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Il 30 Salone del Libro abbatte i recinti delle case editrici. Il reticolo di stand cui siamo abituati fin dal 1988 il prossimo maggio si dissolverà. Al suo posto, un unico grande open space intervallato da leggii, tanti leggii foderati di tessuto fono assorbente. Un tappeto di libri con zero barriere intervallato da due piazze iconiche, quella dei librai e l’arena dei dibattiti, che stanno costruendo i laboratori di scenografia del Teatro Regio. Tutto questo nascerà nel padiglione 3, che sarà il cuore del nuovo Salone. Ad anticiparlo è Matteo Robiglio del Dipartimento di Design del Politecnico di Torino: lui è l’architetto incaricato dalla Fondazione di rivoluzionare un arredo che ormai aveva trent’anni e li dimostrava. Ha presente gli spazi degli Apple store? spiega l’architetto bene, nel nuovo Salone i librai e i piccoli editori faranno parte di un unico grande mare magnum, in cui sarà bello smarrirsi: ma attenzione, si abbatteranno le vecchie scatoline degli stand, ma ogni editore sarà ben riconoscibile grazie a speciali totem.

Aggiunge: Osservato dall’alto il padiglione 3 sembrerà ricorderà un grande mercato di pagine e colori da sfogliare: a terra un manto di morbida moquette colorata in decine di tinte diverse servirà a delimitare e contraddistinguere gli stand.

A parole tutta questa seduzione è ancora difficile da immaginare, ma Robiglio spiega che fra pochi giorni, il 21 febbraio, verranno diffusi i rendering in grado di spiegare alla perfezione l’effetto che farà. Continua: Le altre due parole d’ordine della nostra “mission” sono state: meno rumore e basta luce accecante e impersonale dei neon, per questo abbiamo pensato di foderare il più possibile pavimenti e tavoli e, appunto leggii, con materiale in grado di assorbire il rumore, l’altra novità riguarda il sistema di illuminazione, la luce fredda da fabbrica cederà il posto a quella morbida che a tratti diventerà penombra. E sulle pareti del Salone scorrerà la lettura 2.0: i tweet, i post e le immagini via Instagram che riguardano l’evento.

Nel padiglione 1, invece, spiega ancora Robiglio, ci saranno gli stand istituzionali: Comune, Regione e ministeri. Nel padiglione 2 troveranno posto le grandi case editrici, e lì gli stand tradizionali sopravviveranno. Confermato al padiglione 5 il Bookstock Village dedicato ai piccoli lettori (il più grande spazio educational d’Italia), dove si possono incontrare gli autori più amati, gli illustratori di libri, personaggi del mondo scientifico e conoscere tutti i mestieri legati al libro e partecipare a decine di laboratori) e al fondo di questo spazio l’area dedicata all’International Book Forum. Confermato l’utilizzo delle tradizionali sale dalla gialla alla blu per organizzare gli incontri con gli autori anche se parecchi dibattiti si terranno nella nuova area del padiglione 3.

Intanto sono già partiti i bandi per que sto restyling. Il primo avviso riguarda la fornitura a noleggio, montaggio e smontaggio degli stand preallestiti del Padiglione 3 e dell’Incubatore, degli arredi della Piazza delle Librerie, della segnaletica e delle moquette per il Salone 2017. Il restyling degli stand e dell’intero Padiglione 3 è stato studiato dal Dipartimento di Design del Politecnico di Torino coordinato dal professor Matteo Robiglio. Uno studio che permetterà di offrire agli espositori stand base rinnovati, sostenibili come costi e materiali e accurati dal punto di vista dell’ergonomia e dell’illuminotecnica.

Se alzi un muro pensa a cosa lasci fuori diceva Italo Calvino. Quel monito, inciso su un mattone, campeggiava ieri sulla libreria di Massimo Bray, futuro presidente del Salone Internazionale del Libro, in collegamento Skype con l’aula magna della Cavallerizza di Torino. Una coincidenza fino a un certo punto, ha confidato poi l’ex ministro della Cultura. Perché ieri nella Conferenza a medio termine di Salto30 è stato svelato il tema della trentesima edizione (o dell’orgoglio ritrovato, dopo il doloroso strappo con Milano) che si terrà al Lingotto dal 18 al 22 maggio.

Il filo conduttore sarà Oltre il confine. Una scelta che ben si adatta ai tempi dell’America di Trump che alza i muri, e della Brexit che minaccia l’unità europea. Tanto è vero che i Confini sono anche il tema di Libri come, la festa della lettura curata da Marino Sinibaldi che si terrà a Roma dal 16 al 19 marzo. Ma al Salone di Torino quel titolo servirà anche per andare oltre le frontiere culturali, quelle che separano letteratura, arte, graphic novel e cibo, per citare solo alcuni esempi. E che il prossimo Salone del Libro creato dalla triade Nicola Lagioia, Massimo Bray e Mario Montalcini (presidente fino a fine marzo, quando diventerà il vice di Bray) riunisce invece sotto lo stesso tetto. Nel manifesto disegnato dalla matita geniale di Gipi si vede un grande libro aperto a scavalcare un muro sormontato dal filo spinato, sul cui dorso sta una ragazza che spinge lo sguardo in avanti.

Dire che il Salone del Libro ha voltato pagina è tanto banale quanto vero. Negli ultimi mesi è cambiato tutto, ai timori si è sostituito un incontenibile entusiasmo e all’horror vacui degli editori che se ne vanno l’horror pleni di un tutto esaurito, come ha fatto notare Lagioia: A tre mesi dall’evento, hanno già aderito oltre trecentodieci editori: il 96% degli espositori del passato ha confermato la propria presenza. Il nuovo problema, dunque, è la sovrabbondanza, e ieri sui social network curati dalla Scuola Holden come tutto lo storytelling della conferenza di ieri, scandita da gustose slide rimbalzava l’idea che ormai sia out non venirci a Torino, preferendo il rivale milanese Tempo di Libri.

Questo entusiasmo si legge nel comportamento degli sponsor (ieri Valmora ha comprato una pagina dei quotidiani per spiegare che i libri sono di tutti, ma il Salone è di Torino) ai quali di recente si è aggiunta Reale Mutua. Poi nei partner, a cominciare dall’Università di Torino per finire con l’Unione Industriale e passando dalla Children’s Book Fair di Bologna. E così, di fronte ai sorrisi della sindaca Chiara Appendino e del presidente della Regione Sergio Chiamparino, i vertici del Salone hanno fornito un antipasto di quanto accadrà al trentesimo Salone. Tornerà l’International Book Forum che ha già centrotrenta iscritti e quest’anno si apre al mondo dell’audiovisivo.

Una novità sarà invece il Superfestival che raccoglie diciassette kermesse culturali italiane, per arrivare a GasTrOnomica, l’area dedicata ai libri sul cibo realizzata insieme con Slow Food. La Toscana sarà la Regione ospite, e il tema Oltre il confine sarà declinato in diverse sezioni: dal ritorno delle Anime arabe nel nome di Giulio Regeni, a Another Side of America, con tanto di libreria a Stelle e Strisce al Lingotto. Si parlerà di frontiere, flussi migratori, popoli in fuga da guerre e carestie. La sezione We have one another, invece, dedicherà una riflessione alla condizione femminile. Nuove anche le Letture ad alta voce curate da Giuseppe Culicchia.

Gli anniversari sono tanti e il Salone li ricorderà tutti: i cento anni della Rivoluzione d’Ottobre, i cinquanta dalla scomparsa di don Milani e di Totò, i trenta della diversa presenza di Primo Levi. Al Lingotto, poi, arriveranno i Romanzi impossibili (cioè quei romanzi fuori formato, anti canonici, eretici, che forse però stanno aprendo nuove strade per la letteratura), la Libreria diffusa realizzata da librai, bibliotecari e consulenti editoriali, la nuova sezione M Music Books dedicata all’editoria musicale e alla discografia.

Dopo le 20, il Salone si sposterà in tutta la città con il cartellone di eventi Off. Preceduti, tra pochi giorni, dalla nuova Grande PrimaveraTorinese. Si comincia il 9 marzo con il Premio Pulitzer Philip Schultz. A seguire, nell’ordine: la Giornata Mondiale della Poesia (21 marzo), il maestro americano della short story Charles D’Ambrosio (29 marzo), il disegnatore Igort (4 aprile), la serata dedicata a Matera, Capitale Europea della Cultura (18 aprile), il Nobel Svetlana Aleksievic (28 aprile), la poetessa del rock Patti Smith (6 maggio all’Auditorium Rai) e l’autore culto americano Ben Lerner (12 maggio). Diceva bene l’ultima slide dello storytelling: sarà un SalTo col botto.

Dal19 al 23 aprile 2017 a Milano è in programma l’attesa prima edizione di Tempo di libri, la nuova fiera dell’editoria, voluta dall’Associazione Italiana Editori, che la organizza insieme a Fiera Milano (è nata appositamente La Fabbrica del Libro), con l’appoggio del Comune.

Come si legge nella presentazione ufficiale, Tempo di libri si pone come una manifestazione all’insegna “dell’apertura e dell’inclusività”. E ancora: “Sarà una grande festa, il cui carattere innovativo partirà dal rapporto tra editori, autori e lettori”. Gli editori sottolinea il comunicato sono stati coinvolti direttamente nella definizione del programma: “non come soggetti esterni, ma come veri e propri consulenti; gli autori hanno risposto con curiosità ed entusiasmo all’invito a partecipare a incontri che escono dalla routine della presentazione di un libro; i lettori, infine, saranno i veri protagonisti della Fiera. Attraverso lo strumento dell’alfabeto (una griglia su cui sono suddivisi tutti gli appuntamenti della manifestazione) ognuno potrà costruire e scoprire il suo personale Tempo di Libri,
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rispondendo alla seduzione del nome di un autore, di una storia, di un grande tema, di un’atmosfera o semplicemente scegliendo la sua lettera preferita”.

Nei padiglioni della fiera (l’1, riservato al MIRC, il 2 e il 4) in programma 720 appuntamenti, ospitati da 17 sale adibite agli incontri più un auditorium da 1000 posti, per un totale di 35mila metri quadrati di spazi e oltre 400 espositori tra case editrici, riviste, associazioni, biblioteche, librerie, enti pubblici e start up. Tempo di Libri, infatti, spiegano gli organizzatori, “si rivolgerà davvero a tutti”: dall’appassionato che acquista decine di libri all’anno al lettore occasionale, da chi è rimasto fedele alla carta (per i bibliofili più appassionati l’appuntamento è allo stand di libri antichi curato dall’Aldus Club) a chi si è innamorato degli ebook, a chi preferisce servirsi di entrambi i formati. A questo proposito, si legge che “anche la dialettica tra analogico e digitale si rivelerà in realtà superata, in un programma che darà spazio a letture al buio e ad alta voce, audiolibri e fumetti, commistioni con il cinema e con la musica, con il web e con i videogiochi”.

L’IMMAGINE DELLA FIERA AFFIDATA A MAGOZ

L’identità visiva della Fiera “riassume l’idea della trasversalità, del viaggio attraverso simboli e mondi di storie: è stata infatti affidata all’illustratore concettuale Magoz, nato a Barcellona ma ‘nomade’ sia per i tanti Paesi nei quali ha vissuto e che gli sono di ispirazione, sia nei significati che di volta in volta sceglie di trasmettere, filtrati dalla sua matita minimalista e, al tempo stesso, poetica”. Alla sua prima esperienza di illustrazione per una fiera, si è concentrato si spiega nella nota sull’oggetto concetto del libro, dispiegando tutto ciò che può diventare: una finestra sui sentimenti, una porta sul mondo, un luogo accogliente dove sognare e molto altro.

Tempo di Libri offrirà anche una finestra sull’attività e i contenuti di alcuni festival del nostro Paese, che potranno affacciarsi sui disegni culturali e progettuali di altre iniziative affini e presentarsi al pubblico organizzando propri incontri. Si racconteranno in Fiera, a questo proposito, il Festival Isola delle Storie di Gavoi, il Festival della Mente di Sarzana, pordenonelegge, le Lezioni di Storia, il festival per ragazzi Mare di libri, Letterature Festival Internazionale di Roma, scrittorincittà, Leggermente, Libero di Scrivere e Festival degli Scrittori Premio Von Rezzori.

IL COINVOLGIMENTO DI SCUOLE, MASTER E UNIVERSITA’

Attenzione, naturalmente, per bambini e ragazzi. La sezione dedicata alle scuole prevede un programma di incontri e laboratori: dai bambini in età prescolare (grazie all’alleanza con Nati per Leggere) agli allievi delle scuole primarie e secondarie. Con la bussola dell’alfabeto, dotati di una mappa con un percorso ideale per le scuole, ragazze e ragazzi si confronteranno con ospiti italiani e internazionali. Anche grazie alla partnership tra la Fiera e Lucca Comics Games non mancherà un focus sugli illustratori, sul fantasy e sui fumetti. Tempo di Libri è anche per chi studia all’università, attraverso le collaborazioni con gli atenei milanesi, lombardi e di tutta Italia e con i Master in Editoria.

Lo stesso approccio sarà rivolto alla filiera dell’editoria, con un programma professionale che conterà su più di sessanta appuntamenti, spaziando dal mestiere di traduttore all’analisi dei mercati, dal focus sull’internazionalizzazione agli approfondimenti sulle nuove frontiere dell’innovazione (spesso affrontate a braccetto con la più trasversale delle sezioni della Fiera, quella dedicata al mondo digitale). E poiché rivolgersi a tutti i lettori significa ragionare su tutte le forme di lettura, il programma professionale proporrà anche un convegno per presentare lo studio realizzato da Pepe Research, ideato e progettato da AIE su indicazione del Gruppo Innovazione, su come si legge nel 2017: dalla carta all’ebook, dai fumetti ai graphic novel, dall’audiolibro alle app, dai tradizionali gruppi di lettura alle moderne comunità online. E fotograferà a tutto tondo, grazie all’Istat, l’identikit del non lettore italiano e di chi è diventato non lettore in questi anni.

LO SPAZIO PER LO SCAMBIO DI DIRITTI

Le polemiche, le mediazioni, i muri, sono ormai alle spalle. La Fiera dell’Editoria Italiana ‘Tempo di Libri’ ha messo in moto una macchina gigantesca ed è pronta a partire. Con 2000 autori e oltre 550 espositori, che si sono aggiunti fino all’ultimo, il 19 aprile si apre la prima edizione della Fiera milanese, che si concluderà il 23 aprile. All’inaugurazione ci sarà il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, che nel 2016 fece un tentativo di mediazione cercando di lanciare un’intesa tra Torino e Milano. A dare il via alla nuova fiera saranno i presidenti Roberto Rettani, di Fiera Milano, Federico Motta, dell’Associazione Italiana Editori, Renata Gorgani, de La Fabbrica del Libro, Roberto Maroni, della Regione Lombardia e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Lo sdoppiamento dei Saloni è ormai una realtà e sia a Fiera Milano Rho che al Lingotto, dove dal 18 al 22 maggio si svolgerà la trentesima edizione del Salone del Libro, tutto procede alla grande. A placare le acque forse anche l’arrivo alla guida di due scrittori giovani, coetanei e amici: Chiara Valerio, responsabile del programma generale della Fiera milanese, e il premio Strega, Nicola Lagioia, direttore editoriale del Salone torinese.

Tra i 552 espositori presenti a Milano non ci sono alcuni degli editori indipendenti che avevano dato vita all’Associazione Amici del Salone e anche altre case editrici, ma molti degli assenti anche se non hanno uno stand in fiera partecipano alla prima edizione di ‘Tempo di libri’ e del suo ‘Fuori tempo’ in città che sfodera oltre 100 appuntamenti. E’ così per Adelphi che tra i suoi eventi ne ha uno speciale con la scrittrice Fleur Jaeggy all’Istituto svizzero. Anche Sellerio non ci sarà, ma verrà a Milano Marco Malvaldi e neppure La Nuova Frontiera, ma non mancherà alla fiera Diego Osorno. E così L’Orma editore, ma ci sarà Tommaso Pincio, e Nottetempo, ma ci sono Ida Amlesù, Barbara Alberti, Ginevra Lamberti. Mancano Marcos y Marcos ma c’è Paolo Nori, Archinto ma c’è Ranieri Polese.

Non ci sono proprio Minimum Fax, Sur, Iperborea, Voland, 66thand2nd ed e/o, ma tutti per motivazioni diverse. A restare sulle proprie posizioni di partenza è l’editore di e/o Sandro Ferri: “Noi andiamo a Torino dove siamo sempre stati bene. Non abbiamo mai capito e continuiamo a non capire la necessità di fare un’altra fiera nello stesso periodo dell’anno a 50 minuti di distanza. Mi sembra un’idea assurda, un ennesimo episodio di accentramento nelle mani di grossi gruppi. Non è una questione economica, le fiere si fanno per promozione, anche se Torino quest’anno ha fatto progressi, ha ridotto i costi”. E’ invece legata anche alle spese “che sono sempre impegnative” l’assenza di 66thand2nd, come spiega l’editrice Isabella Ferretti. “La mia speranza dice la Ferretti è che la finiamo di farci domande su chi va da una parte o dall’altra, sulle presenze alle due fiere. Il problema non è quello di riempire spazi so che a Torino ci sarà una grande partecipazione di editori di diverse dimensioni ma affrontare a livello più alto il problema della lettura”.
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