peuterey donna outlet Una regione che ha smarrito il suo cuore

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di Enzo Verrengia

Il suicidio del generale Guido Conti e la sua lettera in cui fa il mea culpa per la tragedia di Rigopiano dovrebbero indurre a proporre nei canali della comunicazione e della riflessione culturale il caso Abruzzo. In Italia c da sempre un federalismo della cronaca e del costume molto pi sentito di quello politico e amministrativo. Cos per esempio, la Campania si trascina dietro un criminale oggi sintetizzata in una parola soltanto, Gomorra. Dal capo opposto della penisola, la Lombardia sinonimo di sviluppo anche oggi che imperversa la deindustrializzazione. Poi ci sono le regioni eclissate, come l le Marche e il Molise. Ma l Questa la regione di Chieti, che Mussolini defin camomilla di retaggi dannunziani elevati a retorica irrilevante, di un Flaiano rievocato in una rassegna annuale che porta a Pescara tanti big senza che se ne abbia la giusta risonanza fuori dalla zona. Da ultimo, le catastrofi sismiche, idrogeologiche e ambientali, si veda il caso di Bussi e il relativo procedimento giudiziario. A tutto questo si aggiunge una serie nera di scomparse, femminicidi e suicidi.

Che fine hanno fatto i gentili dell Scriveva Ignazio Silone in L di un povero cristiano: regione che, per l dei suoi valichi d e il carattere chiuso dei suoi abitanti, sempre stata di difficile penetrazione a nuove credenze Oggi questo scorcio non vale pi L accessibilissimo. Il che ha permesso una doppia immigrazione. Quella autoctona, peninsulare, prevalentemente dalla Puglia e dalla Campania, e quella internazionale. L forse pi di ogni altro lembo d si rivela di facilissima penetrazione da parte di modelli americani. Scritte in inglese dappertutto, anche nei paesini pi sperduti, da wine bar a happy hour, da country club a bed breakfast, da beauty center a beach volley. Non solo grazie all costruttivo dei collegamenti stradali, a base di viadotti, predelle e altro asfalto, bens soprattutto a una dipendenza compulsiva da televisione, prima di Internet e dei social (?) forum. La regione una volta considerata esemplare per l del paesaggio e delle sue genti sta sempre di pi assimilandosi alle derive delle societ pi avanzate dell Anche per i comportamenti a rischio.

Giulianova, Teramo: un uomo viene accoltellato per una manovra automobilistica. Succede all informatico Paolo Cialini, quarantasettene, ucciso brutalmente dinanzi alla figlia, una bambina di cinque anni, dal caldaista Dante Di Silvestre, cinquantanovenne. Il movente del delitto rimanda alle parole dello psicanalista Emilio Servadio in Uomo o automobile, un pamphlet di mezzo secolo fa sui problemi sorti dall della mobilit su gomma: si trova in possesso, quando guida la sua auto, di una potenza sproporzionata alle sue possibilit naturali Sempre a Giulianova, qualche giorno dopo: una ragazza evita di pochissimo lo stupro nei pressi di un centro accoglienza per profughi. Intanto nel capoluogo della provincia, Teramo, un tempo emblematica per sobria tranquillit si verifica un escalation di furti, rapine, atti di bullismo e violazioni ad ampio raggio del codice penale. Pescara, strada parco, ossia il vecchio tracciato della ferrovia divenuto polmone verde in attesa di trasformazione a percorso molto dubbio di una linea di filobus (ci sono gi i piloni): un professionista spara dal balcone con un fucile a piumini sui passanti. Qualcuno resta ferito.

Nella classifica annuale compilata dal Sole24 Ore Pescara viene collocata al 15 posto in Italia, su 106, fra quelle pi pericolose, stando al rapporto fra popolazione e reati. L scorso vi risultano 17.171 crimini su circa 120 mila abitanti.

Uno stillicidio di cronaca che incomincia almeno un quarto di secolo fa. Nella notte fra il 5 e il 6 ottobre 1991 il legale Fabrizio Fabrizi fu freddato a Pescara con cinque colpi calibro 7,65 alla presenza della collaboratrice e compagna, Patrizia Donatelli. Un episodio eclatante, inusitato e del tutto disomogeneo rispetto all paciosa, edonista e un po fatua della citt adriatica, Tanto che se ne discusse in una puntata di l televisivo di Michele Santoro. Dopo complesse vicende giudiziarie, l resta irrisolto. Non per la sua lettura contestuale. Pescara e l stavano cambiando. Nel mezzo delle montagne, il 20 agosto 1997 avveniva il doppio femminicidio compiuto dal pastore macedone Alivebi Hasani. La sua brutalit si consum su Diana Olivetti e Tamara Gobbo. Scamp la sorella della prima, Silvia, che diede delle circostanze una descrizione agghiacciante, nella sua assoluta aderenza ai fatti.

Un anticipo di quanto poi avrebbe commesso nove anni dopo l Maxim Chernysh, trucidando il polacco Arkadiusz Miksza e la madre Kristina, nella caratteristica zona pescarese di Porta Nuova.

Le nuove forme dell moltiplicano i problemi. Marc Aug parla di Zygmunt Baumann di liquida Il mutamento dello spazio con le infrastrutture di comunicazione crea walkscapes, paesaggi da attraversare. Nei quali termina la vita stanziale e domina il provvisorio, che porta sradicamento, alla perdita di familiarit Del posto in cui era nato, Ennio Flaiano aveva sostenuto: pescaresi credono ancora che la felicit sia nel darsi da fare altrove. Sono fieri delle loro conquiste tecnologiche, tutti hanno una barca a motore, tutti credono nell Questa visione ironica e disincantata, cos propria dell di Tempo di uccidere, non calzava pi Lo stesso valeva per l L del terzo millennio un coacervo di cementificazione diffusa e di scorci montani, forestali e marini dove resiste ancora una bellezza che era soggiogante. L capito bene Guido Piovene negli anni quando fra le pagine di Viaggio in Italia descrisse Pescara quale miniatura di Los Angeles. Identica alla metropoli californiana per la pianta a griglia e per la propensione rivierasca. Purtroppo, come Los Angeles, destinata a un urbana irreversibile. Lo sanno gli abitanti di piazza Muzi, divenuta il cuore di una movida rumorosa, alcolica, aggressiva, contro la quale si scatenano solamente polemiche incrociate, senza che si riesca a conciliare le ragioni degli esercenti con quelle dei residenti.

Si provveduto allo sgombero, fortunamente pacifico, del mercatino etnico situato per anni sotto il contrafforte della ferrovia, accanto alla modernissima stazione di Pescara. L stazionavano con i loro banchi vendita senegalesi e nigeriani. Pi volte minacciati dagli xenofobi di Forza Nuova, che quando a suo tempo venne in visita l Ministra Cecile Kienge tappezzarono il capoluogo abruzzese di cartelli con la scritta l dei popoli La scelta del termine non era metaforica, come in Marx. Una consistente parte dello spaccio, infatti, veniva segnalata nelle comunit africane.

Si levano le proteste dei balneatori e dei cittadini che non accettano l di migranti di origine africana negli alberghi della riviera.

Sull incombe Chieti, la camomilla dove la concentrazione di studenti fuori sede prosegue, in combinata con il disagio sociale provocato dalla crisi economica, che in Abruzzo ha colpito duro. Avendo puntato tutto e pi di tutto sul commercio e su alcune fabbriche, senza un appoggio terziario, la caduta dei margini di profitto dal 2008 sfociata in disoccupazione, perdita di certezze e disturbi delle personalit Qualche anno fa un individuo dai forti problemi mentali ha messo in pericolo la citt con una bomba dinanzi al tribunale.

Si aggiunto il terremoto del 2009. L era una citt ricchissima e signorile, popolata da imprenditori e professionisti che non avevano bisogno del posto fisso per realizzare un reddito pi che dignitoso. La catastrofe geologica ha lasciato rovine non solo edilizie. Oltre ai morti sotto le macerie vi sono quelli viventi che non riconoscono pi il proprio habitat. Sul quale si accanisce uno sciacallaggio di cui non si d sufficiente notizia. Le abitazioni dell piene di oggetti di valore, di computer e altri beno, sono state via via cannibalizzate da bande in prevalenza di rumeni. Le autorit registrano una forte incidenza criminale nell Mentre i mobilifici della Val Vibrata, nel teramano, accusano la concorrenza al ribasso delle manifatture d e stentano a reggere l di un darwinista.

Le esplosioni sempre pi frequenti di violenza omicida e autolesionista risentono perci di un disorientamento antropologico legato alle vicissitudini del posto, passato dalla crescita e dall alle difficolt odierne. S un fattore umano altrettanto significativo: l percentuale di divorzi, soprattutto a Pescara. La famiglia perde la sua funzione stabilizzante di solidit per divenire un periodo transitorio di coppia. Succede anche altrove, visto il dilagare della condizione post moderna. Solo che nell dalla forte tradizione parentale, la disgregazione del nucleo familiare appare pi rimarchevole.

L inoltre, la si imita anche con l non solo con le insegne in inglese. Los Angeles non basta pi Si punta a Manhattan. Con pi di un decennio di ritardo sul disastro delle Torri Gemelle, fallimento del grattacielo e delle concezioni di Mies van der Rohe, a Pescara imperversa ancora la fascinazione pre 11 settembre. Prospicienti la tangenziale, detta attrezzato sono state erette le torri la cui denominazione deriva da quella di una societ del gas che aveva sede in quell Un pastificio ha edificato il centro direzionale a ridosso dei quartieri di Villa del Fuoco, San Donato e Fontanelle, considerati molto a rischio. Palazzi altissimi che ricordano il quartiere europeo di Bruxelles. Il 16 dicembre 2008 in piazza Salotto, appena modificata da un restauro, veniva scoperta al pubblico un Era l Wine Glass, il bicchierone di vetro, commissionato all giapponese Toyo Ito. Monumentale attrazione che avrebbe oscurato quell rosa vicino ai portici, di cui pare nessuno riesce a spiegare l il significato e l Il 17 febbraio dell successivo, dopo due soli mesi di permanenza, il vetro si incrinava e vi si rimediava con un ponteggio.

Il Ponte del Mare, inaugurato a Pescara l dicembre 2009, un camminamento al di sopra del porto canale, che collega la riviera sud con quella nord. Lo si percorre su due corsie, una pedonale e una ciclabile, entrambe abbastanza affollate. Al sommo della sua arcata, si osserva il panorama della citt Le sopraelevate, la spiaggia strappata al mare con i frangiflutti, i lidi, che qui si chiamano stabilimenti e in effetti sono l della balneazione, il traffico. Da ultimo vi si affiancata un ruota panoramica, che ricorda quelle del Prater viennese e di Londra. Due attrattive che dovrebbero proiettare l nel XXI secolo. O verso una deriva incontrollabile?
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