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938″alpi”Pastèrze[Enciclopedia]ghiacciaio (24 km) delle Alpi Orientali, il maggiore dell’Austria, esteso sul versante meridionale del Grossglockner. Scende con una lingua glaciale lunga ca. 9 km verso la valle di Mll e le sue acque di fusione alimentano il lago artificiale di Margaritze. Turismo. In tedesco, Pasterzegletscher.

Calanca, valle [Enciclopedia]solco vallivo delle Alpi Lepontine, nella Svizzera meridionale (cantone dei Grigioni). Si estende in direzione N S dal gruppo dell’Adula (Rheinwaldhorn, 3402 m) al versante destro della val Mesolcina, in cui sbocca presso Grono. percorsa dal torrente Calancasca (26 km).

Paganini, Pio[Enciclopedia] della tavoletta pretoriana nel rilievo topografico di zone impervie e inaccessibili. Le prime esperienze furono condotte nelle Alpi Apuane e consentirono di realizzare nel 1878 la prima carta topografica 1:25.000. A seguito di ampie critiche avanzate dagli Inglesi circa la validità del metodo, l’anno successivo furono effettuate riprese fotografiche della Serra dell’Argentera nelle Alpi Marittime e nel 1880 85 del Gran Paradiso nelle Alpi Graie. Il metodo di Paganini ebbe il suo riconoscimento internazionale nel 1884 a tal punto che Canadesi e Russi lo utilizzarono nel rilievo delle Montagne.

Lepònzi[Enciclopedia](latino Leponti), antica popolazione celtica, insediata nelle Alpi centrali che ne continuano il nome nel tratto dal Sempione allo Spluga (Alpi Lepontine) e nella val Leventina (Canton Ticino) e con diramazioni, linguisticamente e archeologicamente dimostrate, a nord verso le sorgenti del Reno e del Rodano, a sud verso il lago di Como e la val d’Ossola. I Leponzi furono sottomessi da Augusto, come risulta dalla lista del trofeo di La Turbie.

Canale, val[Enciclopedia]solco vallivo delle Alpi Orientali, esteso prevalentemente in territorio italiano (provincia di Udine), ma anche austriaco (Carinzia), tra Pontebba e Arnoldstein, con direzione generale WE. Si presenta a doppio spiovente ed è percorsa dal fiumeFella, affluente del Tagliamento, e dal fiume Gailitz, tributario della Drava tramite il fiumeGail; i due bacini idrografici sono divisi dalla sella di Camporosso. Convenzionalmente si considera che la val Canale separi le Alpi Carniche, a NW, dalle Alpi Giulie, a SE. La zona fu ceduta dall’Italia alla Francia nel 1947. 38.000 incisioni preistoriche eseguite, in un raggio di 5 km. notizie, infatti, nella Corografia e storia delle Alpi Marittime (1650) dello storico Gioffredo.

Versìlia[Enciclopedia]regione storico geografica della Toscananordoccidentale. Il nome, che in passato indicava il territorio del Capitanato di Pietrasanta, cioè la fascia costiera tra il Cinquale e il Motrone, si intende oggi riferito alla vasta regione pianeggiante compresa tra Marina di Massa e il lago di Massaciuccoli, percorsa dai torrenti Versilia e Motrone e limitata verso l’interno dalle Alpi Apuane. Le. (via Aurelia) e la linea ferroviaria, che corrono tutte parallele alla costa. La regione è interessata dalle importanti aree naturali protette del Parco Regionale delle Alpi Apuane e da quello di.

Calame, Alexandre[Enciclopedia]pittore e incisore svizzero (Vevey 1810 Mentone 1864). Allievo del paesista F. Diday, nel 1835 istituì una sua scuola di disegno. Tema prediletto dei suoi dipinti è il paesaggio alpino, che studiò dal vero durante i numerosi soggiorni nelle Alpi svizzere. La sua ricca produzione è distribuita nei musei di Ginevra, Zurigo, Berna, Basilea, Berlino, Lipsia e in collezioni private in Francia, Germania, Svizzera. Meno vincolati alla ricerca di effetti di colore e resa di particolari, e quindi di maggiore immediatezza e spontaneità, sono i suoi disegni e incisioni.

pàsque piemontési[Enciclopedia]nome dato agli eccidi di valdesi stanziati nelle Alpi Cozie compiuti dalle truppe sabaude di A. Gastaldo nell’aprile del 1655. A essi si pose fine con la concessione di “patenti di grazia” emanate da Carlo Emanuele II (Pinerolo, 18 agosto 1655) per l’intervento delle potenze protestanti e soprattutto dell’Inghilterra.

Tètide[Enciclopedia]antico mare che separava l’Africa dall’Eurasia e si estendeva attraverso le Alpi, l’Asia Minore e l’Himalaya fino all’Indonesia. Più propr. la Tetide è da considerare come il complesso di geosinclinali, facente parte del sistema della Mesogea, da cui si sono sviluppati nel corso del Cenozoico i corrugamenti alpini.

Phyteuma[Enciclopedia]genere di piante della famiglia Campanulacee con ca. 40 specie di erbe perenni proprie dell’Europa centro meridionale e dell’Asia temperata. Hanno fusti eretti con foglie alterne, quelle basali spesso differenti da quelle cauline; i fiori sono piccoli, violacei, azzurrini, raramente rosei o bianchi, raccolti in densi capolini più o meno allungati o globosi. Numerose Phyteuma vivono sulle Alpi, a un’altitudine compresa fra 900 e 3500 m e anche oltre, e si coltivano per costituire giardini alpini.

aiguille[Enciclopedia]sf. francese (propr., guglia). usato soprattutto nelle Alpi occidentali per indicare una montagna o la vetta di un massiccio che si caratterizzi nel paesaggio circostante per la sua forma esile e aguzza e sia di difficile accesso per i rocciatori. Prendono questo nome in particolare numerose vette del Monte Bianco come l’Aiguille de Bionnassay (4051 m), l’Aiguille Noire de Peutérey (3773 m), l’Aiguille du Midi (3842 m) e l’Aiguille Verte (4122 m).

Còzio, Marco Giùlio[Enciclopedia](Marcus Julus Cottus). Re, al tempo di Augusto, di antiche popolazioni delle Alpi che da lui presero il nome di Cozie. Dopo aver opposto resistenza ai Romani, si sottomise, ottenendo il riconoscimento quale re vassallo: nel 9 8 a. C. dedicò ad Augusto l’arco tuttora esistente a Segusium (odierna Susa).

Castiglini, Bruno[Enciclopedia]geografo e geologo italiano (Milano 1898 Pavia 1945). Dal 1936 insegnò all’Università di Messina e dal 1938 a quella di Pavia. Lasciò numerosi scritti di geomorfologia, tra cui quelli sulle Alpi Orientali (Il gruppo della Civetta, 1931; Il gruppo delle Pale di San Martino e le valli limitrofe, 1939), e condusse analitiche ricerche sulle forme di erosione nei terreni pliocenici (Ricerche morfologiche sui terreni pliocenici dell’Italia centrale, 1935) e sulle cause delle deviazioni dei fiumi.

Bernardo d’Aòsta o di Menthon[Enciclopedia]santo (Menthon Saint Bernard, Savoia Novara, sec. X o XI). Monaco, arcidiacono di Aosta, restauratore dell’ospizio del Monte di Giove (Gran San Bernardo) e fors’anche di quello della Colonna di Giove (Piccolo San Bernardo), fu canonizzato sin dal sec. XII dal vescovo di Novara, ma fu introdotto ufficialmente nel Martirologio Romano solo nel 1681. Per disposizione di Pio XI è stato proclamato nel 1923 patrono degli abitanti delle Alpi e degli alpinisti. Festa il 15 giugno.

edenite[Enciclopedia]sf. [sec. XIX; dal nome della località di Edenville]. Minerale appartenente al gruppo degli anfiboli monoclini. una varietà di orneblenda quasi completamente priva di ferro. stata osservata in rocce calcaree metamorfosate per contatto a Edenville (New York), a Pargas (Finlandia) e in alcune località italiane delle Alpi Marittime.

astrànzia[Enciclopedia]sf. [sec. XVI; etimo incerto]. Nome comune usato per indicare le piante erbacee del genere Astrantia, della famiglia Ombrellifere (Apiacee), caratterizzate da un’infiorescenza a ombrella simulante un capolino con involucro di brattee bianche o colorate; le foglie sono palmate, più o meno incise e dentate. Astrantia major è frequente nei prati freschi delle Alpi e ha cultivar ornamentali; Astrantia minor è frequente nelle faggete erbose o al loro margine.

Gurk (fiume)[Enciclopedia]fiume (lunghezza 158 km; bacino 2584 km) dell’Austriameridionale, nella Carinzia: nasce dalle Alpi di Gurktal, bagna Gurk e, dopo aver ricevuto da destra l’affluente Glan, confluisce da sinistra nella Drava a E di Klagenfurt.

Regaldi, Giusèppe[Enciclopedia]poeta e saggista italiano (Varallo Pombia 1809 Bologna 1883). Si fece notare per la grande facilità a improvvisare versi. Tra le sue liriche: L’armeria di Torino, L’ode a Roma, Il traforo delle Alpi, La mia valle. Esule per le sue idee liberali, viaggiò in molti Paesi, soprattutto Grecia ed Egitto, riportandone le impressioni in alcune prose: L’Oriente, memorie (1856), L’Egitto (1878), L’Egitto antico e moderno (1882). Ebbe la cattedra di storia all’Università di Cagliari, poi a Bologna.
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