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“Per fare un bel film horror bisogna fare innanzitutto un buon film”. Con queste parole Dario Argento spiega il successo dei sui film e ugualmente s pu dire per un film di alpinismo.Ci troviamo di fronte una pellicola ben strutturata, solida come la montagna di cui parla, con un sceneggiatura, buoni attori, una buona regia, qualche difetto nelle musiche, un produzione tedesca e, purtroppo, una post produzione italiana criticabile.Dal punto di vista alpinistico la precisione della ricostruzione delle tecniche, degli abbigliamenti e delle attrezzature notevole. Nulla viene lasciato al caso e in generale la ricostruzione storica perfetta.”Per fare un bel film horror bisogna fare innanzitutto un buon film”. Con queste parole Dario Argento spiega il successo dei sui film e ugualmente s pu dire per un film di alpinismo.Ci troviamo di fronte una pellicola ben strutturata, solida come la montagna di cui parla, con un sceneggiatura, buoni attori, una buona regia, qualche difetto nelle musiche, un produzione tedesca e, purtroppo, una post produzione italiana criticabile.Dal punto di vista alpinistico la precisione della ricostruzione delle tecniche, degli abbigliamenti e delle attrezzature notevole. Nulla viene lasciato al caso e in generale la ricostruzione storica perfetta. Con grande pathos si assiste al tentativo dei quattro giovani germanici sulla Nordwand, con orrore si partecipa alla disgrazia. Il vento sembra spazzare la sala e la neve sembra depositarsi sulla propria testa, le mani si fanno fredde e il dolore, la sofferenza passano per il proprio corpo, consapevoli di cosa la montagna pu dare e pu togliere. Come un grande dio dalla ruvida faccia ghiacciata l si presenta allo spettatore e lo avvolge nel suo inviolabile manto e lo lascia solo a visione ultimata.Alla bellezza delle immagini e alla bravura degli attori si contrappone come gi accennato una post produzione italiana imbarazzante. Cominciamo dal titolo che viene sottolineato in maniera inspiegabile e ridondante con la farse storia vera Questa frase che ormai precede la visione di ogni film, tutto vuol dire e nulla spiega. Lo spettatore che si appresta a vedere Nordwand (titolo originale) cosa riceve in pi da questo sottotitolo? Avessero scritto la montagna mangia uomini almeno si sarebbe capito di cosa si sta parlando.In secondo luogo il doppiaggio. Partiamo da una scena nel albergo appena prima della partenza di Toni Kurtz e compagni per la parete. Ulrich Tukur l collega di Luise suona il pianoforte e canta qualcosa in tedesco che non viene tradotto. Perch In fin dei conti la musica parte integrante del film. Come mai invece spesso e volentieri appena si comincia a cantare (a meno che non sia un musical) sparisce il doppiaggio? Sar che la canzone non viene considerata importante o forse viene ritenuta troppo difficile da doppiare? Comunque sia che almeno mettano i sottotitoli cosicch noi altri, interessati a tutto il film, possiamo capire cosa cantano.Ed eccoci al clou del non sense. Ultime scene. Non leggere oltre per non bruciarsi il finale.Toni Kurtz appeso alla corda pronuncia le sue ultime parole che nella versione tedesca grossomodo son cos finito le forze Nella versione passata nei nostri cinema invece tanto freddo Rimango interdetto.Cosa dobbiamo fare per avere un prodotto decente, chiedere ai Radicali di indire un referendum su o sottotitoli una famosa e tragica ascensione, interessante per la puntuale ricostruzione storica degli eventi (piuttosto fedele tranne che per il personaggio di fantasia di Luise Fellner) e per la buona descrizione di come l era seguito dai politici, dai giornali e dal pubblico. bello per la tecnica alpinistica, con riprese spettacolari, col racconto dettagliato dei principali passaggi, con la descrizione completa dell dell curato con un certo grado di meticolosit dalla cordata tedesca eppure tragicamente inadeguato. un film molto ben fatto che dovrebbe interessare anche i non appassionati. bello per la tecnica alpinistica, con riprese spettacolari, col racconto dettagliato dei principali passaggi, con la descrizione completa dell dell curato con un certo grado di meticolosit dalla cordata tedesca eppure tragicamente inadeguato. un film molto ben fatto che dovrebbe interessare anche i non appassionati. stupisce che venga distribuito in Italia 2 anni dopo la realizzazione, e in una settimana di fine estate con i cinema ancora piuttosto vuoti. Tutto lascia pensare che il film sar presto ritirato dalle sale e che pochi lo vedrannoNell’Ottobre 2006 dopo due anni di tentativi falliti,causa le condizioni meteo che cambiavano continuamente,nel 2006 siamo riusciti a salire,partendoprestissimo cercando di superare il famigerato 2 nevaio,per me la parte più critica,bisogna passarlo prima che il sole sfiori la parte sommitale della cresta.Nell’Ottobre 2006 dopo due anni di tentativi falliti,causa le condizioni meteo che cambiavano continuamente,nel 2006 siamo riusciti a salire,partendoprestissimo cercando di superare il famigerato 2 nevaio,per me la parte più critica,bisogna passarlo prima che il sole sfiori la parte sommitale della cresta.Non è da paragonare ad una salita per L’integrale di Peuterey al Monte bianco,molto faticosa per la sua lunghezza ma in un ambiente decisamente più.
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