peuterey sceptre Ricetta taralli pugliesi

peuterey wikipedia Ricetta taralli pugliesi

Impastare la farina con olio fino ad assorbimento, diventerà come una farina più grossa;metterci il sale,ed i semi di finocchio

una volta amalgamati bene questi ingredienti cominciare a versare il vino bianco fino a formare un impasto solido. che non si attacchi alla spianatoia e che non sia molto duro.

Dove ho sbagliato? Forse ci vuole il lievito di birra che la ricetta non prevede o forse la prima cottura in acqua invece di renderli friabili li fa indurire, o forse è il vino che li rende croccanti anzichè friabili?

Grazie alle amiche pugliesi, e non, che vorranno aiutarmi.

Battezzati con nomi diversi a seconda del posto( asciugavocche con pepe o scaletatidde in provincia di Foggia, pecceuatidde al pepe o al finocchio e taradde a ddorme a Bari , affucagatti o taraddi cu l’oi spersu in provincia di Lecce ) i tarallini sono comuni a tutta la Puglia, più o meno uguali in qualsiasi posto vengano preparati.

Si impasta 1 kg di farina con un bicchiere di olio di oliva, 30 gr di lievito di birra sciolto in accqua tiepida e sale. Alcuni aggiungono a questo impasto 4 uova, altri no. Si possono poi aggiungere i semi di finocchio oppure del peperoncino o gli aromi che ritenete più opportuni. Lavorare bene questo impasto ricavandone poi dei pezzetti e da questi dei cordoncini che chiuderete a ciambelline. Lasciatele lievitare per circa due ore. Quindi fate bollire una pentola di acqua, abbastanza capiente, e immergetevi i tarallini , pochi alla volta, fono a che verranno a galla. Scolateli bene e sistemateli nella teglia del forno appena unta. Fateli cuocere in forno caldo per circa 20 minuti. . Dei taralli pugliesi esiste anche una versione dolce. Quindi fateli bollire i taralli in acqua a bollore leggermente salata fino a quando verranno a galla. Quindi colarli molto bene, disporli in una teglia unta di olio ed infornarli a forno caldo per 20 minuti circa. Intanto preparate la glassa con lo zucchero a velo sciolto nel doppio del suo volume di acqua ( per esempio 50 gr di zucchero per 100 cc di acqua). Farlo sciogliere bene ed addensare a fuoco bassissimo. Deve rimanere bianco! Aggiungetevi qualche goccia di limone, versarlo in una coppa e lavorarlo fino a quando la densità sarà quella di una crema. Spargerla allora sui taralli appena usciti dal forno e lasciare raffreddare il tutto. I taralli dolci insieme alla scarcella sono il tipico dolce pasquale della zona di Bari.

Parliamo ora dei Frati fritti in fretta. Sono delle ciambelline fritte e cosparse di zucchero che, dal colore che assumono dopo la frittura, ricordano il saio dei frati. Credo che questa possa essere la spiegazione del nome un po’ strano.

Lessate e passate 300 gr di patate, aggiungetele a kg di farina, 2 cucchiai di olio e 2 cucchiai di zucchero, 2 uova intere un po’ di sale ed un cubetto di lievito di birra. Impastate tutto con latte tiepido. Date la forma di ciambelline e fate lievitare circa 1 ora e . Quindi friggetele poche alla volta e cospargetele di zucchero.

Le pettole: lessate e schiacciate delle patate ed unitevi un quantitativo doppio di farina,
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aggiungetevi un lievito di birra ed un tuorlo di uovo ( che alcuni mettono, altri no) e tanta acqua quanto basta ad avere una pasta molle, pronta quando sollevandola con la frusta scende a nastro. Lasciare lievitare circa 1 ora. Si friggono a cucchiaiate e si mangiano spruzzate di sale e bollenti. Nell’ impasto si possono aggiungere pezzeti di acciughe o cavolfiore lessato o pezzettini di baccalà, lessato anche lui, o quant’altro vogliate. Se poi le desiderate dolci, prima di mangiarle passatele nello zucchero o nel miele.

Impastare insieme la farina, il vino( deve essere un pò caldo ,quindi scaldarlo un pò), l’olio e il sale fino ad ottenere una pasta elastica ed omogenea.

Lasciare riposare, coperta da un panno, per 20 minuti in un luogo non freddo.

Fare dei bastoncini grossi 1 cm circa della lunghezza desiderata,poi chiuderli a cerchio bene schiacciando forte(qui mia nonna usava la chiave della porta per marchiarli )ancora oggi io lo faccio per tradizione.

In una pentola portare ad ebollizione dell’ acqua in cui si ha aggiunto 1 cucchiaio di sale.

Immergere pochi taralli per volta nell’acqua bollente e quando vengono a galla ritirateli, aiutandoti con una schiumarola.

Si infornano a 200 nel forno preriscaldato per 15 minuti circa,dovranno dorarsi un pò(la temperatura e il tempo di cottura nel proprio forno potrebbe essere diverso).

Nell’impasto si può mettere semi di finocchio,peperoncino,cipolla disidratata e via dicendo.

[ 22.01.2004, 09:29: Messaggio modificato da: Rosa Cremona ]

Impastare insieme la farina, il vino( deve essere un pò caldo ,quindi scaldarlo un pò), l’olio e il sale fino ad ottenere una pasta elastica ed omogenea.

Lasciare riposare, coperta da un panno, per 20 minuti in un luogo non freddo.

Fare dei bastoncini grossi 1 cm circa della lunghezza desiderata,poi chiuderli a cerchio bene schiacciando forte(qui mia nonna usava la chiave della porta per marchiarli )ancora oggi io lo faccio per tradizione.

In una pentola portare ad ebollizione dell’ acqua in cui si ha aggiunto 1 cucchiaio di sale.

Immergere pochi taralli per volta nell’acqua bollente e quando vengono a galla ritirateli, aiutandoti con una schiumarola.
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