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Onorevoli Colleghi! La societ Poste italiane Spa, di seguito costituita da un socio unico, una societ dello Stato e quindi rappresenta un patrimonio nazionale di indiscusso valore. Quella postale infatti una realt di oggettiva rilevanza pubblica.

noto, la societ svolge indispensabili servizi pubblici come il recapito della corrispondenza e la raccolta del risparmio postale nell’intero territorio della Repubblica; costituisce, inoltre, un colosso nello scenario nazionale per numero di filiali (140), per numero di uffici postali (circa 13.000) e per personale addetto (145.000 unit noto il procedimento di trasformazione che ha interessato la societ negli anni, fino alla sua attuale conformazione di societ per azioni, costituita da un socio unico, fermo restando che si tratta di una societ ancora pubblica da un punto di vista sostanziale, che ha ricevuto, e che riceve, notevoli finanziamenti dallo Stato, alcuni dei quali oggetto di attenzione da parte dell’Unione europea, in ragione della delicatezza della materia e del rischio che un’operazione di finanziamento sia valutata come illecito di Stato fronte dell’importanza per il sistema Paese della societ considerata anche dai

mercati internazionali uno degli asset pi redditizi e di maggior valore dell’economia nazionale, necessaria una rinnovata attenzione della politica e soprattutto dei Parlamento su una serie di irregolarit che hanno interessato l’azione e la gestione della societ in questi ultimi anni.

i casi pi eclatanti devono citarsi l’inchiesta sulla posta prioritaria che port alla luce uno scenario inquietante relativo ad assunzioni e provvedimenti di ogni genere di natura clientelare; la vicenda dell’arresto dell’allora responsabile della funzione di tutela aziendale, signor Maurizio Filotto, per tangenti, la nomina di Stefano Grassi, subentrato nella direzione della suddetta struttura avendo abbandonato anzitempo il Corpo della guardia di finanza in circostanze non note nonostante notizie di stampa che riguardavano talune sue frequentazioni legate ad ambienti riconducibili alla loggia P4; da ultimo, ma solo in ordine temporale, gli inquietanti legami tra criminalit organizzata e funzionari della societ che parrebbero emergere dall’operazione Tibet, condotta dalla squadra mobile di Milano il 4 marzo 2014, nonch la vicenda conseguente all’operazione lost pay condotta dal gruppo del Corpo della guardia di finanza di Palermo il 19 marzo 2013.

ultima vicenda, come si legge nel comunicato della procura della Repubblica di Palermo, ha interessato alcuni operatori postali privati e alcuni uffici postali ove, in un arco temporale ristretto, sarebbero stati versati sul conto corrente di uno degli indagati almeno 30 milioni di euro in assenza di ogni adempimento di legge previsto dalla normativa antiriciclaggio, omettendo alcuni direttori di uffici postali le obbligatorie segnalazioni di operazioni sospette. L’inchiesta della procura tende, fra l’altro, ad accertare connivenze proprio all’interno della societ che abbiano, di fatto, consentito l’illecito accertato. Contribuisce inoltre ad addensare interrogativi sul ruolo della societ nella vicenda il trattamento da essa riservato a quei dipendenti che, seguendo le disposizioni impartite dall’autorit inquirente, hanno contribuito all’indagine. Fra gli altri, l’ispettore Alessandro Carollo, destituito dalle sue funzioni con provvedimento del 23 marzo 2013 e destinato alla totale inoperosit Nonostante la societ Poste italiane Spa fosse a conoscenza delle critiche condizioni di salute in cui il medesimo versava, come attestato da certificazioni sanitarie provenienti da strutture di rilevanza scientifica nazionale, la societ persiste nell’atteggiamento di isolamento del dipendente da ogni contesto lavorativo.

la Corte dei conti, nella relazione relativa al bilancio 2012, ha evidenziato criticit nella conduzione della societ con riferimento, fra l’altro, agli aspetti di conformit normativa ed a quelli afferenti la normativa antiriciclaggio.

infine, perplessit l’atteggiamento della societ in merito all’osservanza di altre norme di legge, in particolare la legge n. 241 del 1990, in materia di accesso agli atti e di trasparenza amministrativa: numerosi, infatti, sono i giudizi in merito proposti contro la societ davanti ai tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato, le cui pronunce, tra l’altro, spesso non sono state eseguite, come denunciato con atti di sindacato ispettivo tutti rimasti privi di riscontro.

(Istituzione e compiti).

istituita, ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione delle risorse umane, sulla tutela dell’interesse aziendale e sul rispetto delle norme antiriciclaggio presso la societ Poste italiane Spa, di seguito denominata con il compito di:

accertare la sussistenza di eventuali episodi di illecita gestione clientelare nell’ambito delle vicende emerse dall’operazione denominata pay del 19 marzo 2013, condotta dal comando provinciale del Corpo della guardia di finanza di Palermo e individuarne le cause e le eventuali responsabilit verificare l’eventuale coinvolgimento di dirigenti della societ Poste italiane Spa in pratiche irregolari nell’assunzione e, in generale, nella gestione delle risorse umane presso la medesima societ accertare l’eventuale coinvolgimento di dirigenti preposti alla funzione di tutela aziendale presso la societ Poste italiane Spa nelle vicende di cui alla lettera a);

verificare le iniziative attuate dalla societ Poste italiane Spa a seguito della vicenda pay e individuare le eventuali criticit nell’organizzazione della societ medesima al fine di prevenirne la ripetizione;

accertare che non vi siano state violazioni di legge nel trattamento del personale dipendente della societ Poste italiane Spa che, direttamente o indirettamente, abbia collaborato alle indagini relative all’operazione pay 4>

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(Composizione e durata).

La Commissione composta da venti senatori e da venti deputati nominati, rispettivamente, dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, in proporzione alla consistenza dei gruppi parlamentari, comunque assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo costituito in almeno un ramo del Parlamento.

Il Presidente del Senato della Repubblica e il Presidente della Camera dei deputati, entro dieci giorni dalla nomina dei componenti, convocano la Commissione per la costituzione dell’ufficio di presidenza.

L’ufficio di presidenza, composto dal presidente, da due vicepresidenti, di cui un deputato e un senatore e da due segretari, di cui un deputato e un senatore, eletto a scrutinio segreto dalla Commissione tra i suoi componenti. Nell’elezione del presidente, se nessuno riporta la maggioranza assoluta dei voti, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti o, in caso di parit di voti tra pi di due candidati, al ballottaggio tra i due pi anziani. In caso di ulteriore parit proclamato eletto il pi giovane di et La Commissione conclude i suoi lavori entro sei mesi dal suo insediamento.

La Commissione, al termine dei lavori e comunque ogni qualvolta lo ritenga necessario, riferisce alle Camere sui risultati della propria attivit e formula osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull’eventuale necessit di adeguamento della normativa vigente. Sono ammesse relazioni di minoranza.

Art. 3.

(Poteri e limiti).

La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorit giudiziaria.

Non pu adottare provvedimenti attinenti alla libert e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione, nonch alla libert personale, fatto salvo l’accompagnamento coattivo di cui all’articolo 133 del codice di procedura penale.

Ferme restando le competenze dell’autorit giudiziaria, per le audizioni a testimonianza davanti alla Commissione si applicano le disposizioni degli articoli da 366 a 371 e da 372 a 384 del codice penale.

La Commissione pu ottenere, anche in deroga al divieto stabilito dall’articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti e documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l’autorit giudiziaria o altri organi inquirenti, nonch copie di atti e documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari. L’autorit giudiziaria pu trasmettere le copie di atti e documenti anche di propria iniziativa.

L’autorit giudiziaria provvede tempestivamente e pu ritardare la trasmissione di copia di atti e documenti richiesti con decreto motivato solo per ragioni di natura istruttoria. Il decreto ha efficacia per sei mesi e pu essere rinnovato. Quando tali ragioni vengono meno, l’autorit giudiziaria provvede senza ritardo a trasmettere quanto richiesto. Il decreto non pu essere rinnovato o aver efficacia oltre la chiusura delle indagini preliminari.

La Commissione pu ottenere, da parte degli organi e degli uffici della pubblica amministrazione, copie di atti e documenti da essi custoditi, prodotti o comunque acquisiti sui fatti che sono oggetto dell’inchiesta.

La Commissione pu chiedere alla Banca d’Italia e alla Commissione nazionale per le societ e la borsa informazioni relative alle attivit svolte e alle informazioni acquisite sui fatti che sono oggetto dell’inchiesta. Pu altres ottenere la documentazione prodotta dalle societ di revisione contabile sui medesimi fatti.

La Commissione garantisce il mantenimento del regime di segretezza degli atti, dei documenti e delle informazioni trasmessi ai sensi del presente articolo
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