi sta a cuore è un altro. Voci di corridoio mi dicono che complessivamente siano arrivate circa 150 domande, all’attenzione del Comitato di selezione. Oltre una trentina per la sola presidenza del CNR, con le loro belle informazioni articolate secondo i punti indicati all’articolo 3 dell’avviso di chiamata pubblica. Ora, il Comitato sceglierà una cinquina (ove possibile) per ogni ente e la sottoporrà al ministro. Il quale nominerà il presidente di ciascun ente secondo criteri che non ci è dato sapere.

Per questa ragione, e per altre che sarebbero ovvie in un paese civile, non mi sembrerebbe inopportuno che il sito del Ministero pubblicasse in rete, entro apposito contenitore, i nomi, i cognomi e i curricula di tutti coloro che hanno presentato la propria candidatura per la presidenza di ciascun ente di ricerca. Perché il presidente di un ente di ricerca percepisce uno stipendio pagato dai cittadini, né più né meno come il ministro, e dunque i cittadini di un grande paese democratico avrebbero il diritto di sapere chi sono le persone che si candidano e di sapere secondo quali prerogative sono selezionate.

Invece, forse, non sapremo nemmeno chi saranno i cinque selezionati dal Comitato per ciascun ente. Probabilmente saremo informati dal ministro in una conferenza stampa, o con un bel video su YouTube, che fa tanto al passo con i tempi, che gli enti di ricerca vigilati dal Miur hanno nuovi presidenti. Che sono stati scelti secondo criteri rigorosi sulla base delle loro inequivocabili qualità e capacità, con il contributo di un apposito Comitato di selezione, in nome della trasparenza. La trasparenza de noantri, appunto.
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