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Scrittore dei contrasti e delle dicotomie, Andrea G. Pinketts sta promuovendo la sua ultima fatica letteraria in lungo e in largo. Con enorme soddisfazione, con palpabile successo. capanna dello zio Rom (Mondadori) una storia noir, dura e tenera insieme. tratta di una storia d e di morte. Una storia di orrore e di meraviglia. E una storia che parla di razzismo, di ignoranza spiega alla versione online del nostro periodico d La Voce del Nisseno.

Nato a Milano 55 anni fa, ad ottobre presenter il romanzo nella sua citt assieme al cantautore Enrico Ruggeri. Ha vinto numerosi premi. Elencarli sarebbe impresa ardua e titanica. Ha una vita piena, intensa, frenetica. Scrive a stampatello, con penna Mont Blanc ( piace la fisicit del gesto e da sempre possiede il senso delle sfumature. Il suo scrittore preferito Shakespeare. E molto legato alla madre, fuma sigari toscani e cubani.

Fotomodello, istruttore di arti marziali, giornalista investigativo e tanto altro, Andrea G. Pinketts ha lavorato per la trasmissione televisiva su Italia Uno. Definendola eccezionale Con voce calda e baritonale, profonda e avvolgente mi racconta con dovizia di particolari un sacco di cose. Fa anche un rapido accenno alle sue importanti inchieste per Esquire e Panorama. Argomenti delicati e pericolosi. un pittore primitivo di parole conclude . Sono lo scultore delle mie parole

capanna dello zio Rom il tuo ultimo romanzo. Di cosa si tratta?

Si tratta di una storia d e di morte. Una storia di orrore e di meraviglia. E una storia che parla di razzismo, di ignoranza. Delle persone che sono convinte che tutte le categorie che iniziano con la parola rom quindi i romeni, i rom, i romagnoli, i romanisti appartengano alla stessa genia. Non cos Io sono contro l sono contro il razzismo. Per me il razzismo significa E talmente superato il concetto di razzismo che per me il vero razzista quello che si dovrebbe infilare un razzo nel sedere e sparire verso un pianeta sconosciuto. Questa una storia molto noir, molto cruda, molto dura, ma anche molto tenera, molto dolce. Io sono lo scrittore del contrasto. Sono lo scrittore delle dicotomie. C una ragazza straordinaria si chiama Ossitocina che aspetta il cane che le porti la spesa fuori dal supermercato. Di solito sono i cani che aspettano le padroncine che escano dal supermarket. E invece di una ragazza cos non puoi che innamorarti. Questa ragazza in leggins invece Ci sono persone in loden che rappresentano il male assoluto. Il male ignorante, non la banalit del male: l del male.

Questo libro non ho ancora smesso di presentarlo. Credo che continuer a presentarlo a vita, essendo il mio ultimo romanzo. Ti cito gli ultimi posti: Maratea, Ravello al Festival della Danza Penso a un libro del genere al Festival della Danza. A Positano. L presentato in diciotto eventi, a Salsomaggiore. L presentato a Milano, a Monza. Mi viene difficile fare un elenco. Ti dico i prossimi: Cattolica, lo presenter a Recanati, nella patria di Leopardi.

Cosa dicono i tuoi lettori in merito al libro?

Penso che i miei lettori non dicano qualcosa in merito al libro. Penso che i miei lettori si meritino questo libro.

Quando scopri veramente la tua passione per la scrittura?

Credo da quando ho iniziato a leggere. Quindi, a cinque anni. Un anno prima della prima elementare. Prima guardavo le figure, ma ero affascinato dalle parole. In effetti ancora oggi, per me, le parole sono dei disegni. Io scrivo in stampatello. Sono uno scrittore primitivo, sono un pittore primitivo di parole. Sono anche una sorta di scultore delle mie parole. I miei fogli sono pieni di macchie, d perch scrivo a penna, ma anche di birra, di cenere di sigaro. Sono pagine vissute. A cinque anni, ovviamente, non bevevo e non fumavo. Il mio primo pensiero credo che sia stato un pensierino che ho scritto alle elementari che d il senso di ci che poi avrei scritto. Me lo ricordo perfettamente: ho dormito poco. Ho passato una notte in bianco. Direi meglio, in grigio, perch in certi momenti mi sono assopito Questo l scritto a sei anni. Allora capisci che avevo gi il senso della sfumatura.

Studi irregolari, espulsioni e problemi di vario genere. La scuola stata una vera e propria di vita vero?

Sono stato un boxer, un kendoka, cio un praticante di kendo l la via della spada giapponese dei samurai , allora le mie palestre sono quelle che sanno di vita. Ma non sono palestre di vita, sono la vita nelle palestre che ho frequentato. Sono i luoghi che hanno fatto s che io me la vedessi brutta. A scuola, in realt io mi trovavo benissimo perch ne sapevo uno di pi del diavolo. Per cui sono stato espulso perch mi annoiavo. Il diavolo non era abbastanza. In compenso, la scuola per me stato un ring, un grandissimo palcoscenico.

Hai avuto un tormentata e difficile. Ci racconti qualche aneddoto peculiare?

Io direi che pi che tormentata Tormentata, in realt s come tutte le adolescenze. Ho avuto un molto movimentata

Hai vinto numerosi premi letterari. Allora era un festival importantissimo. Adesso lo altrettanto, ma non ha pi l Diciamo che non mettono pi i soldi che mettevano una volta in un premio cos Ma allora, da quel premio nascevano scrittori importanti. Sono nato a Cattolica. Infatti, adesso sono in giuria nel premio che ha dato il via alla mia carriera di scrittore. Ho incontrato gente straordinaria. Scrittori, attori importanti. Registi. Gente che si trovava tutte le sere al bar Ariston alla fine dell proiezione che era quella di mezzanotte. Quindi il film finiva all e mezza. Noi stavamo l sino alle cinque del mattino seduti allo stesso tavolino tra persone che,
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come me, erano un ma sconosciuto e illustrissimi conosciuti. Cattolica ancora importante. Penso che il racconto sia, comunque e in ogni caso, la via per iniziare la carriera di uno scrittore. Uno scrittore deve misurarsi con il tempo in cui vive. Ragione per cui non stato facile, allora.

Chi il tuo scrittore preferito?

E banale. Ce ne sono tantissimi. Uno su tutti, direi Shakespeare. Lui contiene tutte le storie in assoluto. Ti dir di pi il mio Shakespeare preferito non quello di Amleto, Otello. E quello di per misura il pi enigmatico forse. O forse anche persino il pi leggero, quello di di una notte di mezza estate In Shakespeare c l la tragedia, la farsa, il grottesco, il delitto C tutto. Faccio in modo che nei miei libri ci sia veramente di tutto. Ma non infilandocelo per forza. La vita piena di tutto.

La tua produzione letteraria vasta. Sarebbe arduo parlare di tutto. Ci fai una sintesi?

Ho fatto un sacco di lavori. Io, forse, in realt non ho mai lavorato in vita mia, pur facendo un sacco di lavori. Ho fatto il copy pubblicitario, l di difesa personale, il maestro di kendo, il giornalista investigativo, il critico letterario, ho fatto la radio, l di vallette per Onda Tv che era un giornale sulle televisioni private dei primissimi anni Ottanta, ho fatto lo sceriffo di Cattolica Sono stato nominato detective comunale da Gianfranco Micuccci nel 1991. Ho fatto l di fotoromanzi, ho fatto il modello, ho scritto i testi altrui per canzoni di importanti autori. Ho fatto l fidanzato

Ti ascolto.

Nei giorni scorsi ho fatto un bilancio di tutte queste cose ed ho capito che ne devo fare ancora molte altre, tant vero che il mio prossimo progetto riguarder l la moda, la letteratura abbinati assieme ai Mustasch, il gruppo, e Alexia Solazzo, pittrice, che sta per venire alla luce un lavoro sulle paure che si chiamer your phantoms che sar un packaging con una maglietta, un disegno e un racconto che sono nati praticamente, simultaneamente, affrontando le fobie e le paure. Quindi magliette difficili da indossare, in numero limitato 666 il numero del diavolo, assolutamente inquietanti, terrificanti. Quindi, letteratura arte e moda possono farti pensare. E indossare le proprie paure anche un modo per rendersi conto che se togli la t shirt con le tue paure e le mandi in lavanderia, puoi liberartene.

Hai fatto un sacco di lavori e li hai persino elencati. Come giornalista investigativo, con le tue inchieste, hai svolto un importante. Sono stato una delle persone che ha lavorato sul mostro di Foligno, tracciandone la realt l prima del secondo delitto. Mi sono infiltrato fra i satanisti di Bologna portando all del capo di questa setta. Ho fatto il porno attore per Panorama con il nome di Udo Kuoio il re della frusta per raccontare il mondo del porno dall Ho vissuto un mese alla stazione centrale come barbone per raccontare la realt sull che non quella della del santo bevitore ( Mi sono infiltrato non possiamo parlarne perch c ancora un processo in corso. Mi sono infiltrato tra camorristi, tra le categorie pi diverse per raccontarle e anche per vivere diverse vite in una.

Certo. Mia madre Mio padre mancato quando io avevo sei anni. Quindi, mia madre mi ha fatto da mamma e da pap Abbiamo un rapporto assolutamente viscerale, fortissimo. Non andiamo minimamente d per guarda caso mia madre che era una geriatra, quindi si occupava di anziani, adesso anziana lei e si occupa di me che sto diventando anziano. Con mia madre litigo continuamente. Ma abbiamo un rapporto imprescindibile, fatto di geni. Mia madre ha 84 anni, si veste di turchese, di arancione. Mi ha portato a teatro, che ero un bambino. Ho imparato ad amare il teatro da mia madre. La curiosit dello spettacolo, della vita, della letteratura l presa da mia madre che ce l ancora. Per quello litighiamo In realt siamo la stessa persona senonch lei ha ottant ed io cinquanta, lei di sesso femminile ed io di sesso maschile, in pi mia madre. Quindi, come tutte le madri una grandissima rompicoglioni (ride,
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ndr).