peuterey taglie Saldi Invernali 2014 Gennaio

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Per il vostro shopping in vista dei saldi invernali di Gennaio 2014, prosegue lo speciale su Style Fashion 2.0 con le proposte dei must have di Blauer, Geox, Marina Militare, Eton, Jucca, Cangiari.

Cashmere, lana merinos extra fine, angora, seta e lurex: questi i materiali che si fondono nella collezione di Erèndira. Motivi grafici che movimentano le superfici, le quali si ravvivano grazie agli effetti di intarsi e plissettature. Sono proposte tinte calde e neutre ma ritroviamo anche i classici grigi e i colori cipria. Abiti di seta morbidi e sinuosi indossati sotto con cardigan avvolgenti. Giochi di colori a tinte forti, come il fuxia, completano gli abbinamenti must della stagione. Modelli di maglieria in lurex dalle linee fluide e sofisticate.

Blauer propone capi spalla dalle linee pulite ed eleganti, capi funzionali e performanti, studiati per adattarsi al contesto urbano con ogni condizione atmosferica. La funzionalità è infatti la caratteristica principale della collezione, che presenta una proposta di capispalla pensati per assecondare le diverse esigenze climatiche e con funzioni d’uso profondamente studiate nella costruzione e nei dettagli.

Sea trend, il mare come tendenza, è il fil rouge della collezione Marina Militare, una proposta di abbigliamento e accessori che sono realizzati con i migliori materiali naturali e con tessuti ad alto contenuto tecnologico. Must have la speciale capsule navy di Marina Militare: trame compatte, ispirazione marinara, tessuti invecchiati e quasi infeltriti, lavorazioni artigianali per originali e autentici lupi di mare. Dettagli performanti e pratici come le termo saldature, l’utilizzo del polar fleece sia negli interni che negli esterni l’impiego di tessuti stretch waterproof anti vento e anti goccia, scelta di metalleria anticorrosione. Giacconi vissuti da capitano; maglieria tricot arricchita da fibbie e corde vecchie per enfatizzare il carattere antico e la quintessenza dello spirito marinaro.

Geox si ispira ai paesi nordici con un tocco british, giacche trapuntate, maglioni girocollo dai colori sfumati e pantaloni chino con lavaggio stone washed, un look perfetto per tutti i giorni ed anche per il tempo libero. “Aviator Reworked” è l’ispirazione militare per piumini in tessuto tecnico waxed con protezione interna antivento ideale per vivere qualsiasi avventura. Maglia con zip e cappuccio in lana, tutto nei toni del marrone e arancio. “The Arctic High Tech” ispirazione paesi freddi con un tocco di modernità per un look urban pronto per affrontare le giornate più fredde con giacche in lana con cappuccio nei toni del grigio, parka in piuma e tessuto tecnico e maglioni girocollo, infine must have la capsule collection Geox designed by Patrick Cox che gioca sulle proporzioni: maxi zip e fibbie abbinate a polacchine mocassini e sneaker fondo cassetta. La palette di colori spazia dal blu navy al verdone fino ad arrivare ai toni del marrone grigio e nero.

Tra i capi must have le camicie della collezione DnA di Eton con uno sprone cucito a taglio obliquo ed un elenco bottoni esteso. La collezione DnA utilizza inoltre quattro diversi tipi di colletto: cutaway moderato o estremo, classico turndown o button down casual.

C+plus presenta i classici best seller: Mark denim chinos tradotto in black denim, grey, batavia e l’intramontabile Chevron sempre protagonista nel suo aggressivo total look black. Emerge un colore particolare, l’indaco ed ancora i Denim japanese, italiani puro sangue, senza influenze esterofili extra unione, sono mescolati da fodere a righe colore, impunture sempre meno colorate, lavaggi sobri e ricercati che conferiscono ai capi un aspetto vissuto, rustico e spontaneo.

Jucca propone una collezione invernale dalle nuance calde e sfumate, sviluppate in broccati, jacquard e nei dettagli come ricami e passamanerie. Il metropolitano è nella linearità dei tagli, nella pulizia dei tessuti quasi tecnici e maschili, oltre che nei volumi più asciutti e strutturati. Fra etnico e urbano anche i motivi a fiore, tanto rielaborati nei contorni e nelle sfumature da sembrare nuovi camouflage, stampati su abiti in leggera flanella, bluse, T shirt di seta e pantaloni in velluto.

Monterunepresenta una collezione che comprende 50 pezzi da donna e 20 da uomo, oltre a sciarpe e speciali parigine da abbinare a pull e abiti. Tutta la collezione ruota intorno a tre tipi di filati, rigorosamente italiani e di altissimo pregio in cashmere, capi sottili e basici come la polo slim fit con profili di lurex, ma anche abiti over, maxi pull, cappe e cappotti cocooning da cui farsi abbracciare. La cartella colori è infinita e pensata per un uomo e una donna metropolitani che amano tutte le raffinate sfumature del nero asfalto al bianco nebbia.

Cangiaripropone geometrie essenziali e linee sobrie ed eleganti, volutamente non offuscate da alcuna decorazione. Giochi di contrasto materico e cromatico si ritrovano in particolari di alta qualità artigianale e negli accessori personalizzati, come i bottoni rivestiti in tessuto al telaio a mano. La linea si sviluppa su volumi e forme che celebrano il corpo della donna nella sua naturale grazia ed essenza, con capi spalla ed abiti che esaltano la linea armoniosa delle spalle e il naturale fascino del profilo femminile.
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peuterey outlet italia Sala da t e shopping nel palazzo storico

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CARRARA. Una novità assoluta per la città. Un angolo, o meglio l’ intero piano di un palazzo storico, nella centralissima piazza Alberica, dedicato all’eleganza maschile. Da un parte l’alta sartorialità, il “fatto a mano” di Stefano Gazzillo, uno degli artigiani storici che ha scritto la storia della moda classica cittadina. Dall’altra le “limited edition” di un marchio casual come la Peutery che sta vivendo un momento di grande espansione: di prossima apertura 15 punti vendita in Cina, non è un caso che lo stilista, Riccardo Coppola, proprio in questi gironi si trovi per alcuni sopralluoghi a Pechino.

Nel mezzo, per coniugare i due stili una sala da tè attrezzata per concedere una pausa e un modo di fare shopping completamente rilassato. Un luogo dove poter accogliere i clienti e offrire, appunto, qualcosa di insolito per i negozi cittadini.

Il progetto: sala da tè, abiti sartoriali e casual. Alla accuse di scortesia una parte degli operatori commerciali della città replica con i grandi progetti. L’esclusività del “su misura” e quella dei capi creati solo per Carrara, in edizione limitata. Sono queste le due linee guida di un progetto che, è bene ricordarlo, è solo nella sua fase embrionale ma che nasce dalla volontà di creare qualcosa in città partendo proprio dall’identità stessa di Carrara, ad esempio dai suoi palazzi storici e dei suoi prodotti di nicchia.

La trattativa è aperta e lo ha confermato la stessa Alessandra Caffaz, la cui famiglia è proprietaria dell’immobile in questione nel dibattito dedicato al commercio su Ttnews24. Adesso si tratta solo di attenderne gli sviluppi.

Coppola: bisogna creare un sistema Carrara per il commercio. Non ha alcuna ricetta magica. E non si mette in cattedra. Anzi.

Ma, da addetto ai lavori, lo stilista Riccardo Coppola, fa solo una riflessione alla luce della polemica che si è scatenata dopo il post su Facebook del presidente del consiglio comunale Luca Ragoni sulla scortesia dei commercianti.

A mio avviso queste polemiche e questo stato di cose non giova a nessuno, anzi, risulta sicuramente negativo per una città che comunque cerca di muoversi in ogni modo comincia col sottolineare Esistono le persone che si sono dedicate a Marble week, quelle che si sono dedicate a Convivere e tutte quelle che hanno organizzato eventi piccoli o grandi, a Carrara, a Marina e ad Avenza.

Sul commercio credo che la realtà sia completamente da cambiare nel senso che non basta più la buona volontà dei singoli che cercano di portare avanti la loro attività nel migliore dei modi, maleducati o no prosegue nella sua riflessione Coppola La realtà è cambiata ovunque, non è solo un problema Carrara, io più volte ho detto che il commercio deve unirsi e fare sistema. E nei post di Facebook ho parlato più volte di un sistema Carrara.

Una regia super partes per rilanciare il settore. Serve una regia che potrebbe essere la Camera di commercio o forse il Comune, nel caso dei commercianti un’associazione quale Carrara in vetrina. Aldilà di chi o come, serve una struttura vera che abbia energie ed autonomia tali da poter aiutare quei commercianti meno sensibili o spesso scoraggiati a rendere la loro attività più “contemporanea” affidandosi ad un network di professionisti validi, creare corsi dove i commessi vengono istruiti su linguaggio e comportamento adeguato ad una professione . Un’associazione che non si occupa solo delle feste o di eventi dove sono tre persone ad impegnarsi per tutti ma che vada oltre.

Ritengo che qualche negozio in più serva a ben poco, il commercio si basa sul transito ed in una città che si sta svuotando c’è bisogno di ripensare il modello continua Ci sono esempi di città vicine che sembravano fino a pochi anni fa isole felici che ora stanno soffrendo.

Siamo nell’era del web, dei trasferimenti veloci e dei lowcost aggiunge Ce ne siamo accorti? In un week end con pochi euro vai a Londra per cultura o per shopping, con il treno da Firenze in un ora e

mezzo sei a Milano. Ci sono gli outlet. Spesso chi lavora ed ha potere di acquisto lavora fuori dalle città di provincia così come gli studenti universitari.

Serve ripensare chiude il suo intervento Coppola e non distruggere, il bello sta proprio lì!.
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peuterey milano sagte Lange gestern nach einem Nachmittag Training 85

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Unternehmen jeder Gre Kapitalisierung. Der Fonds strebt an Unternehmen, die im Allgemeinen unter anderem, geringeren Bewertungsmanahmen, berlegenes Geschftsgrundlagen und positive Geschftsdynamik haben. Im Hinblick auf die Bedeutung seines Teams Bemhungen ist Hundley absolut unersetzlich. Aber er hat mit Mariota in seiner eigenen Konferenz zu beschftigen und so gro Peuterey Sale wie beide sind, man geht Lrm auf Kosten des anderen zu machen.

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Wenn sie es lieben und es fhlt sich persnlich, sagt sie, sie sind eher, es zu benutzen. (Fr Kinder, die ein Zimmer teilen, lassen jeweils die Farbe fr eine Seite der Schrank whlen.). Ich denke, um die gleiche Zeit. Was ich tun musste, war an den Wochenenden EBF, keine Flaschen.
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Si è svolto ieri un incontro tra sindacato (Cisl e Femca Cisl, rappresentate rispettivamente da Marco Ferracuti e David Ballini) e Confindustria per definire il futuro dell’Alberto Fermani, i cui 65 dipendenti sono attualmente in cassa integrazione straordinaria. Per acquisire la storica azienda di calzature di Petriolo, ormai in liquidazione, si è fatto avanti, come già anticipato (leggi l il gruppo Italian Holding Moda che fa capo all’imprenditore Cleto Sagripanti, che ha dichiarato di non avere nessuna intenzione di delocalizzare ma di continuare a produrre calzature in Italy a Petriolo. L’interesse del gruppo IHM è quello di far ripartire da subito la produzione, assumendo inizialmente almeno una parte dei dipendenti della Fermani, con l’obiettivo di riassorbire gradualmente tutte le maestranze. Gli ostacoli principali sono rappresentati dalla scelta degli strumenti tecnici attraverso i quali concretizzare tale soluzione quello più probabile è l’affitto del ramo d’azienda e dalla necessità di agire in tempi rapidi. Se la produzione non riprenderà entro la prima metà di novembre non sarà infatti possibile produrre la collezione primavera estate 2014. La situazione è complessa e delicata sostiene il Segretario della Cisl Marche Marco Ferracuti e in questi due giorni lavoreremo intensamente per vagliare con attenzione le soluzioni possibili. Per David Ballini della Femca Cisl ci sono margini per una soluzione positiva della vicenda. E’ importante però continuare a lavorare con l’impegno e la disponibilità di tutte le parti coinvolte. Lunedì pomeriggio è infatti previsto un nuovo incontro per fare il punto della situazione e per approfondire le prospettive di questa operazione. Seguirà un’assemblea di tutti i lavoratori dell’Alberto Fermani, che pur preoccupati per il futuro, hanno da oggi una speranza in più.

L Holding Moda è una società ideata come si legge nel sito con l’obiettivo di valorizzare i marchi di moda più rappresentativi della qualità e della creatività italiane. Fa capo a Cleto Sagripanti, ex amministratore delegato Manas ed ex presidente Aerdorica. Con lui in società Graziano Gianelli,fondatore

Nel consiglio d della Italian Holding Moda ci sarà anche Marco Morriale, direttore di Aerdorica, sospeso in via precauzionale in seguito all per peculato.

00:10 Scosse di magnitudo 3.5 e 3.4 a Muccia23:31 Simone è il Masterchef d

Trionfo con dedica

“a Montecò, il paese dei matti”” > Simone è il Masterchef d’Italia

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“a Montecò, il paese dei matti”22:28 Rapina nella villa del ginecologo,

la moglie minacciata dai malviventi

Babysitter si nasconde in una stanza” > Rapina nella villa del ginecologo,

la moglie minacciata dai malviventi

Babysitter si nasconde in una stanza22:26 Quadrilatero, la Pedemontana

lievita di 27 milioni21:00 Tirreno Adriatico,

scuole chiuse a Sarnano20:56 Per i centri sociali

soffia il vento di Macerata20:26 Botte invece di mimose,

manda la fidanzata in ospedale20:15 In provincia mini esercito di spacciatori

Compleanni e partite festeggiati con cocaina

Serve un tribunale più grande” > In provincia mini esercito di spacciatori

Compleanni e partite festeggiati con cocaina

Serve un tribunale più grande19:19 Dito incastrato in ascensore,

bambina perse falange: 2 condanne19:14 Sisma, prorogata per gli sfollati

l’esenzione del ticket19:10 Hamburger e spiedini con salmonella,

al via il processo19:00 (foto) ” >Inaugurata la nuova sede

del Giudice di pace (foto) 18:55 Nuovo direttivo per il circolo Iv Marine18:47 Giungla Sae, la Cgil:
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Non sono triglie, neanche coniglie:

sono le .

E TM con un invito di R. Piumini al gioco della filastrocca che l TMautrice, Laura Scappini, propone il testo ai lettori. Erede della noce e della nocciola, sorella minore della palla, la biglia oggetto antichissimo ma sempre attuale. Ci giocavano gi gli Egizi e i Romani, e con questo libro l TMautrice, ne riscopre le sue numerose qualit e la lunga tradizione, offrendo una panoramica completa sul mondo delle biglie: le loro radici, la fabbricazione di modelli in vetro e altri materiali, il loro utilizzo nella didattica, le istruzioni per giocarci e molto altro ancora. Un libro indispensabile per gli Educatori, gli appassionati dei giochi ed i collezionisti.

Il libro, edito da Effequ, fa parte della collana Saggi pop che la contrazione di saggi popolari. I saggi pop sono libri tascabili, leggeri nella forma e nel contenuto, ma che per questo non rinunciano alla sostanza, sono testi che aiutano a riflettere e offrono risposte immediate, pratiche,
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originali e curiose sulla storia, il costume e la societ. In questo libro Laura, che ora vive a Piombino, ma ha origini un po TM friulane e un p elbane, riscopre che il gioco tradizionale con la sua semplicit di mezzi, tramanda i saperi e mette in contatto con la storia: dei quartieri, delle citt, dei popoli.

In ogni paese del mondo il gioco delle biglie assume caratteri diversi e nomi locali: dai lottatori scozzesi di Backhold ai lottatori sardi di S TMintrupa, che si sfidano modificando di comune accordo le regole. Non ho potuto fare a meno, in seguito, di andare a indagare sulle origini delle biglie, che mi apparivano antichissime nella loro arcaica semplicit e di apprezzarne il valore educativo come gioco di strada, capace di avvicinare i bambini tra loro, i ragazzi con gli adulti, i nonni coi nipoti, in sfide pacifiche dove al mancanza di arbitri imponeva la totale fiducia dell TMavversario. Il gioco di strada insegna infatti quello che oggi non si ha pi voglia di fare: fondare le regole della competizione, rispettandole come se fossero divine . Laureata in scienze della formazione primaria Laura attualmente maestra elementare. Oltre ad avere la musica e lo sport nel sangue, ha come massima ambizione la voglia di trasmettere ci che ama agli altri, principalmente ai suoi alunni,
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ai quali dedicato questo libro.

woolrich corto donna Russia strategica per il made in Italy

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Le difficoltà di mercato ci sono, inutile negarlo. E in molti casi si ripercuotono sulla vita e sull aziendale. Ma per i produttori italiani di moda junior, in questi giorni impegnati al salone Pitti Bimbo di Firenze (fino a domani espongono 578 marchi, per il 54% stranieri), la congiuntura ancora non brillante soprattutto sul fronte interno significa anche stimolo a cambiare, progettare, riposizionare, ripulire e rilanciare, innanzitutto accelerando all Già negli ultimi cinque anni il peso dell sul fatturato dell junior è salito dal 32% (nel 2012) a sfiorare il 38% nel 2017 (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Ora il ritorno dei compratori russi, che le aziende stanno toccando in fiera, lascia ben sperare, soprattutto perché la Russia fino a qualche anno fa era un mercato strategico per il made in Italy.

In Russia conta di recuperare quote importanti Simonetta, l marchigiana acquista nel giugno scorso dalla brianzola Isa spa, che al Pitti Bimbo presenta la nuova licenza Vespa kidswear per bambine e bambini da 2 a 16 anni. Il 2017 è stato un anno di transizione spiega il direttore generale Attilio Mucelli che abbiamo chiuso con 27 milioni di fatturato, per il 70% all Ora ripartiamo, dopo la completa ricostituzione del capitale a 2,9 milioni e una profonda riorganizzazione interna, con una collezione Simonetta più fresca e più moderna, che ha prezzi mediamente inferiori del 20% a parità di qualità, e con consegne puntuali.

Il marchio proprio Simonetta oggi vale il 35% dei ricavi (al netto del contratto di produzione per Fendi kids) e si affianca alle licenze junior di Lanvin, Aston Martin, Emilio Pucci e, appunto, Vespa. Medio Oriente e Europa continuano a essere mercati importanti aggiunge Mucelli così come la Russia dove contiamo di recuperare.

Punta al rilancio anche Grant, l bolognese che produce su licenza anche il marchio N 21 kids, al 65% della famiglia Dal Cin che dallo scorso dicembre esprime l delegato, Stefano Dal Cin, 31 anni: Prima di tutto vogliamo consolidare i 18 milioni di fatturato 2017, di cui 16 in arrivo dal nostro marchio Miss Grant spiega l che sta riorganizzando l poi penseremo a nuove licenze. L sarebbe un equilibrio al 50% tra marchio proprio e licenze. Tra i progetti futuri ci sono anche una capsula bambino e nuove aperture retail. I mercati di riferimento restano Cina, Giappone, Medio Oriente e Russia, con l che pesa il 50%.

in fase espansiva la marchigiana Falc, marchi Naturino, Falcotto, Voile blanche e Wyz6, che ha chiuso il 2017 con 50 milioni di fatturato, in crescita di oltre il 10%, per il 65% all Quest puntiamo a una crescita ancora più robusta spiega il direttore generale Salina Ferretti grazie soprattutto all e al canale online. La Russia è un mercato che si è normalizzato, dopo gli eccessi del passato, e questo è un elemento positivo anche se non cantiamo vittoria. Puntiamo sul Medio Oriente e sul Far East dice Anna Lucia Iovino e speriamo nella ripresa della Russia che è stato per noi un mercato importante.

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Spicca tra gli eventi collaterali della dodicesima edizione del Piacenza Jazz Fest, il Jazz Brunch, in programma domenica 10 maggio alle ore 12.30 al settimo piano del Grande Albergo Roma, in via Cittadella n. 14 a Piacenza. L’appuntamento rientra tra le iniziative collaterali della manifestazione, che gode del patrocinio del MiBACT, organizzata dall’Associazione culturale Piacenza Jazz Club grazie al sostegno determinante della Fondazione di Piacenza e Vigevano, del Comune di Piacenza e della Regione Emilia Romagna, con il contributo di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio.

Si tratta di un appuntamento molto piacevole che miscela in maniera gradevole gli elementi della musica, della convivialità e della buona tavola. L’occasione tra l’altro quest’anno è attesa in maniera particolare perché offrirà ancora una volta l’occasione a tutti di potersi godere la vista della città dalla terrazza panoramica del settimo piano della struttura alberghiera dalla più longeva tradizione nella città di Piacenza: il Grande Albergo Roma. Si consiglia vivamente di affrettarsi con la prenotazione.

La programmazione musicale è di grande livello, infatti la parte musicale è stata affidata al quartetto del clarinettista Alfredo Ferrario, che vede, tra gli altri, il graditissimo ritorno all’Albergo Roma del chitarrista bresciano Sandro Gibellini.

Alfredo Ferrario intraprende giovanissimo gli studi classici al Conservatorio di Milano, rimanendo tuttavia affascinato dal mondo musicale dello Swing e da tutto il Jazz classico.

Nel corso degli anni, grazie al talento strumentale, viene apprezzato e richiesto nel circuito del Jazz milanese e, a partire dalla metà degli anni ’80, sotto la guida di Paolo Tomelleri, perfeziona le sue doti tecniche e professionali. Inizia a frequentare così le “piazze” più importanti del Jazz tradizionale sparse in tutto il mondo, tra le quali vale la pena citare il festival americano di Sacramento, il Caveau de la Huchette e lo Slow Club di Parigi, il festival di Barcellona, in diverse e ripetute occasioni in Finlandia, Norvegia, Danimarca, Svezia e Belgio, oltre naturalmente ai numerosi festival italiani. In queste occasioni ha modo di collaborare con artisti storici come Sammy Price e Ralph Sutton.

Dotato di grande sensibilità, tecnica strumentale ed eccellente gusto jazzistico, è considerato da alcuni anni tra i migliori clarinettisti swing in circolazione in Italia.

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L rami de “L azzurro” a “L’acqua di Bumba”: Roberto Piumini porta il suo teatro ai bambini del Perna

Abbiamo ascoltato dalla voce dello scrittore, firma di alcuni dei testi del noto programma RAI per bambini, il senso di un laboratorio che nasce da un suo racconto in versi: E una storia che racconta la responsabilità delle scelte. L’obiettivo è, ovviamente, quello di coinvolgere i bambini in una esperienza di treatralità differente soprattutto dalle esperienze di spettacolo rumorose e confuse, certo più trascinanti ma poco espressive

“L’acqua di Bumba” è la storia di un piccolo che, insieme alle donne del suo villaggio, nel cuore caldo e arido dell’Africa, si mette in cammino per recuperare un po’ della preziosa risorsa necessaria alla sua famiglia e alla sua comunità, in parte fallendo la missione perché sulla via del ritorno si lascerà convincere a cederne ad un vecchino che gliene chiede per sé, il suo cane ed un cespuglio. La storia di Bumba è una storia di scelte e responsabilità che aiuta i bambini a prendere coscienza non solo del valore del pregiato oro bianco, ma dell’importanza di mettere prudenza e giudizio nelle proprie azioni. “L’acqua di Bumba” è un racconto in versi di Roberto Pimuni, tra gli autori dei testi del famoso programma RAI per bambini “L’albero azzurro”, dal nasce un spettacolo laboratoriale per i bambini in età compresa dall’ultimo annio della materna al terzo della scuola primaria.

Un lavoro che, oggi, è approdato alla scuola “Luigi Perna” di Avellino ma che, prima di questo appuntamento locale, lo scrittore ha portato già in giro in varie parti d’Italia insieme alla collega Monica Rabà. La prima o seconda volta ci spiega che realizzammo lo spettacolo fu a L’Aquila, tre mesi dopo il sisma. L’attività si divide in due parti: la prima è una fase sostanzialmente di preparazione alla messa in scena vera e propria nella quale i bambini preparano la scenografia, attraverso la realizzazione di alcune gocce e la scelta di un sole tra i tre da me sottoposti. Poi imparano la tecnica del coro a risposta vale a dire, col supporto di un tamburo, ripetono piccole parti del testo con un tono diverso, piano, forte fortissimo a seconda del battito.

Arriva, dunque, il momento della coreografia, coi bambini che si mettono i fila ordinata per applicare le gocce ad un pannello. la parte più laboriosa ma anche la più interessante specie per i bambini che hanno difficoltà a Stare fermi. Dopo questa pima parte, che dura circa 30 minuti, arriva il momento della messa in scena la cui riuscita varia, ovviamente, a seconda della qualità delle prove. L’obiettivo è, ovviamente, quello di coinvolgere i bambini in una esperienza di treatralità differente soprattutto dalle esperienze di spettacolo rumorose e confuse, certo più trascinanti ma poco espressive, cui sono abituati e diverso dalla fruizione televisiva passiva. I valori che vengono così trasmessi sono quelli della lentezza, della tranquillità e di una certa ritualità e l’apprendimento di una varietà di forme espressive che poi è parte integrante di una mia scelta di vita, quella, cioè, di essere attore di quello che scrivo, portandolo in scena scegliendo di volta in volta, eventualmente insieme ad altri colleghi, forme diverse.
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La creatività è un fattore di rilevanza sempre maggiore quando si parla di riuscita di un business. Specialmente in un momento in cui i consumi interni sono in stallo e le previsioni di ripresa vengono rimandate di semestre in semestre. Specialmente in un settore come la moda che per lungo tempo è stato alimentato da sogni e aspirazioni più che dalle effettive necessità della clientela e, a seguito di un tonfo delle suddette aspirazioni complice una crisi ormai quinquennale, ha dovuto stupire senza illudere. E conquistare un pubblico deciso mai come prima a mantenere i piedi ben saldi a terra.

Non è semplice sfoderare la propria creatività quando, è palese, il contesto suggerisce ben altri temi da mettere in cima alla lista delle priorità. Ma spesso è necessario. Lo sanno bene i giornalisti che si occupano di moda (come me) e che a volte devono fare a pugni metaforicamente, si capisce con realtà completamente diverse che convivono nel medesimo sistema: cartellini da decine di migliaia di euro; vetrine scintillanti; sfilate; collezioni ispirate al dadaismo o alla Primavera di Botticelli che sfilano in passerella a ritmo di musica, ma anche imprenditori che faticano ad ottenere l di linee di credito, aziende in cassa integrazione, manovalanze sfruttate, produzioni sottocosto, vendite scarse. E devono cercare di raccontare queste realtà cercando di stabilire un ponte tra dimensioni apparentemente così distanti.

Lo sanno bene a Pitti Immagine Uomo, fiera che si tiene due volte l alla Fortezza da Basso di Firenze e, giunta alla sua 85esima edizione, rappresenta una delle realtà più importanti a livello internazionale per le aziende che producono moda maschile. E che, tradizionalmente legata all formale da uomo nella fattispecie: giacche, camicie, pantaloni, abiti, capispalla negli ultimi quattro anni, per arginare l di crisi che ha colpito la moda, i negozi multimarca e, soprattutto, il formalwear, ha dovuto reinventarsi. E farlo in fretta.

Pitti Uomo a cui si è aggiunto nel tempo Pitti W, un salone che potremmo definire un cammeo e che è dedicato alla moda femminile ce l fatta. Almeno così pare: è infatti un salone ben articolato e ben frequentato i visitatori dell edizione invernale sono stati 30mila, molti dei quali dall è l di una selezione ragionata di aziende quest i marchi a Pitti Uomo sono 1047 mentre le collezioni donna a Pitti W sono 73 che per il 40% sono internazionali, provenienti da ben 30 Paesi;è un contenitore per nuovi talenti, nazionali e non, come Super Duper Hats e Casamadre, i vincitori del concorso Who is On Next? Uomo 2013, organizzato ogni anno da Pitti in collaborazione con Vogue Italia.

Ed è una piattaforma creativa che cerca di proporsi in modo sempre più aggiornato, concentrandosi ogni stagione su un tema diverso che,
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sia sul piano estetico sia su quello contenutistico, costituisce il fil rouge che lega i padiglioni e gli eventi di Pitti. Il tema dell numero 85, che apre oggi per concludersi venerdi 10 gennaio, è “Rock Me Pitti”. A spiegare la scelta è Agostino Poletto, vicedirettore generale di Pitti Immagine: Con questo slogan, Pitti introduce idealmente una monetina dentro un luccicante jukebox che produce suoni, parole e immagini, idee, spettacolo ed emozioni, business e creatività. Per fare con la musica quello che da sempre fa con la moda: scegliere il meglio, il più nuovo, il più interessante e rileggerlo con il suo stile, offrendo una dimensione di piacere e intrattenimento ai suoi visitatori.

Confezionare il business in modo creativo è, dunque, la strategia vincente. Chi varca la soglia di Pitti Uomo è pronto ad essere stupito, dalle collezioni ma non solo. Dagli eventi, dalle installazioni, dagli ospiti che le aziende invitano per movimentare la presentazione della propria linea di abbigliamento, di calzature o di accessori. Durante i quattro giorni di Pitti Uomo il Salone spazi aperti e spazi chiusi insieme: il set design è di Oliviero Baldini si animerà all di performance e installazioni che attingono, come fonte di ispirazione, all della musica. Contagiando anche la città di Firenze:La Rinascente di Firenze, per esempio, ha deciso di dedicare a a Rock Me Pitti l’iniziativa “Watch the Music, Listen to Design”, sette vetrine ispirate alla musica e realizzate da sette giovani promesse del design italiano, un progetto a cura di Sergio Colantuoni. Sono molte le iniziative music oriented lanciate dai singoli brand; eventi che fanno leva sulla popolarità dei volti noti coinvolti, ciascuno cercando di colpire il proprio target commerciale: Massimo Rebecchi ha ingaggiato Morgan per un dj set esclusivo; Happiness presenterà una collezione firmata dal rapper Emis Killa. Anche i brand del gruppo Peuterey (Peuterey, Geospirit e Postcard) hanno scelto, per la prima volta, di abbandonare lo stand per presentare la propria collezione autunno inverno 2014/15 con un evento “danzante” fuori Fortezza.

Dimenticate i tavoli cui sedersi gli uni (i clienti) di fronte agli altri ( i proprietari dell addetti al commerciale) e i quaderni sui quali vengono scritti gli ordini. O ripensateli, almeno. E la fiera, in generale, ha introdotto una nuova dimensione nell della tradizionale prassi commerciale.il marketing, bellezza.
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Il lavoro combinato tra i laboratori del King’s College di Londra e del San Raffaele Diabetes Research Institute di Milano ha permesso un’ulteriore scoperta sui meccanismi che sono alla base del danno autoimmune nel diabete tipo 1. La rivista Diabetes ha pubblicato i risultati di questo lavoro: è stata individuata l’identità della quinta proteina contro cui il sistema immunitario reagisce nei soggetti con diabete tipo 1. Ma andiamo per gradi.

La presenza nel sangue di autoanticorpi contro più antigeni delle isole pancreatiche conferisce un alto rischio per lo sviluppo del diabete tipo 1. Nell’immediato le conseguenze di questa scoperta stanno nella possibilità di mettere a punto nuovi test più affidabili per predire lo sviluppo di diabete autoimmune e di sviluppare ulteriori approcci di immunoterapia per la prevenzione della distruzione delle cellule beta pancreatiche da parte del sistema immunitario.
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