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La faccia smorta di Alfredo Barbieri su la proda del letto, come sul bordo della carlinga, ma senza la maschera e senza la celata di cuoio. Il gesto del pilota mi passa nel braccio intorpidito, ma non me lo muove.Il corpo ripiomba a destra. La testa penzola. La celata si riempie come una tazza rotonda. La spruzzaglia incomincia, simile allo sfavill del tizzo che si consuma nella rapina del vento.Luigi B ritorna a proravia per la passerella tra i due serbatoi. Con la mano si regge il braccio stroncato.Resta un solo pilota valido al governo.Il ferito si china sul compagno, per fargli scudo, egli invalido e disarmato.Ecco che pi a dentro ferito il ferito, dalla terza raffica. Trapassato lo scudo magnanimo. La volont risfavilla nello sfavill della porpora.Barcolla, si piega indietro, si appoggia al serbatoio, cerca di riannodare le ginocchia che gli si slegano. Non vuol cedere. Pu servire tuttavia da scudo. necessario.Oreste si volta di tratto in tratto a guardarlo. Distoglie una mano dal volante per toccare il fratello con un gesto di conforto.Si volta anc e lo vede disteso nella passerella, tra rame e rame,
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supino: un sacco di sangue.Ho il petto pieno di grido, e non odo la mia voce.Il letto oscilla, sbanda, e poi precipita. Un deserto di sasso, sgretolato e forato, viene precipitosamente incontro al mio occhio che non si chiude. Gli attimi sono eterni. La caduta non ha fine.Ecco il Carso, pallido. Ecco la selva di Tarnova, nera.Ora mi sembra di percepire nella caduta lo splendore bianco delle mie ossa. La mia bocca aperta e arida come una di quelle fenditure nel calcare scarnito.Brucio. Il sudore stilla come un pianto che non trovi pi la via del ciglio.mezzogiorno. Le vie di Pordenone sono deserte e tristi. Un cane randagio si getta contro la macchina e fa sguizzare le ruote. Arrivo alla porta del Comando. socchiusa. La spingo; salgo. La casa deserta. Nessuno apparisce. Chiamo.Un fantaccino biondiccio si mostra dietro un banco da negozio, balbettando, con un boccone di pane che non gli passa anc pel gozzo.Inconsapevole, gli chiedo: colonnello Barbieri al campo?Sembra ch non comprenda. Si volta e va nella stanza contigua.Il fante ritorna a me con un fascio di pellicce macchiate di bruno,
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chiazzate di sangue risecco. Depone sul banco il fardello truce come il mercante scarica la balla di panno da misurare a braccia.