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L rami de “L azzurro” a “L’acqua di Bumba”: Roberto Piumini porta il suo teatro ai bambini del Perna

Abbiamo ascoltato dalla voce dello scrittore, firma di alcuni dei testi del noto programma RAI per bambini, il senso di un laboratorio che nasce da un suo racconto in versi: E una storia che racconta la responsabilità delle scelte. L’obiettivo è, ovviamente, quello di coinvolgere i bambini in una esperienza di treatralità differente soprattutto dalle esperienze di spettacolo rumorose e confuse, certo più trascinanti ma poco espressive

“L’acqua di Bumba” è la storia di un piccolo che, insieme alle donne del suo villaggio, nel cuore caldo e arido dell’Africa, si mette in cammino per recuperare un po’ della preziosa risorsa necessaria alla sua famiglia e alla sua comunità, in parte fallendo la missione perché sulla via del ritorno si lascerà convincere a cederne ad un vecchino che gliene chiede per sé, il suo cane ed un cespuglio. La storia di Bumba è una storia di scelte e responsabilità che aiuta i bambini a prendere coscienza non solo del valore del pregiato oro bianco, ma dell’importanza di mettere prudenza e giudizio nelle proprie azioni. “L’acqua di Bumba” è un racconto in versi di Roberto Pimuni, tra gli autori dei testi del famoso programma RAI per bambini “L’albero azzurro”, dal nasce un spettacolo laboratoriale per i bambini in età compresa dall’ultimo annio della materna al terzo della scuola primaria.

Un lavoro che, oggi, è approdato alla scuola “Luigi Perna” di Avellino ma che, prima di questo appuntamento locale, lo scrittore ha portato già in giro in varie parti d’Italia insieme alla collega Monica Rabà. La prima o seconda volta ci spiega che realizzammo lo spettacolo fu a L’Aquila, tre mesi dopo il sisma. L’attività si divide in due parti: la prima è una fase sostanzialmente di preparazione alla messa in scena vera e propria nella quale i bambini preparano la scenografia, attraverso la realizzazione di alcune gocce e la scelta di un sole tra i tre da me sottoposti. Poi imparano la tecnica del coro a risposta vale a dire, col supporto di un tamburo, ripetono piccole parti del testo con un tono diverso, piano, forte fortissimo a seconda del battito.

Arriva, dunque, il momento della coreografia, coi bambini che si mettono i fila ordinata per applicare le gocce ad un pannello. la parte più laboriosa ma anche la più interessante specie per i bambini che hanno difficoltà a Stare fermi. Dopo questa pima parte, che dura circa 30 minuti, arriva il momento della messa in scena la cui riuscita varia, ovviamente, a seconda della qualità delle prove. L’obiettivo è, ovviamente, quello di coinvolgere i bambini in una esperienza di treatralità differente soprattutto dalle esperienze di spettacolo rumorose e confuse, certo più trascinanti ma poco espressive, cui sono abituati e diverso dalla fruizione televisiva passiva. I valori che vengono così trasmessi sono quelli della lentezza, della tranquillità e di una certa ritualità e l’apprendimento di una varietà di forme espressive che poi è parte integrante di una mia scelta di vita, quella, cioè, di essere attore di quello che scrivo, portandolo in scena scegliendo di volta in volta, eventualmente insieme ad altri colleghi, forme diverse.
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