giubbotto woolrich donna Cos i cooking show ci hanno salvato la vita

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In questo preciso momento, qualcuno, l fuori, pur non essendo uno chef sta impiattando una pietanza. Domandandosi se dargli forma col coppapasta tondo, quadrato, rettangolare, a stella, a cuore. In silicone o in acciaio inox? Per poi, certamente, (si dice Col cannello elettrico. Mentre elettronico il nuovo termometro alimentare che vendono anche gli empori cinesi. La parola rima con l’ultima frontiera della materia gastronomica. L fuori esistono blog di donne a cui andrebbero tagliate non le mani ma la connessione Internet, perch codeste postano ricette del risotto alla milanese, per esempio, nelle quali il midollo di bue non viene nemmeno citato.

C’ l fuori, chi si chiede se si pu preparare anche la crema pasticcera mettendo gli ingredienti chiusi ermeticamente in lavatrice a 95 gradi e cos sfruttare la centrifuga per amalgamare, anzich la frusta a mano o a manovella o elettrica. C’ di tutto, l fuori. Farina di semi di lino; padelle di pietra vera (stupende, costano 100 a pezzo) o di pietra polverizzata e applicata come un tempo si applicava lo strato antiaderente che mand in disuso nelle cucine casalinghe gli spessi tegami in alluminio; matterelli bonsai per il cake design (per il quale stato scritto anche il manifesto che lo schifa, Cake design sucks, dallo chef Andrea Vigna). E ancora bande che si affrontano brandendo salami come armi per le strade: una difende il robot multifunzione con cottura Artisan KitchenAid, l’altra il Bimby Thermomix 3300 degli anni 80, che KitchenAid ha ricopiato.

Benvenuti nell’unica nuova religione che riuscita a convertirci senza minaccia di sgozzarci ma casomai di ingozzarci: la cucina. Sul nuovo numero di Mente e cervello ora in edicola la copertina dedicata a Cracco, Bastianich e Barbieri, col sottotitolo ammirazione e identificazione, i meccanismi psicologici alla base del successo dei cooking show infatti l’epoca dei cooking show, il cui impatto sulla nostra vita addirittura studiato: Lo spettacolo del cibo. I cooking show nella televisione italiana di Nicol Gallio e Marta Martina solo uno dei titoli a disposizione. In occasione di Expo su Rai3 va in onda un bello assai programma chiamato proprio The Cooking Show, che ogni giorno ha ospiti due chef diversi, uno italiano, uno straniero, che si contendono la vittoria. Sky sta mandando in onda tutte le repliche di tutti i suoi programmi (40 gradi fuori e li vediamo cucinare piattoni buoni per Natale al Polo Nord,
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ma chi se ne importa, piuttosto prendiamo nota delle ricette perch non li rireplicheranno mica). Master Chef Italia e Usa, Masterchef Junior, Hell’s Kitchen e mille altri programmi tv culinari si impegnano in una divulgazione gastronomica che nemmeno all’Istituto Alberghiero per formare lo Chef degli Chef.

Un tempo l’argomento cucina interessava solo le donne e i maschi che facevano gli chef. Oggi sono tutti cooklover maniacali e chiunque di noi ha l’amico che parte in vacanza col suo lievito madre da ereditato o donato da chiss chi, che da un lievito madre che ha ben duecento anni (certo, ci immaginiamo, durante le Guerre Mondiali, soldati col barattolo in mano che gridavano: pure me, nemici bastardi, ma non questo lievito madre che devo tramandare!

Un tempo esistevano i libri e poi i giornali di cucina che spiegavano la cucina casalinga, di pretesa non professionale, e poi i manuali per chef redatti in quel gergo decisamente tecnico che poi si utilizzava nei ristoranti. Parole come (ripetiamo, si dice e non (addensare tramite sobbollitura), o la famigerata usata oggi anche dallo zio ignorante mentre sbatte l’insalata nell’insalatier, costituivano un vocabolario inaccessibile ai pi Era meglio o era peggio? Boh. Non abbiamo tempo di decretarlo, stiamo preparando la gelatina di fagioli giapponese (mizuyoukan) e ci si attacca tutto il pappone di azuki e agar agar sul fuoco, dobbiamo correre. Oggi vige la democrazia gastronomica e tutti anche noi vogliamo sfoggiare la competenza acquisita da show televisivi, splendidi libri pieni di fotografie, blog, forum, eventi, luoghi (un solo nome, Expo). Occorrerebbe ritrovare un po’ di misura, perch in fondo chi non chef di professione non lo sar mai. Il lato positivo di questa overdose d’enciclopedizzazione gastronomica un po’ di attenzione in pi ai prodotti, alla provenienza, alla qualit insomma alla cucina come si deve. Il cibo la nuova religione delle masse, dopo l’oppio, ai popoli si d lo scalogno e va bene. Ma non esagerate e, soprattutto, incendiate col cannello si dice
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