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La creatività è un fattore di rilevanza sempre maggiore quando si parla di riuscita di un business. Specialmente in un momento in cui i consumi interni sono in stallo e le previsioni di ripresa vengono rimandate di semestre in semestre. Specialmente in un settore come la moda che per lungo tempo è stato alimentato da sogni e aspirazioni più che dalle effettive necessità della clientela e, a seguito di un tonfo delle suddette aspirazioni complice una crisi ormai quinquennale, ha dovuto stupire senza illudere. E conquistare un pubblico deciso mai come prima a mantenere i piedi ben saldi a terra.

Non è semplice sfoderare la propria creatività quando, è palese, il contesto suggerisce ben altri temi da mettere in cima alla lista delle priorità. Ma spesso è necessario. Lo sanno bene i giornalisti che si occupano di moda (come me) e che a volte devono fare a pugni metaforicamente, si capisce con realtà completamente diverse che convivono nel medesimo sistema: cartellini da decine di migliaia di euro; vetrine scintillanti; sfilate; collezioni ispirate al dadaismo o alla Primavera di Botticelli che sfilano in passerella a ritmo di musica, ma anche imprenditori che faticano ad ottenere l di linee di credito, aziende in cassa integrazione, manovalanze sfruttate, produzioni sottocosto, vendite scarse. E devono cercare di raccontare queste realtà cercando di stabilire un ponte tra dimensioni apparentemente così distanti.

Lo sanno bene a Pitti Immagine Uomo, fiera che si tiene due volte l alla Fortezza da Basso di Firenze e, giunta alla sua 85esima edizione, rappresenta una delle realtà più importanti a livello internazionale per le aziende che producono moda maschile. E che, tradizionalmente legata all formale da uomo nella fattispecie: giacche, camicie, pantaloni, abiti, capispalla negli ultimi quattro anni, per arginare l di crisi che ha colpito la moda, i negozi multimarca e, soprattutto, il formalwear, ha dovuto reinventarsi. E farlo in fretta.

Pitti Uomo a cui si è aggiunto nel tempo Pitti W, un salone che potremmo definire un cammeo e che è dedicato alla moda femminile ce l fatta. Almeno così pare: è infatti un salone ben articolato e ben frequentato i visitatori dell edizione invernale sono stati 30mila, molti dei quali dall è l di una selezione ragionata di aziende quest i marchi a Pitti Uomo sono 1047 mentre le collezioni donna a Pitti W sono 73 che per il 40% sono internazionali, provenienti da ben 30 Paesi;è un contenitore per nuovi talenti, nazionali e non, come Super Duper Hats e Casamadre, i vincitori del concorso Who is On Next? Uomo 2013, organizzato ogni anno da Pitti in collaborazione con Vogue Italia.

Ed è una piattaforma creativa che cerca di proporsi in modo sempre più aggiornato, concentrandosi ogni stagione su un tema diverso che,
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sia sul piano estetico sia su quello contenutistico, costituisce il fil rouge che lega i padiglioni e gli eventi di Pitti. Il tema dell numero 85, che apre oggi per concludersi venerdi 10 gennaio, è “Rock Me Pitti”. A spiegare la scelta è Agostino Poletto, vicedirettore generale di Pitti Immagine: Con questo slogan, Pitti introduce idealmente una monetina dentro un luccicante jukebox che produce suoni, parole e immagini, idee, spettacolo ed emozioni, business e creatività. Per fare con la musica quello che da sempre fa con la moda: scegliere il meglio, il più nuovo, il più interessante e rileggerlo con il suo stile, offrendo una dimensione di piacere e intrattenimento ai suoi visitatori.

Confezionare il business in modo creativo è, dunque, la strategia vincente. Chi varca la soglia di Pitti Uomo è pronto ad essere stupito, dalle collezioni ma non solo. Dagli eventi, dalle installazioni, dagli ospiti che le aziende invitano per movimentare la presentazione della propria linea di abbigliamento, di calzature o di accessori. Durante i quattro giorni di Pitti Uomo il Salone spazi aperti e spazi chiusi insieme: il set design è di Oliviero Baldini si animerà all di performance e installazioni che attingono, come fonte di ispirazione, all della musica. Contagiando anche la città di Firenze:La Rinascente di Firenze, per esempio, ha deciso di dedicare a a Rock Me Pitti l’iniziativa “Watch the Music, Listen to Design”, sette vetrine ispirate alla musica e realizzate da sette giovani promesse del design italiano, un progetto a cura di Sergio Colantuoni. Sono molte le iniziative music oriented lanciate dai singoli brand; eventi che fanno leva sulla popolarità dei volti noti coinvolti, ciascuno cercando di colpire il proprio target commerciale: Massimo Rebecchi ha ingaggiato Morgan per un dj set esclusivo; Happiness presenterà una collezione firmata dal rapper Emis Killa. Anche i brand del gruppo Peuterey (Peuterey, Geospirit e Postcard) hanno scelto, per la prima volta, di abbandonare lo stand per presentare la propria collezione autunno inverno 2014/15 con un evento “danzante” fuori Fortezza.

Dimenticate i tavoli cui sedersi gli uni (i clienti) di fronte agli altri ( i proprietari dell addetti al commerciale) e i quaderni sui quali vengono scritti gli ordini. O ripensateli, almeno. E la fiera, in generale, ha introdotto una nuova dimensione nell della tradizionale prassi commerciale.il marketing, bellezza.
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