peuterey estivo un giovane sportivo di Novi Ligure l di 21 anni morto sulla via Major del Monte Bianco

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Il silenzio di ore, la ricerca e la guida alpina che vede il corpo infilato nel grande crepaccio terminale. Andrea Chaves Lopez, 21 anni, di Novi Ligure (Alessandria), morto ieri in Val d mentre da solo tentava la lunga e complessa via Major, una delle tre costole che salgono verso la cima del Monte Bianco, sul versante italiano. Il suo corpo stato recuperato dall con un di soccorso difficile, pericolosa. Una guida calata nella voragine di gelo per alcuni metri, legata con il verricello al velivolo fermo in volo.

Resta per ora un mistero la causa dell L che il giovane sia stato vittima di un crollo di seracchi che formano un gigantesco festone candido oltre i 4000 metri e fino alla cresta sommitale del Bianco contro il cielo. O, ancora, che sia stato trascinato da una placca a vento, un accumulo di neve resa instabile che scivolata, sprofondata al suo passaggio.

La via Major quella centrale delle tre che risalgono il versante della Brenva. Una delle affrontate nel passato anche da Walter Bonatti. Itinerario lungo che alterna la scalata su granito a quella sul ghiaccio. Molte le insidie, soprattutto adesso, dopo le nevicate dei giorni scorsi: condizioni non ottimali anche per il lungo periodo di siccit e per le alte temperature di questa estate.

Andrea Chaves era partito all di notte per poter affrontare con maggiore sicurezza i punti pi pericolosi, soggetti ai crolli. Orario corretto per riuscire a raggiungere la vetta prima delle ore pi calde e poi scendere lungo un itinerario meno complesso. Da quanto stato possibile ricostruire l deve essere stato trascinato nel ripido imbuto di ghiaccio e neve mentre stava attraversando il grande canale necessario per raggiungere la costola rocciosa della Major. quello uno dei punti pi pericolosi. Blocchi di ghiaccio, oppure il crollo della placca sotto i suoi piedi lo hanno trascinato per duecento metri fino al crepaccio terminale, che trasversale rispetto al canalone.

Il crepaccio lo ha ingoiato proprio perch in questo periodo la voragine non ha pi copertura nevosa. E l lo hanno trovato gli uomini del soccorso alpino valdostano avvistandolo dall che ha sorvolato la zona. L scattato nel tardo pomeriggio quando il giovane era irrintracciabile al telefono. La sua assenza aveva destato preoccupazione perch non era rientrato al rifugio.

L che avrebbe seguito in solitaria era conosciuto, di l la richiesta dell e il volo di perlustrazione. durato pochi minuti, poi per si trattato di organizzare il recupero con a disposizione poco tempo. Dopo le effemeridi l non pu pi volare e ormai era il crepuscolo. La squadra del soccorso ha cos deciso di fare il recupero con il velivolo fermo in volo a circa 15 metri di altezza dal crepaccio. Con il verricello una guida stata calata nel vuoto fino a raggiungere il corpo del giovane alpinista. Recupero reso pericoloso anche per il luogo, soggetto a possibili crolli di ghiaccio. All il soccorso si concluso.

Il giovane atleta, che eccelleva anche nelle arti marziali e nell era alla sua prima scalata in solitaria, aveva gi affrontato l cresta integrale di Peuterey che dalla Val Veny sale fino al vetta al Bianco. Il suo corpo ora al cimitero di Courmayeur.

Andrea Chaves era molto conosciuto in provincia di Alessandria.

Diplomato all Amaldi di Novi in umane con 100 e lode, alternava la passione per lo sport e le scalate alpine con quella per Dante tanto che gi da liceale era considerato un esperto della Divina Commedia, teneva serate divulgative a tema, partecipando persino a prove sull
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