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Che cosa c’è sotto? Paolo Pileri racconta in modo appassionato e appassionante che cos’è il suolo, perché è la risorsa più preziosa che abbiamo e perché ciascuno di noi deve conoscerlo, tutelarlo, difenderlo. Un vademecum per capire che cosa abbiamo sotto i piedi, e una exit strategy in 8 mosse per uscire dalla morsa dei consumi di suolo Italia di continuano a 4 metri quadrati al secondo di suolo, 35 ettari al giorno. E tra il 2013 e il 2015, certifica il Rapporto 2016 dell presentato a Roma (leggi qui l di Altreconomia a Michele Munafò, che ne è il curatore), sono stati trasformati 250 chilometri quadrati di terreni agricoli. Il 13 luglio, giornata del suolo, è forse la data giusta per scoprirsi “partigiani del suolo”. Non solo perché come ripete spesso Paolo Pileri, autore del libro cosa c sotto e curatore di due paragrafi del Rapporto “il suolo è bello”, ma perché è proprio il suolo che ci sostiene, ci nutre, ci fa respirare. La minaccia più grave e immediata è il consumo di suolo: solo in Italia, a causa di interessi rapaci e di piani urbanistici dissennati e frammentati tra migliaia di Comuni, si consumano infatti 8 metri quadrati di suolo fertile al secondo, e la superficie antropizzata ha ormai superato i 22mila chilometri quadrati.

“Che cosa c sotto” racconta il suolo in modo divulgativo, perché è solo attraverso una conoscenza accurata di questa risorsa che sarà possibile invertire la rotta: l certifica che ogni anno in Italia si perdono 70 ettari si suolo. Ogni giorno a causa delle del cemento il nostro Paese perde una superficie in grado di produrre cibo per 420 persone, mentre aumenta di 259 milioni di litri il volume potenziale delle acque da gestire.

Le minacce al suolo come dimostra il caso lombardo sono rappresentate dall residenziale ma anche dalla realizzazione di nuove infrastrutture, in particolari quelle autostradali. Per affrontare questi problemi, suggerisce Pileri, è necessario ridurre la frammentazione amministrativa e ridisegnare le competenza sull del suolo. Ma soprattutto fissare un limite agli abusi di suolo, secondo gli esempi strategici raccolti in tutta Europa (vedi sotto)

L’autore, che è editorialista della rivista si spende infine per una vera e propria “pedagogia dei suoli”: un che investa tutti, dalla scuola,
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alla politica, dai singoli cittadini agli amministratori. Il nostro Paese primo al mondo ha inserito nella Costituzione, all’articolo 9, la tutela del paesaggio. “I padri Costituenti scrive Pileri intuirono infatti che il suolo era la registrazione vivente di una storia fatta di mille incroci, ibridazioni e stratificazioni. Dobbiamo nostra questa intuizione. Il suolo non si salva da solo: siamo noi che dobbiamo salvarlo: una delle battaglie civili e culturali più importanti per il nostro Paese”.

“Se oggi non vediamo il legame tra asparagi nel nostro piatto e suolo agricolo là fuori né lo vedono i nostri giovani significa che dobbiamo prima ricomporre questa disgiunzione così profonda e strutturale continua l’autore nell’introduzione . Negli ultimi 30 40 anni la relazione cruciale tra noi e l’ambiente è stata letteralmente rimossa dal nostro orizzonte culturale in nome e per conto di altri interessi più ‘seduttivi’ che, a viva forza, sono entrati nel nostro immaginario”.

EXIT. Strategie per uscire dalla morsa dei consumi di suolo

Strategia1. Cinture verdi o Green Belt

forse la più antica forma di controllo dell’espansione urbana. L’idea è semplicissima e prevede di circondare la città esistente con una fascia verde profonda alcuni chilometri.

Strategia2. Vietato oltrepassare questa linea! Urban Boundaries (UB)

Una delle più diffuse soluzioni consiste nel disegno di un limite fittizio, deciso a tavolino e riportato su mappa, oltre il quale la città non va

Strategia3. La cifra del limite

Il suolo si può tutelare anche fissando un limite numerico non superabile. Si tratta di stabilire un valore massimo riferito a una scala opportuna e nell’unità di tempo (ora, giorno, anno), questo tetto deve sfumare progressivamente verso lo zero in un certo periodo.

Strategia4. Incentivi, e politiche fiscali (ma solo per rigenerare!)

La regolazione fiscale è invocata da tanti come una delle prime strategie da implementare. Per semplicità qui raccogliamo sotto di essa gli incentivi, le tasse e gli scambi di diritti edificatori (attraverso la perequazione).

Strategia5.

Strategia8. Evita e riduci (impatti), mitiga e compensa (ecologicamente)

La strada della tutela del suolo ha incrociato in Germania quella della contabilizzazione ecologica locale (okkonto) di cui abbiamo ampiamente parlato in Compensazione ecologica preventiva (Pileri, 2007).

Strategia delle strategie. Il diritto di conoscere e reagire per non perdere terreno

Un filo rosso attraversa le strategie citate e attinte da Paesi esteri, e conviene ribadirlo: è la volontà politica che le ha proposte e formalizzate attraverso leggi, piani, finanziamenti e così via.

Questo ci insegna che la politica può e deve fare la differenza.

“Che cosa c sotto. Il suolo, i suoi segreti, le ragioni per difenderlo”, 160 pagine, 12,50 euro (Altreconomia). Da aprile in libreria,
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nelle botteghe del commercio equo e solidale