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La maizena, da sostituire con amido di riso e fecola di patate.

La maizena, chiamata anche amido di mais, è una farina speciale ottenuta da una particolare lavorazione del mais. E’ una varietà di farina adatta soprattutto per chi soffre di celiachia.

La Maizena, come detto prima, è ottima per preparare piatti che possono essere mangiati anche dalle persone celiache ma può essere anche scambiata con altri tipi di farine ovviamente se non si soffre di nessun disturbo.

Per preparare succulente ricette esistono, oltre alla Maizena, la fecola di patate e l’amido di riso.

E’ importante sapere che cos’è l’amido. Fa parte della famiglia dei carboidrati complessi, composti da molecole di glucosio che si trovano specialmente nei cereali, nei tuberi e nei legumi.

I due principali tipi di farina da usare al posto della maizena sono:

Fecola di patate.

La fecola di patate è un amido reperibile nelle patate essiccate e poi macinate. E’ costituita dall’amido delle patate e da una polvere bianca e ha la caratteristica di essere molto leggera e senza un particolare odore.

Amido di riso.

L’amido di riso è un polisaccaride che viene usato soprattutto nei prodotti di bellezza ed è un prodotto non facilmente reperibile.

In caso di necessità ed in base alle ricette da preparare, questi tipi di farina possono essere sostituiti alla farina tradizionale, soprattutto nel caso di persone celiache.
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Tutti gli alimenti, ottimi sostituti della fecola di patate

Con il termine fecola si fa riferimento all’amido contenuto nei tuberi di patata che lavati e ridotti in polpa vengono lasciati macerare in acqua e dai quali, con il setacciamento del liquido lattiginoso che ne fuoriesce, viene ricavata la fecola.

Molte ricette prevedono l’uso di queste due farine, che risultano visivamente ed al tatto molto simili: entrambe sono infatti molto fini, quasi impalpabili e di colore bianco.

Hanno principalmente un potere addensante ed infatti conferiscono grande vellutatezza a creme, mousse e salse e rendono più soffici gli impasti per i dolci.

La differenza di fondo è la materia prima con cui sono prodotte: la prima deriva dalle patate mentre la seconda dal granturco. L’amido di mais può essere sostituito alla farina, la fecola no, perché renderebbe la preparazione del piatto troppo collosa o, nel caso dei dolci alquanto secca e dura.

In alternativa alla fecola di patate, quindi, si può utilizzare l’amido di mais o maizena che è sostanzialmente una farina bianca.

L’amido di frumento o frumina

Da non dimenticare l’amido di frumento o frumina, che fa parte degli amidi, indicato nella preparazione di dolci e di salse.

A differenza della fecola, è insolubile in acqua fredda mentre nell’acqua calda si rigonfia e ciò lo rende utile come addensante naturale: può essere quindi un valido sostituto alla farina nella preparazione di creme, salse e minestre, ma anche di mostarde e budini.
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giacca peuterey uomo prezzo Cosa fare se avanzano i tuorli

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Il tuorlo, detto anche giallo o rosso la parte interna dell ricca di vitamine e minerali, facilmente digeribile anche se consumata cruda. Ecco alcune idee semplici e veloci per riutilizzare i tuorli avanzati in cucina:

La maionese una salsa molto famosa che permette di accompagnare i piatti o decorarli e guarnirli. Per prepararla sufficiente porre i tuorli in una ciotola, aggiungere qualche goccia di limone e con l di una frusta o di una forchetta sbattere il tutto, avendo cura di mantenere sempre la stessa velocit nel mescolare. Senza interrompere il processo, prestando molta attenzione, bisogna poi versare a filo dell di semi a pi riprese, mai tutto in una volta, per evitare di fare impazzire la maionese. Quando il composto avr assunto una consistenza densa, si potranno aggiungere a gradimento sale, pepe e succo di limone.

Lo zabaione una crema molto utilizzata in pasticceria, perfetta per accompagnare biscotti o frutta. La ricetta consiste nell in una casseruola i tuorli allo zucchero (considerando che 6 uova richiedono circa 6 cucchiai di zucchero),
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montare il composto e unire a poco a poco del Marsala. Bisogna poi far addensare la crema a bagnomaria per 10 15 minuti, mescolando e senza far bollire l Servire tiepido.

Per preparare una carbonara perfetta necessario far soffriggere del guanciale tagliato a dadini, far bollire gli spaghetti, e aggiungere i soli tuorli (niente albumi), non cotti, ma sbattuti in un composto spumoso. Unire poi pecorino e pepe a piacimento, e servire immediatamente.

Milano, sfregiato il murale di Falcone e Borsellino

Giovanni Falcone che spara a Paolo Borsellino. In questo modo stato deturpato il murale di Corso di Porta Ticinese a Milano e dedicato ai due giudici assassinati dalla mafia. Qualcuno ha ora disegnato in mano a Falcone una pistola arancione, nell di sparare, puntata alla tempia di Borsellino. Ecco gli altri casi in cui i vandali hanno sfregiato la memoria dei due uomini di giustizia.

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giubbotto peuterey bimba cosa fare a tavola per prevenire le rughe

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Non comperare mai un cibo perché è buono o sembra tale, come un sandwich o un pasticcino: ti colpirà con così tante calorie come se tu avessi fatto un pasto completo, salvo lasciarti subito dopo ancora affamata e con una scorta di radicali liberi da smaltire pena l’invecchiamento precoce della pelle e non solo.

Scopri con noi la strategia giusta per non invecchiare!

1. Non partire subito pensando di stare a dieta sei mesi! Bastano tre giorni a settimana, come quelli che ti proponiamo in questo articolo,
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per prevenire la comparsa dei segni del tempo.

2. Basa il tuo menu su cibi non raffinati e non trattati: pesce e carne bio, verdure fresche e frutta di stagione. Tutti gli alimenti devono essere il più possibile naturali.

3. Fai cinque pasti al giorno (colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena). Se sei sempre di corsa, per cena puoi preparare una quantità di cibo maggiore e consumarla anche a pranzo del giorno dopo.
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piumino lungo peuterey cosa avete preparato oggi

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Per la cronaca: stasera ha poi vinto il riso, un po’ per pigrizia, ma anche per smaltire cose fresche, invece di secche, poiché ne avevo di già cotto al dente. Preferisco la pastina, ma anche lui è bello confortante. Allego foto giusto per amor di cronaca, che la pietanza non è certo artistica o bella da vedere (il brodo, con il burro ed il Parmigiano diventa opaco), è un cibo super casalingo e non certo da ospiti. ma quanto mi piace! Probabilmente è anche perché, un po’ per lavoro e un po’ per passione, finisco sempre a sperimentare, a mangiare di rado due volte la stessa cosa, assaggiare gli ingredienti ed abbinamenti più impensati, che i miei cibi del cuore sono davvero basic, immagino.

Booona la pasta capperi e acciughe!!

La pastina alla noce moscata è proprio un formato di pastina, nello specifico “sorpresine” (io ora al trovo di marca “Granarolo”, ma ne ho vista anche di altre aziende) che hanno già nell’impasto la noce moscata. Io le cuocio in brodo lasciandole “all’onda”, quindi né asciutte come una pastaciutta, né galleggianti nel brodo, poi alla fine condisco con una nocina di burro buono ed una spolverata di Parmigiano. è uno dei miei comfort food più coccolosi in assoluto! Quando non ce l’ho, aggiungo semplicemente io una generosa grattugiata di noce moscata buona alla fine.

Per la cronaca: stasera ha poi vinto il riso, un po’ per pigrizia, ma anche per smaltire cose fresche, invece di secche, poiché ne avevo di già cotto al dente. Preferisco la pastina, ma anche lui è bello confortante. Allego foto giusto per amor di cronaca, che la pietanza non è certo artistica o bella da vedere (il brodo, con il burro ed il Parmigiano diventa opaco), è un cibo super casalingo e non certo da ospiti. ma quanto mi piace! Probabilmente è anche perché, un po’ per lavoro e un po’ per passione, finisco sempre a sperimentare, a mangiare di rado due volte la stessa cosa, assaggiare gli ingredienti ed abbinamenti più impensati, che i miei cibi del cuore sono davvero basic, immagino.

In una ciotola mescolare bene le farine, gli amidi e lo xantano. ATTENZIONE che lo xantano si unisca bene agli altri ingredienti, altrimenti si potrebbero formare dei grumi nella pasta non scioglibili.

Unire l’olio extravergine e l’acqua fino ad ottenere una consistenza un po’ più morbida del lobo dell’orecchio.

Lavorare bene per qualche minuto.

Se avete una planetaria lavorate con il gancio a foglia per almeno 5 minuti in modo che lo xantano si attivi bene.

Chiudete in una busta di plastica e fate riposare per 20 minuti in modo che l’amido assorba bene il liquido.

3 tre salsicce (se preferite delle lasagna più leggere le salsicce possono essere omesse) rosolate bene in una padella senza alcun grasso.

100 g di bleu d’aoste,
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sbriciolato

In realtà qui sabato e domenica si passa a cucinare perché poi durante la settimana non ho tempo neppure per respirare e cenando sempre a scuola con il panierino devo avvantaggiarmi.

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giubbotto woolrich donna Cos i cooking show ci hanno salvato la vita

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In questo preciso momento, qualcuno, l fuori, pur non essendo uno chef sta impiattando una pietanza. Domandandosi se dargli forma col coppapasta tondo, quadrato, rettangolare, a stella, a cuore. In silicone o in acciaio inox? Per poi, certamente, (si dice Col cannello elettrico. Mentre elettronico il nuovo termometro alimentare che vendono anche gli empori cinesi. La parola rima con l’ultima frontiera della materia gastronomica. L fuori esistono blog di donne a cui andrebbero tagliate non le mani ma la connessione Internet, perch codeste postano ricette del risotto alla milanese, per esempio, nelle quali il midollo di bue non viene nemmeno citato.

C’ l fuori, chi si chiede se si pu preparare anche la crema pasticcera mettendo gli ingredienti chiusi ermeticamente in lavatrice a 95 gradi e cos sfruttare la centrifuga per amalgamare, anzich la frusta a mano o a manovella o elettrica. C’ di tutto, l fuori. Farina di semi di lino; padelle di pietra vera (stupende, costano 100 a pezzo) o di pietra polverizzata e applicata come un tempo si applicava lo strato antiaderente che mand in disuso nelle cucine casalinghe gli spessi tegami in alluminio; matterelli bonsai per il cake design (per il quale stato scritto anche il manifesto che lo schifa, Cake design sucks, dallo chef Andrea Vigna). E ancora bande che si affrontano brandendo salami come armi per le strade: una difende il robot multifunzione con cottura Artisan KitchenAid, l’altra il Bimby Thermomix 3300 degli anni 80, che KitchenAid ha ricopiato.

Benvenuti nell’unica nuova religione che riuscita a convertirci senza minaccia di sgozzarci ma casomai di ingozzarci: la cucina. Sul nuovo numero di Mente e cervello ora in edicola la copertina dedicata a Cracco, Bastianich e Barbieri, col sottotitolo ammirazione e identificazione, i meccanismi psicologici alla base del successo dei cooking show infatti l’epoca dei cooking show, il cui impatto sulla nostra vita addirittura studiato: Lo spettacolo del cibo. I cooking show nella televisione italiana di Nicol Gallio e Marta Martina solo uno dei titoli a disposizione. In occasione di Expo su Rai3 va in onda un bello assai programma chiamato proprio The Cooking Show, che ogni giorno ha ospiti due chef diversi, uno italiano, uno straniero, che si contendono la vittoria. Sky sta mandando in onda tutte le repliche di tutti i suoi programmi (40 gradi fuori e li vediamo cucinare piattoni buoni per Natale al Polo Nord,
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ma chi se ne importa, piuttosto prendiamo nota delle ricette perch non li rireplicheranno mica). Master Chef Italia e Usa, Masterchef Junior, Hell’s Kitchen e mille altri programmi tv culinari si impegnano in una divulgazione gastronomica che nemmeno all’Istituto Alberghiero per formare lo Chef degli Chef.

Un tempo l’argomento cucina interessava solo le donne e i maschi che facevano gli chef. Oggi sono tutti cooklover maniacali e chiunque di noi ha l’amico che parte in vacanza col suo lievito madre da ereditato o donato da chiss chi, che da un lievito madre che ha ben duecento anni (certo, ci immaginiamo, durante le Guerre Mondiali, soldati col barattolo in mano che gridavano: pure me, nemici bastardi, ma non questo lievito madre che devo tramandare!

Un tempo esistevano i libri e poi i giornali di cucina che spiegavano la cucina casalinga, di pretesa non professionale, e poi i manuali per chef redatti in quel gergo decisamente tecnico che poi si utilizzava nei ristoranti. Parole come (ripetiamo, si dice e non (addensare tramite sobbollitura), o la famigerata usata oggi anche dallo zio ignorante mentre sbatte l’insalata nell’insalatier, costituivano un vocabolario inaccessibile ai pi Era meglio o era peggio? Boh. Non abbiamo tempo di decretarlo, stiamo preparando la gelatina di fagioli giapponese (mizuyoukan) e ci si attacca tutto il pappone di azuki e agar agar sul fuoco, dobbiamo correre. Oggi vige la democrazia gastronomica e tutti anche noi vogliamo sfoggiare la competenza acquisita da show televisivi, splendidi libri pieni di fotografie, blog, forum, eventi, luoghi (un solo nome, Expo). Occorrerebbe ritrovare un po’ di misura, perch in fondo chi non chef di professione non lo sar mai. Il lato positivo di questa overdose d’enciclopedizzazione gastronomica un po’ di attenzione in pi ai prodotti, alla provenienza, alla qualit insomma alla cucina come si deve. Il cibo la nuova religione delle masse, dopo l’oppio, ai popoli si d lo scalogno e va bene. Ma non esagerate e, soprattutto, incendiate col cannello si dice
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peuterey riviera Corsi di cucina vegetariana

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Per chi ne ha fatto una scelta di vita, ma anche per chi semplicemente desidera inserire nella propria dieta quotidiana piatti sani e al tempo stesso appetitosi, Simone Salvini, chef dell Associazione Vegetariana Italiana, terr una serie di corsi di cucina vegetariana e vegana presso il ristorante dell Milan.

Il programma dei corsi fornir informazioni nutrizionali sulle varie differenze alimentari all del vegetarismo e, naturalmente, le ricette per la preparazione dei piatti.

Tra questi ci saranno profumate insalate primaverili con fiori ed erbe selvatiche e la catalana ai due cioccolati, ma i partecipanti potranno imparare anche come preparare la maionese senza uova o realizzare il tofu e il seitan.

Durante il corso si potranno assaggiare i piatti oltre ad avere i ricettari e le schede informative.

Le prossime date dei corsi saranno il 13 e 27 marzo, il 3 e 10 aprile, il 15 e 22 maggio, e il 12 e 26 giugno,
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presso il Pacific Milano Restaurant, via Luigi Galvani 12. Il costo di 130,00 euro; per iscriversi, tel. Raffreddarli velocemente in acqua e ghiaccio. Scolare e condire con olio, erba cipollina tagliata a rondelle e scorza di arance tritata finemente. Far riposare per 1 ora circa.

Pelare la carota e tagliarla a strisce regolari, saltarle in una padellina per pochi secondi con olio. Salare, pepare e tenere da parte.

Disciogliere la maizena in un p di brodo. Mettere sul fuoco il restante, quando bolle versare la maizena e girare con una frusta al fine di addensare il liquido nel minor tempo possibile. Aggiungere un p di acqua di rose.

Versare il brodo legato sul fondo delle scodelle, aggiungervi i piselli conditi in modo irregolare e finire con le erbe aromatiche, il pepe,
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le carote e i petali.

woolrich corto donna Corriere dello Sport

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Il direttore generale della Roma ha commentato cos la decisione dei tifosi della Curva Sud di restare in silenzio durante la gara (vedi lettera C): viene allo stadio per tifare dovrebbe appunto tifare. Fare proteste di tifo una scelta che va un po in contraddizione con quello che dovrebbe essere il proprio ruolo, soprattutto in una partita dal significato particolare che quella che vede la Roma affrontare la Juventus. Sta all francese far dimenticare in fretta la deludente seconda parte della scorsa stagione e trovare soluzioni offensive che esaltino una rosa di alto livello. La panchina salda e non c il rischio di un terremoto simile a quello di sei anni fa (vedi lettera A), ma per la stagione della Roma e di Garcia lo scontro diretto di domenica assume un significato speciale: grazie a una vittoria tornerebbe nell l giusto, che si respirava fino agli ultimi mesi dello scorso anno; una sconfitta al contrario finirebbe per addensare nubi pericolose dopo l mercato (vedi lettera M).

Roma Juve la partita delle polemiche, non importa che si giochi a Roma o a Torino. Dal gol annullato al romanista Turone nella sfida scudetto del 1981 e la “questione di centimetri” alla gara nella stagione 1994 95 con le proteste romaniste per la rimessa laterale di Aldair condizionata dal tocco del guardalinee, occasione dalla quale nasce l bianconero. Fino al febbraio del 2004 con il gesto di Totti a Tudor (vedi lettera Q) e le polemiche dell successivo con il ritorno da avversari nella Capitale di Capello, Emerson e Zebina, colpevoli di “alto tradimento” a causa del passaggio alla Juventus.

8 febbraio 2004, la Roma rifila quattro reti alla Juventus in un 4 0 indimenticabile per i tifosi giallorossi. l Roma di Fabio Capello, con Totti e Cassano in attacco. Il capitano giallorosso, grande protagonista di quella partita, esce dal campo a pochi minuti dalla fine e viene pizzicato dalle telecamere mentre rivolge un saluto speciale a Igor Tudor, ruvido difensore centrale juventino: vai a casa dice Totti, mostrando quattro dita all una per ogni gol segnato dalla Roma. Totti anche l che ha deciso l vittoria romanista casalinga contro la Juve, datata 16 febbraio 2013. Il numero dieci alla ricerca del gol numero 300 in gare ufficiali.
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Dodici milioni di tonnellate. Tanti sono secondo il gruppo Ricicla, dell di Milano, gli scarti dell agroalimentare prodotti ogni anno in Italia. Uno spreco che ora si può limitare anche ricavando una serie di sostanze preziose per la pelle. Negli ultimi anni il mondo della cosmesi ha dimostrato molta attenzione all delle risorse. La ricerca si è quindi attivata per riuscire a estrarre principi attivi interessanti, brevettando tecniche efficaci, esordisce Mariella Bleve, amministratore di EticHub, spin off dell di Pavia. Così il resveratrolo estratto dalle vinacce è diventato l caratterizzante di un linea: latte, tonico, crema per il viso e siero, più una crema corpo. La riduzione degli scarti, di preziose materie prime seconde che andrebbero smaltite, permette di ridurre l di CO2 nel settore della cosmesi, utilizzando una fonte naturale e assolutamente rinnovabile. Anche l è uno dei polifenoli più graditi alla pelle e oggi si estrae dall di vegetazione delle olive, un residuo dell dell L la presenza dei fenoli e di residui solidi la portano a impattare negativamente sull spiega Mariella Bleve, invece è stato dimostrato che da questo liquido è possibile recuperare polifenoli per usi cosmetici come l e biopolimeri come la gomma xantana, molto usata in ambito cosmetico per gelificare e addensare. Gli scarti degli scarti possono poi diventare biomasse, fertilizzanti e l purificata può essere riutilizzata. I test hanno dimostrato che l ha una buona azione protettiva e lenitiva sulla pelle, proteggendo anche dai danni del sole. Dalle bucce, dai semi e dai graspi dell si possono estrarre anche altri principi attivi, come la quercetina e l ellagico, con interessanti proprietà cosmetiche. Gli scarti alimentari promettenti non mancano, si potrebbero estrarre polifenoli dal caffè o la floretina dalle mele, ma in genere gli estratti secchi di origine naturale sono difficili da lavorare, conclude Bleve. EticHub ha messo a punto due tecniche, per renderli più facilmente formulabili e biodisponibili. La prima si basa su nanoparticelle lipidiche, minuscole sfere di grasso che incapsulano il principio attivo, migliorandone la performance. La seconda si basa su alfa ciclodestrine, zuccheri semplici che rendono più stabile, più solubile e più efficace l

Gamberetti: un balsamo dai gusciNon è la prima volta che gli scarti alimentari incontrano la cosmesi: l citrico per esempio può essere estratto dalla melassa delle barbabietole, attraverso un processo biotecnologico di fermentazione, ma la storia più bella è quella del chitosano, usato sia nelle creme, per la sua funzione barriera agli agenti atmosferici, sia nei prodotti per capelli per la sua azione riparatrice e sostantivante. Dal chitosano dei gamberetti si ricava anche plastica biodegradabile. nato per caso da una fabbrica che produceva gamberetti sgusciati. Negli anni le montagne di scheletri da smaltire erano diventate un problema. Finché non si è capito che la chitina dei gusci, attraverso una reazione chimica, poteva diventare chitosano, conclude Zago. Gli scarti agroalimentari possono essere usati anche per ottenere estratti vegetali complessi e non solo il singolo principio attivo. Essendo sostanze complesse i vari componenti agiscono in sinergia, potenziandosi e proteggendosi l l Il principio attivo è come il primo violino, per quanto virtuoso non potrà mai uguagliare la sonorità di un orchestra.
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. chiedo: ma se io volessi mangiare pomodori (non ne mangio da più di un anno e invece mi piacciono tanto, ma tanto), ecco, come faccio a renderli meno acidi? Cioè, io nel sugo metto quella punta di zucchero che serve, e queste indicazioni dei pomodori confit mi sa che non sono il male, per me.

per favore, datemi una dritta: voglio un con una cosa rossa che non sia la carota

Immagino che il problema non sia il sapore acidulo ma il fatto stesso che siano acidi. Beh, lo zucchero toglie il sapore acidulo ma di certo non abbassa il pH, se il tuo è un problema di stomaco ho idea che l sia mangiarli cotti, affogati in alimenti basici.

Preparazione: preriscaldare il forno a 180.

In una bastardella sbattere le uova, il latte, il sale, il pepe e tenere da parte.

Spalmare la senape su un lato di 4 delle fette di pane, sovrapporre una fetta di formaggio poi il prosciutto e ancora il formaggio quindi coprire con le altre 4 fette di pane.

Porre i toast in una pirofila e irrorarli con le uova sbattute, girarli e poi panarli nei cornflakes tritati grossolanamente.

In una grande padella antiaderente fate sciogliere il burro quindi rosolate i toast circa un minuto per lato. Una volta dorati porli in una teglia e infornarli per circa dieci minuti, a metà del tempo girarli.

per prima cosa si tagliano a pezzettoni un paio di mele e le si mettono a caramellare con due cucchiai di fruttosio e mezzo bicchiere d il tutto a fuoco medio e poi lasciati riposare, lasciando addensare (vien fuori una sorta di quasi marmellata).

preparare una pasta frolla utilizzando farina di kamut, fruttosio e sciroppo d aggiungendo un po di scorza di limone grattuggiata; la pasta risulterà più morbida del previsto e va lasciata in frigo per 30 min.

intanto, preparare una crema pasticcera con latte parz. screm. e fruttosio; sarebbe necessario cuocere la crema più a lungo, a causa del tipo di latte, ma lasciamo inalterati i tempi di cottura, così da avere una crema non troppo densa. ho aggiunto anche un po di essenza di vaniglia (mezza fialetta).

imburrare una tortiera (preferibilmente piccola, vista la “resa” della crema) e foderare di pasta frolla.

versare parte della crema e poi inserire le mele caramellate; finire con altra crema.

mettere sopra altra pasta frolla ma senza chiudere sui bordi e spolverare con zucchero di canna.

infornare per 25 min a 180, mettendo nella parte bassa del forno una pirofila con un dito d La pasta frolla. già in partenza più morbida del normale, rimarrà tale, assumendo la consistenza quasi della pasta brisè.

La crema rimarrà molto slegata e pappando questa delizia le papille gustative vi ringrazieranno.

poi ho buttato 300g di farina “0”, poi 100g di strutto, 40g di grana, 40g di pecorino e 5g di sale. e poi altri 300g di farina.

ho lasciato impastare per 3/4 min.

tolto l dal robot, l messo a riposare coperto da un canovaccio per circa 1 ora.

intanto, ho fatto a dadini 200g di emmental, 80g di salsiccia, 2 wurstel.

ho steso la pasta su una teglia foderata con carta da forno; ho distribuito sopra gli ingredienti a cubetti, una spolverata di pecorino e pepe e poi, aiutandomi con la carta forno, ho arrotolato il tutto (la pasta, avendo una frazione di strutto e formaggio, risolta molto più morbida di una classica pasta per pane o pizza).

ho distribuito sopra qualche altro cubetto di emmental e una spolverata di grana e ho infornato per 30/35 min a 240.
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