offerte giubbotti peuterey La farina della Valle Onsernone in Ticino

modelli piumini woolrich La farina della Valle Onsernone in Ticino

Quale è la storia della Farina Bna?

La storia della farina bna affonda le sue radici nei secoli scorsi. Tenendo conto che la tostatura dei cereali è una caratteristica diffusissima in molte culture (basti pensare al caffè), il mistero sulla permanenza nel corso dei secoli di una tale usanza in una valle alpina, selvaggia e impervia quale la Valle Onsernone nel canton Ticino, è interessante. Ci sono almeno quattro ipotesi sull’origine e diffusione di tale pratica. La più plausibile ci riporta alla segale cereale che da secoli ha accompagnato la vita degli Onsernonesi: essa era infatti oltre che un prezioso alimento, una materia prima da lavorare per ottenere dei manufatti in paglia come cappelli e borse. Un’attività che per secoli ha visto occupata met della popolazione della valle e che ha contribuito anche a arricchire non solo materialmente la cultura. La segale era copiosa e allora un buon metodo di conservazione era costituito dalla tostatura. A volte la paglia, per essere meglio lavorata, veniva colta ancora verde: a maggior ragione il procedimento della tostatura permetteva la commestibilità del frutto. A supporto di questa tesi ci sono testimonianze che vedono la segale tostata assieme al mais a inizio secolo e, soprattutto due nomi: la farina verda (non tostata) e la farina seca (tostata).

Le altri tre ipotesi ci parlano soltanto della farina bna di mais (come l’attuale). Qualcuno dice che è stata importata dalla Francia dove hanno emigrato generazioni di Onsernonesi, qualcuno parla invece di importazione dall’Italia, dal Piemonte dove esiste in un piccolo paesino una farina simile che si chiama alo steso modo “farina seca”. In Piemonte si andava a vendere i manufatti in paglia. L’ultima versione, raccolta nella bassa Vallemaggia, regione limitrofa dove era conosciuta questa tecnica, ci racconta di come fosse difficile per le nostre macine di beola macinare il duro cereale arrivato dall’America. Molto più duro della segale! La tostatura rendeva la macinazione più agevole.

Attualmente la farina bna viene prodotta a Vergeletto in valle Onsernone. A Loco, sempre nella stessa valle, si produce una farina da polenta che contiene il venti per cento di farina bona, chiamata “Polenta Onsernone”.

Come può essere utilizzata in cucina?

In svariati modi. La differenza essenziale con la farina da polenta consiste nella cottura. La farina bona è già cotta e può essere consumata così, con latte ad esempio come nella maggior parte delle ricette tradizionali. Altri modi di utilizzo semplici: impanare, addensare salse, ingrediente per gelato, aggiungere allo youghourt.

E poi torte e biscotti: togliete un quarto di farina bianca e aggiungete al suo posto un quarto di farina bona: la vostra creazione avrà un gusto diverso. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n 62 del 7.03.2001.

La maggior parte degli articoli interviste reportage sono frutto della nostra esperienza come i servizi fotografici correlati.
offerte giubbotti peuterey La farina della Valle Onsernone in Ticino