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Genova mia prossima avventura? Voglio tornare nel Grand Canyon, negli Stati Uniti. Ci sono gi stato sei volte, ma davvero affascinante, un mondo. Gli indiani la chiamano montagna all S ci torner A 81 anni da poco festeggiati lo scorso 16 marzo Kurt Diemberger, alpinista, cineasta e scrittore austriaco che ha fatto dell Bologna la sua seconda patria, non ha affatto intenzione di fermarsi. Questa sera l mondiale lo celebrer consegnandogli a Courmayeur il Piolet d alla carriera, intitolato a Walter Bonatti.

Diemberger, che effetto le fa questo premio? Lei ne ha gi vinti tanti.

stata una sorpresa, bellissima. Mi sono chiesto perch abbiano voluto darmelo e mi sono risposto che non pu essere una scelta legata alle mie due prime ascensioni su un Ottomila, il Broad Peak e il Dhaulagiri, n le tanti pareti nord, una trentina, salite sulle Alpi. Io credo che sia per quello che ho fatto con la montagna, per la montagna che ho dato anche agli altri, attraverso i film e i libri, nei quali ho raccontato non solo le vette, ma anche la gente della montagna premio che lei riceve intitolato a Walter Bonatti: che rapporto ha avuto con lui?

un musicista, saliva come si suona un pianoforte. Ricordo anche quando ci venne incontro, dopo che ci aveva preso una terribile tempesta sulla Cresta sud del Bianco, torniamo indietro di cinquant un fulmine aveva colpito in testa la mia prima moglie Tona, per fortuna aveva il casco ed sopravvissuta. Per fortuna che ogni tanto l custode mette una mano sulla nostra spalla. genovese Gianni Calcagno, con il quale nel partecip all del Cristobal Colon, in Sud America, che cosa ricorda?

simpatico, molto determinato. Fu un un originale: io ero su un cocuzzolo e dovevo riprendere gli scalatori e loro avevano a loro volta una cinepresa. ha salito quattro Ottomila, andato due volte sul Broad Peak: le mai passata per la testa l di tentarli tutti e quattordici?

l mi ha sfiorato. Quando sono arrivato al quinto, sul Gasherbrum II, mi sono chiesto: ma che senso ha? Da lass vedevo il deserto del Sinkiang, valli sconosciute, e pensavo che mi interessava di pi scoprire quello. E in quel momento ho lasciato perdere gli Ottomila per una vetta, nella sua lunga carriera alpinistica,
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che avrebbe voluto salire e non ha potuto conquistare?

potessi essere di nuovo giovane mi piacerebbe salire il Kangchenjunga, che ho sempre visto e sognato solo da lontano, e anche il Nanga Parbat, un montagna molto bella, che ho tentato. Si vede che non doveva essere scritto che la salissi sua personale classifica di ascensioni, qual la pi bella dal punto di vista estetico?

la grande cresta di Peuterey la pi bella e la pi armonica in assoluto: Aiguille Noire, Aiguille Blanche e poi ancora 900 metri di salita fino alla vetta del Monte Bianco. Per questa ragione nel 1958 sono andato su con la cinepresa, per poterla raccontare a chi non poteva salirla. il K2, montagna degli italiani dove lo mette?

i suoi spigoli, con le sue pareti, una costruzione naturale unica, il cristallo pi grande del mondo. Ne sono sempre stato affascinato. Con Julie Tullis abbiamo formato, lass il team cinematografico pi alto del mondo. K2 si per portato via la vita di Julie Tullis e di tanti altri alpinisti, lei ha rischiato di perdere la sua: la montagna sa essere spietata.

certo, e in questi casi ti viene chiesto perch si rischia la vita per salire una montagna, se davvero ne valga la pena. A un certo punto, comunque vada, bisogna lasciarla questa nostra vita: anche se non arrivi a niente, devi morire. E allora forse non tutto sommato sensato perderla inseguendo il sogno della propria vita? dei grandi alpinisti, ha pi lasciato il segno, a suo giudizio?

Buhl stato per me come una padre, mi ha sgridato, ha cercato di farmi imparare, da lui ho imparato moltissimo. Il pi grande in assoluto forse stato Jerzy Kukuczka: non solo perch ha salito i quattordici Ottomila impiegando otto anni, la met di Messner, ma anche perch ha sempre cercato di farlo in una maniera nuova, una salita invernale o per una via mai tentata prima. Per questo lo considero superiore a Messner, che per la foga di essere il primo a salirli tutti, alla fine ha fatto anche vie normali velocit non un valore.

non mi piace: ci allontana dalla montagna. Salire la Nord dell in due ore davvero importante? Cos si trasferisce lass la competitivit della pianura. Fra l che ho conosciuto io in giovent e quello di oggi non possibile nemmeno un paragone, fra telefoni satellitari, previsioni meteo e attrezzature. Mi sono trovato al Circo Concordia con delle persone appena scese da un elicottero, che hanno fatto 100 metri e scattato qualche foto sotto il K2. Allora mi sono domandato: ma dove siamo arrivati? non si fa fatica.
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