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L’amarantonon fa parte delle Graminacee, ma delleAmarantacee, per cui, come il grano saraceno e la quinoa, non può essere considerato un vero e proprio cereale. Originario del centro America, l’amaranto era un alimento fondamentale per gli Aztechi e gli Incas, da tempo dimenticato, è stato “riscoperto” in USA negli anni ’60, ma è coltivato anche in altre zone del mondo.

La pianta dell’amaranto, dal tipico rosso cupo, viene coltivata anche a scopo ornamentale.

La coltivazione è piuttosto complessa e di conseguenza il costo è elevato. Non essendo un cereale molto diffuso, difficilmente viene venduto nei supermercati, lo si può trovare nei negozi di alimentazione biologica o in quelli specializzati in sementi.

L’amaranto è ricco di amidi e soprattutto diproteine facilmente assimilabili, il cui contenuto è superiore rispetto agli altri cereali, presenta inoltre un notevole contenuto di lisina, amminoacido essenziale carente nella maggior parte degli altri cereali; calcio ma anche fosforo, magnesio, ferro, etc. L’amaranto è anche unabuona fonte di fibre(fino al 15%). L’assenzadi glutinelo rende adatto alla alimentazione di chi soffre di morbo celiaco, e ai bambini nel periodo dello svezzamento.

L’amaranto è un buonantiossidantee previene disturbi cardiovascolari e l’ipertensione. Può essere consumato con le verdure e nelle zuppe di cereali.

L’amaranto va bollito per 30 minuti o 20 in pentola a pressione, in un quantitativo di acqua pari a 3 volte quello dei chicchi. Una volta bolliti i chicchi di amaranto tendono a formare una massa gelatinosa che può risultare sgradita. Per evitare questa aggregazione si può cucinare l’amaranto insieme ad altri cereali, per esempio il riso, nella misura del 15 20%, questo ne migliora il sapore, la consistenza ed il valore nutritivo. Gli antichi Greci inoltre la usavano per ottenere protezione dagli dei che, si raccontava, amavano essere celebrati con ghirlande di amaranto. I Romani la usavano per allontanare invidia e sfortuna.

Considerato solitamente un cereale, ilgrano saracenonon appartiene alla famiglia delle Graminacee bensì a quelle dellePoligonacee, tuttavia può essere considerato un cereale ad honorem visto che per gli usi alimentari a cui è destinato e per le proprietà nutrizionali non ha niente da invidiare ai cereali veri e propri. La pianta è originaria dell’Asia e fu introdotta in Europa dai Turchi e dai Crociati nel XIII secolo. Le coltivazioni di grano saraceno sono presenti in forma massiccia nell’Europa nordorientale dove l’uso di questo cereale è molto diffuso. In Italia la coltivazione è diffusa in Sud Tirolo e Valtellina dove trova impiego per la preparazioni di polente (polenta taragna) e pizzoccheri.

La pianta di grano saraceno cresce rapidamente e si adatta a terreni poveri e a climi freddi. La raccolta è però piuttosto difficoltosa a causa della tempistica disomogenea nella maturazione dei frutti, per questo motivo la coltivazione si riduce ad aree ristrette.

Il grano saraceno risulta essere un alimento concaratteristiche nutrizionali ben equilibrateinfatti è ricco di ferro e sali minerali (soprattutto magnesio) di vitamina B ma soprattutto E. Contiene una buona quantità diamminoacidi essenzialisoprattutto lisina e triptofano ed il valore biologico delle sue proteine èparagonabile a quello delle proteine della carne e della soia.

Non provenendo da colture intensive il grano saraceno è unalimento fra i più sani e naturali, con unindice di sazietà abbastanza elevatoche lo rende indicato nei casi di deperimento fisico. un buon alleato del cuore poiché facilita la conservazione dell’elasticità dei tessuti dei vasi sanguigni. Grazie alla sua capacità di fornire energia mantenendobasso l’apporto caloricoè adatto anche agli sportivi e alle donne in gravidanza o che allattano. Per essere utilizzati nell’alimentazione umana i chicchi devono esseredecorticatie lavati accuratamente prima di essere cucinati, come gli altri cereali del resto. E’ consigliabile un lavaggio in acqua fredda più volte fino a che l’acqua non risulta limpida e priva delle scorie che solitamente vengono a galla. Dopodiché i chicchi vanno scolati e tostati nella pentola di cottura per uno o due minuti. Dopo questa operazione si può aggiungere acqua calda salata nella quantità di circa il doppio del volume del cereale e cuocere per circa 20 minuti. La dose per persona e di circa 80 grammi.

Il grano saraceno in chicchi può essere un’ottima base per leinsalate freddeo può essere mescolato a verdure e legumi.
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