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Dodici milioni di tonnellate. Tanti sono secondo il gruppo Ricicla, dell di Milano, gli scarti dell agroalimentare prodotti ogni anno in Italia. Uno spreco che ora si può limitare anche ricavando una serie di sostanze preziose per la pelle. Negli ultimi anni il mondo della cosmesi ha dimostrato molta attenzione all delle risorse. La ricerca si è quindi attivata per riuscire a estrarre principi attivi interessanti, brevettando tecniche efficaci, esordisce Mariella Bleve, amministratore di EticHub, spin off dell di Pavia. Così il resveratrolo estratto dalle vinacce è diventato l caratterizzante di un linea: latte, tonico, crema per il viso e siero, più una crema corpo. La riduzione degli scarti, di preziose materie prime seconde che andrebbero smaltite, permette di ridurre l di CO2 nel settore della cosmesi, utilizzando una fonte naturale e assolutamente rinnovabile. Anche l è uno dei polifenoli più graditi alla pelle e oggi si estrae dall di vegetazione delle olive, un residuo dell dell L la presenza dei fenoli e di residui solidi la portano a impattare negativamente sull spiega Mariella Bleve, invece è stato dimostrato che da questo liquido è possibile recuperare polifenoli per usi cosmetici come l e biopolimeri come la gomma xantana, molto usata in ambito cosmetico per gelificare e addensare. Gli scarti degli scarti possono poi diventare biomasse, fertilizzanti e l purificata può essere riutilizzata. I test hanno dimostrato che l ha una buona azione protettiva e lenitiva sulla pelle, proteggendo anche dai danni del sole. Dalle bucce, dai semi e dai graspi dell si possono estrarre anche altri principi attivi, come la quercetina e l ellagico, con interessanti proprietà cosmetiche. Gli scarti alimentari promettenti non mancano, si potrebbero estrarre polifenoli dal caffè o la floretina dalle mele, ma in genere gli estratti secchi di origine naturale sono difficili da lavorare, conclude Bleve. EticHub ha messo a punto due tecniche, per renderli più facilmente formulabili e biodisponibili. La prima si basa su nanoparticelle lipidiche, minuscole sfere di grasso che incapsulano il principio attivo, migliorandone la performance. La seconda si basa su alfa ciclodestrine, zuccheri semplici che rendono più stabile, più solubile e più efficace l

Gamberetti: un balsamo dai gusciNon è la prima volta che gli scarti alimentari incontrano la cosmesi: l citrico per esempio può essere estratto dalla melassa delle barbabietole, attraverso un processo biotecnologico di fermentazione, ma la storia più bella è quella del chitosano, usato sia nelle creme, per la sua funzione barriera agli agenti atmosferici, sia nei prodotti per capelli per la sua azione riparatrice e sostantivante. Dal chitosano dei gamberetti si ricava anche plastica biodegradabile. nato per caso da una fabbrica che produceva gamberetti sgusciati. Negli anni le montagne di scheletri da smaltire erano diventate un problema. Finché non si è capito che la chitina dei gusci, attraverso una reazione chimica, poteva diventare chitosano, conclude Zago. Gli scarti agroalimentari possono essere usati anche per ottenere estratti vegetali complessi e non solo il singolo principio attivo. Essendo sostanze complesse i vari componenti agiscono in sinergia, potenziandosi e proteggendosi l l Il principio attivo è come il primo violino, per quanto virtuoso non potrà mai uguagliare la sonorità di un orchestra.
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